venerdì 28 febbraio 2014

Dietro richiesta

"Abbiamo collaborato con i Carabinieri quando ci è stato chiesto - ha replicato il parroco - ma noi non avevamo pensato di denunciarlo quando due anni fa ci furono riferiti degli episodi perché pensavamo che fossero solo voci. L’allenatore aveva comunque negato tutto e noi avevamo pensato di trasferirlo nella squadra dei ragazzi più grandi..."
La prima domanda che mi viene in mente e': se il parroco pensava che fossero solo voci, perche' l'idea di trasferirlo nella squadra dei piu' grandi? Non ne vedo il motivo, vi pare? Comunque, al di la' di tutto, quello che e' successo a Roma e' l'ennesima conferma che il clero, se puo', tranne poche eccezioni tende a insabbiare: denunciare rimane sempre l'ultima opzione. E, ovviamente, sempre dietro spinta ("quando ci è stato chiesto").

giovedì 27 febbraio 2014

"Torni a bordo, c***o!"

Ci è tornato.

A ognuno il suo

E' scoppiata la tangentopoli turca.
"Da quel momento Erdogan ha intensificato l’attività parlamentare del suo partito, facendo approvare tre provvedimenti, uno più pericoloso dell’altro: la nuova legge su internet, la riforma della giustizia e quella dei servizi segreti. Tutte leggi volte ad aumentare il potere del primo ministro, che è già spropositato rispetto ai suoi predecessori."
E anche là hanno il loro Berlusconi.

Democrazie interne

"Pensi quale nebbia avvolgerebbe il Pd se anche io tacessi sulle consorterie, le piccole ambizioni personali, le fregature e gli errori che il mio partito fa."
[...]
"Ho parlato contro solo io nel luogo deputato, il partito, e ho fatto il mio dovere. Sono stato mandato in minoranza e non mi era concesso da parlamentare del Pd negare la fiducia. Ho poi spiegato quel che si muove a sinistra del Pd, e che il partito non vuole vedere. Fa il finto tonto pur di stare con Alfano."
Certo che Grillo, nel suo partito, farà pure il bello e il cattivo tempo - continuo a pensare che la cacciata dei 4 di ieri sia stato un autogol colossale - ma anche in casa di quelli che stanno tutti i giorni lì a fare la morale le cose non sembrano granché diverse.

mercoledì 26 febbraio 2014

Ducetto

Il ducetto è ora che si metta in testa che in politica il purismo non paga, perlomeno finché non hai il 51%. E le epurazioni dei dissidenti riportano alla memoria altre epoche, del cui ritorno facciamo volentieri a meno.

martedì 25 febbraio 2014

Fabbricanti di armi che festeggiano



Molto toccanti, devo dire, gli strali odierni di Bergoglio contro i fabbricanti di armi. Peccato che, esattamente un anno fa, la Commissione cardinalizia di vigilanza dello IOR abbia nominato presidente della banca vaticana Ernst von Freyberg, al posto del chiacchierato Gotti Tedeschi. Tra i tanti incarichi, il banchiere tedesco è dal 2012 presidente onorario dei cantieri Blohm Voss di Amburgo, costruttori di navi da guerra e civili controllati da ThyssenKrupp.
Io non so, come dice Bergoglio, se i fabbricanti d'armi facciano festa davanti ai bambini, ma visto che uno ce l'ha in casa, magari potrebbe chiederglielo.

Cesare

Non ho letto il programma di Renzi, e quindi non so se preveda qualcosa in materia di diritti civili. Quello che so è che il grado di civiltà di un paese si misura anche dalla sua capacità di riconoscere a chi lo abita il diritto all'autodeterminazione. Che - badate bene - non è una concessione che si dà, ma, appunto, un diritto, che dovrebbe valere anche nel paese dove c'è il vaticano e Giovanardi. Per evitare di dover continuare a leggere storie come quella di Cesare.

lunedì 24 febbraio 2014

Dall'Ucraina con furore

Il fondatore di Whatsapp, Jan Koum, ha annunciato che entro l'estate con la sua applicazione si potrà anche telefonare. Mentre aspettiamo l'evento, vale la pena ricordare che il tipo che ha appena ricevuto da Zuckerberg un certo numero di miliardi di dollari, è un immigrato ucraino che quando arrivò in America faceva la fila all'equivalente della nostra Caritas.

domenica 23 febbraio 2014

Scatti

Appena seduta in poltrona gia' fa tagli: SI' ai licei in quattro anni, SI' ai finanziamenti delle scuole private e confessionali ma NO agli aumenti di stipendio legati agli anni di anzianita' per gli insegnanti della scuola pubblica. Le va bene che mezza italia e' talmente ignorante da non sapere che la carriera in automatico ce l'hanno anche i poliziotti, e che alla faccia della meritocrazia ne hanno beneficiato anche quelli condannati per le violenze del G8, mentre e l'altra meta' e' talmente fascista da accettare di buon grado che i diritti stracciati siano solo quelli degli insegnanti e che la meritocrazia si applichi solo a chi non indossa una divisa. Adesso voglio proprio vedere i miei amici renziani che vengono dal mondo della scuola quali arpioni lanceranno per restare agganciati agli scivolosi specchi dove si arrampicano gia' da tempo.

(via Carlo Gubitosa)

Vecchiette a 100.000 euro

Il tipo che ha preso il posto di Gianni Letta, Graziano Delrio, ha annunciato la tassazione delle rendite finanziarie, portando questo esempio: "Se una signora anziana ha messo da parte 100mila euro in Bot non credo che se gli togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute."
Il trucco retorico utilizzato, converrete con me, è molto efficace. Resta solo da vedere (a) quanti sono in italia i vecchietti che hanno da parte 100.000 euro in bot e (b) se l'introito eventualmente incamerato da questa tassa servirà veramente ad abbassare le tasse alle imprese e a ridurre il costo del lavoro.
Non è che io sia diffidente, eh, ma di chiacchiere in questi ultimi anni ne abbiamo sentite a iosa.

Nicola Gratteri e il decolleté della Boschi

È confortante sfogliare i giornali, stamattina. Si scopre infatti che è tutto un fiorire di gossip insulso su alcune ministre del neonato governo Renzi. Si parla ad esempio del pancione della signora Madia, all'ottavo mese di gestazione, oppure del tailleur, dei tacchi vertiginosi e del decolleté con plateau color carne della bella signora Boschi, e via di questo passo.
Ecco, a me piacerebbe che con la stessa enfasi si parlasse invece della faccenda Nicola Gratteri. Perché Napolitano, se è vero quello che si vocifera da più parti, ha bloccato la sua nomina a ministro della Giustizia? Forse perché è un Pubblico Ministero e di giustizia ci capisce qualcosa? Forse perché era troppo il timore che arrivasse qualcuno in grado finalmente di farla funzionare? (È noto che la casta ha tutto l'interesse che la giustizia non funzioni.)
Ecco, in attesa di avere delle risposte, o perlomeno una smentita, da Napolitano, accontentiamoci pure del decolleté della signora Boschi.

sabato 22 febbraio 2014

Giradischi

Chi viaggia un po' oltre i 40, tipo lo scrivente, ad esempio, forse avra' avuto occasione di utilizzare in gioventu' i giradischi. Erano dispostivi che funzionavano elettricamente, formati da una specie di piatto rotante, mosso appunto da un motore elettrico, su cui venivano posizionati i dischi in vinile, che potevano essere a 33 oppure 45 giri (prima ancora, se non ricordo male, c'erano anche i 78 giri, ma si parla del Pleistocene o giu' di li').
In prossimita' del piatto rotante, c'era una sorta di piccolo braccio meccanico, mobile, che terminava con una puntina. Quest'ultima, quando veniva appoggiata sulla superficie del disco entrava nei suoi solchi e le relative vibrazioni generate venivano trasformate in suoni. Molto spesso capitava che il disco in vinile, a causa dell'usura oppure della poca cura con cui veniva maneggiato, si rovinasse in qualche punto, e quando la puntina del giradischi arrivava lì, tornava indietro, rifacendo ascoltare sempre il medesimo pezzo di brano musicale.
Voi direte: ma perche' ci hai fatto la storia del giradischi? Beh, perche' e' la prima cosa che m'e' venuta in mente quando oggi il delinquente ha detto, per l'ennesima volta: "La riforma della giustizia è la prima da mettere in campo quando vinceremo le elezioni."

Cimeli di famiglia



(via ilsole24ore.com)

Tana libera tutti?

Forse "esodo di massa" è un tantino esagerato. Certo è che i primi effetti dell'operazione facebook-Whatsapp cominciano già a vedersi.

Ministri graditi

"Nel 2010 propose al Pdl una riforma della giustizia "condivisa" ed è a favore della separazione delle carriere dei magistrati" (affaritaliani. it).
Questa spiega perché quello di Orlando alla giustizia è uno dei pochi nomi graditi al delinquente. E spiega perché Gratteri non ha mai avuto alcuna chance fin dall'inizio.

venerdì 21 febbraio 2014

I tre moschettieri

Spulcio la lista dei ministri proposti da Renzi. Gran parte di questi sono a me totalmente sconosciuti. Noto che meta' sono donne, e questa e' una buona cosa. Andrea Orlando (giustizia) non mi e' totalmente sconosciuto, ma non saprei ne' inquadrarlo ne' definirlo.
Gli unici tre che conosco, relativamente a qualche episodio specifico, sono la Lorenzin, Lupi e Alfano. La prima la ricordo per aver - meritorimente, va detto - in qualche modo messo i "bastoni tra le ruote" a Vannoni, ma non ricordo altro di lei. Alfano agli Interni, invece, e' un po' come mettere, che ne so?, Pacciani a guardia di un asilo, per usare un paragone un po' stantio ma sempre efficace. D'altra parte uno cosi' dove lo metti? Forse, giusto come portiere di condominio avrebbe qualche chance, con tutto il rispetto per la categoria, ovviamente. Alfano e' quello che Berlusconi volle alla giustizia nel suo ultimo governo, suscitando pure le perplessita' di Napolitano, che comunque alla fine lo nomino' perche' lui, si sa, alla fine accontenta sempre tutti.
Ci sarebbe da ricordare, sempre a proposito di Alfano, la sua leggendaria uscita di qualche anno fa: "Gli italiani sono tutti intercettati!" Era il periodo il cui il suo padrone aveva urgenza di far passare la legge per bloccare le intercettazioni, e una mano fa sempre comodo (ovviamente erano tutte balle: gli italiani intercettati sono lo 0,00 e qualcosa percento). Ecco, un tipo cosi', Renzi l'ha messo alla guida di uno dei ministeri piu' delicati: gli interni, appunto. Ci sarebbe da ridere per non piangere. Probabilmente riuscira' perfino a farci rimpiangere la Cancellieri. Lupi... beh, Lupi lasciamo stare, va'; e poi, diciamolo, in qualunque governo un tocco di CL sta sempre bene, no?
Vabbe', in bocca al lupo (a noi).

mercoledì 19 febbraio 2014

E stare a casa?

Ora, intendiamoci, credo che Grillo non abbia sbagliato niente rinfacciando a Renzi tutte le sue incoerenze, compresa quella, gigantesca, del "non faro' mai il presidente del consiglio senza passare da regolari elezioni". Anzi, credo che Grillo sia stato il primo a farglielo notare face-to-face. A parte questo, pero', il comico non ne ha azzeccata una, ne' sul piano della comunicazione ne' su quello della semplice educazione.
E' andato da Renzi, infatti - del resto lo ha ammesso lui stesso - perche' la maggioranza degli iscritti al M5S glielo ha chiesto, altrimenti non ci sarebbe andato. E alla maggioranza degli interpellati, probabilmente interessava che ascoltasse e discutesse le proposte di Renzi, altrimenti poteva starsene anche a casa, vi pare?
Seconda cosa. Una delle prime regole che mi hanno insegnato fin da piccolo, e' che non interrompere chi sta parlando e' una delle principali regole di educazione. Non credo serva aggiungere altro.

martedì 18 febbraio 2014

C.S.I.



Leggo che i C.S.I. (Consorzio Suonatori Indipendenti) torneranno a suonare insieme. Non ci sara' Giovanni Ferretti, probabilmente perso nei meandri della sua conversione al cattolicesimo (anche se in realta', lui, un po' perso lo era gia' di suo ^_^). Gruppo di nicchia e musica di nicchia. Da ragazzo li ascoltavo abbastanza, poi di loro ho perso le tracce. Mi fa piacere sapere che torneranno a suonare assieme, mi ricordano un bel periodo della mia adolescenza. :)

(...)

Sono in macchina. Aspetto che Francesca esca dalla lezione di danza. Alla mia destra c'e' una macchina parcheggiata con dentro una tipa - sicuramente una mamma che aspetta il pargolo - col suo smartphone in mano. Alla mia sinistra, altra macchina parcheggiata con dentro un tipo col suo bravo smartphone in mano.
L'allegro terzetto con lo smartphone.

Sanremo ancora mancava

Le mogli dei due marò a Sanremo "per sensibilizzare l'opinione pubblica". Sensibilizzare l'opinione pubblica? Ma se sono due anni che ci sfrigolano le appendici pendule maschili con 'sta storia...

lunedì 17 febbraio 2014

(...)

Comunque, alla fine le chiacchiere stanno a zero. Renzi potra' piacere o non piacere (a me non piace per niente), ma quelli che parlano di golpe o di nomina illegale e blablabla, o sono in malafede o non hanno capito un tubo. Non siamo una repubblica presidenziale, mettetevelo in testa: siamo una repubblica parlamentare. Ecco perché quando il delinquente dice "sono l'ultimo premier eletto dal popolo" dice una sonora fesseria. La Costituzione parla chiaro (art. 92): "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri."
Il resto sono chiacchiere e noia, buone giusto per riempire pagine.

Così in Sardegna

Quindi, in Sardegna ha vinto il csx, e tutti felici e contenti. Quello che invece si tende a relegare in piccoli titolini e che meriterebbe ben altro risalto, pero', e' che un sardo su due e' rimasto a casa (l'affluenza e' stata del 52%). Secondo me, in qualche palazzo, non solo in Sardegna, qualcuno dovrebbe cominciare a farsi qualche domandina.

domenica 16 febbraio 2014

In Turchia ce l'hanno fatta

Dopo il bavaglio alla rete, ossia la possibilità per il governo di oscurare in poche ore qualsiasi pagina web bypassando il vaglio di un giudice, il parlamento turco ha approvato una legge che mette sotto controllo governativo la magistraura.
Scrive repubblica.it: "Il disegno di legge era stato frenato su pressione di Ue e Usa. Il premier Recep Tayyip Erdogan aveva congelato gli articoli più contestati, sperando di trovare un'intesa con le opposizioni su un testo emendato. Ma ieri il suo partito Akp ha rotto gli indugi, ha ripresentato la riforma in Parlamento e forte dei numeri l'ha approvata a tappe forzate. L'opposizione ha annunciato immediato ricorso alla Corte costituzionale, prima che la normativa venga sottoposta alla firma del presidente Abdullah Gul."
Questa legge si è resa necessaria perché i magistrati turchi hanno recentemente avviato scomode indagini sui rapporti tra corruzione e politica, e una di queste ha tirato in ballo il figlio del premier, Bilal Erdogan. Bavaglio al web e magistratura controllata dal governo: i progetti, per fortuna mai andati in porto, che hanno improntato in questi anni le leggi ad personam di qualcuno di nostra conoscenza anche qui da noi. Tutto il mondo è paese, verrebbe da dire; peccato che siamo sempre costretti a consolarci prendendo come paragone quelli peggiori.

149

Chissà se quelli che stanno là, dentro i palazzi, a qualsiasi titolo, hanno una minima idea di come siamo messi qua fuori.

sabato 15 febbraio 2014

La "tortura" di Breivik

Vi ricordate di Anders Breivik, il fanatico di estrema destra responsabile della strage di Utoya (77 persone uccise)? Beh, sembra che il poverino si sia lamentato delle condizioni carcerarie cui è costretto là in Norvegia, definendole una "tortura". In una lettera inviata alle autorità carcerarie, ha infatti elencato una serie di richieste per rendere più umana la sua permanenza in carcere. Tra queste, la fornitura di un nuovo e più recente modello di Playstation (la versione 2 è ormai obsoleta, giustamente) e l'aumento della "paghetta" mensile.
Io avrei una soluzione che potrebbe alleviare le torture e le sofferenze che il disumano sistema carcerario norvegese infligge ai poveri tapini di quelle zone: fargli provare per un po' una delle confortevoli celle italiane, tipo quelle dove sono ammassati 12 esseri umani in 3 metri quadri di spazio. Eh, che ne dite?

Eutanasia e minori

In Belgio, primo stato al mondo, il parlamento ha approvato la legge che permette l'eutanasia per i minori malati terminali, nonostante la fortissima opposizione della chiesa cattolica, della comunità ebraica e di quella musulmana. La maggiornanza della popolazione, secondo i sondaggi oltre il 70%, era comunque favorevole.
"La legge prevede la possibilita' dell'eutanasia a quei bambini 'in condizioni mediche senza speranze e di costante ed insopportabile sofferenza che non possa essere alleviata e che li porterebbe (comunque) alla morte nel breve periodo'", scrive agi.it. Personalmente, sono sempre stato favorevole all'eutanasia, ossia al diritto di decidere di farla finita quando, a proprio insindacabile giudizio, si ritiene che quella che si vive non sia più degna di essere considerata vita.

Not now John

"Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione."
Premessa: non nutro alcuna stima per John Elkann, né per ciò che rappresenta. Lasciamo poi perdere l'eccessiva generalizzazione di questa dichiarazione. Detto questo, non mi sento però di sfancularlo con la stessa leggerezza e acriticità che leggo in giro, perché mi sembra che un fondo (piccolo) di verità in ciò che dice ci sia. Oggi ovviamente non capita più, ma nell'azienda in cui lavoro io, ad esempio, nel corso degli anni se ne sono visti a frotte di giovani che venivano a chiedere di lavorare, ma quando gli si spiegava che il lavoro comprendeva anche festivi e notturni, in genere scappavano a gambe levate. Questo, ripeto, capitava molti anni fa (io ci lavoro da 24 anni), ma, seppure in misura molto minore e con modalità diverse, la stessa cosa succede anche oggi.
Non lo dico io, è sufficiente documentarsi. Andate ad esempio a cercare in rete un po' degli studi e delle analisi pubblicate dalla Confartigianato o altre associazioni: installatori di infissi, panettieri, pasticceri, sarti, gelatai, muratori. Certo, lavori scomodi, che non permettono di starsene belli belli seduti dietro a una scrivania. Ma comunque professioni che consentono di portare a casa un reddito, spesso più che dignitoso.

venerdì 14 febbraio 2014

E noi?

Quindi, questi qua fanno e disfano governi, nominano presidenti del consiglio (Renzi e' il terzo non eletto da nessuno), fanno rimpasti. Per carita', tutto a norma di Costituzione, eh, pero'...
Insomma, voglio dire: e' stranoto che noi ormai contiamo come il due di picche, ma ogni tanto interpellarci, chiederci un parere. No?

mercoledì 12 febbraio 2014

Fini-Giovanardi

Voglio dire, già il nome che porta: Fini-Giovanardi. Ce li avete presenti quei due, no? Il problema vero è che in questo, come in altri tantissimi casi, la Corte Costituzionale arriva sempre dopo il buon senso, molto dopo. Non per colpa sua, eh, poveretta, ma è così.

Ciao, "Freak"

martedì 11 febbraio 2014

Salvini e la (contro)natura

Io, purtroppo, mi sono cancellato da Twitter un po' di tempo fa e quindi non lo posso più fare. Se qualcuno che ancora ci bazzica volesse dare una mano al povero Salvini, può passare da qui.

domenica 9 febbraio 2014

Il viceministro dell'Interno inglese, Mark Harper, si è dimesso perché la colf non era in regola col permesso di lavoro nel Regno Unito.
Boh, o c'è qualcosa che non va, là, o c'è qualcosa che no va qui da noi.

sabato 8 febbraio 2014

Il suo impero

"Putin mostra al mondo la potenza del suo 'Impero'", scrive La Stampa. Bello, ma la potenza di un paese non si misura dallo sfarzo con cui mette in piedi una manifestazione olimpionica. Si misura dalla capacita' di garantire a tutti i diritti umani piu' elementari, si misura dal suo livello di corruzione, dalla sua giustizia ed equita' sociale, dalla misura con cui garantisce la liberta' di pensiero e di espressione.
Usare come parametro una manifestazione sportiva, per quanto importante, e' un po' come ripulire per benino un appartamento nascondendo l'immondizia sotto il divano.

Tempo e modem analogici

Certo che di acqua sotto i ponti ne e' passata, dagli inizi. Stavo pensando al primo pc che comprai, una dozzina d'anni fa o giu' di li'. Case, monitor (ovviamente a tubo catodico), tastiera; e per collegarsi a internet il vecchio modem analogico a 56 kbit/s, oggi relegato all'archeologia informatica. La velocita' di navigazione era paragonabile a quella di un bradipo in letargo, e ovviamente cose come Youtube e streaming video vari erano pura fantascienza. Poi le lotte e le petizioni al comune e a Telecom per avere la tanto desiderata adsl, con la quale poter navigare in modo decente e non essere costretti a rinunciare al telefono di casa quando ci si collegava a internet col modem a 56k. Se non ricordo male, l'adsl qui a Poggio Berni arrivo' attorno al 2007 o 2008, dovrei andare a guardare. Poi, col tempo, a un pc se n'e' aggiunto un altro, poi un altro ancora, poi sono arrivati gli smartphone, il tablet, e con la connessione tramite wi-fi, o sim, oggi siamo praticamente sempre online e, se vogliamo, possiamo postare quello che ci pare anche quando siamo seduti sulla tazza del cesso (a me e' successo piu' di una volta ^_^).
Il percorso di cui sopra, alla stragrande maggioranza dei ragazzini a cui oggi si regala uno smartphone e' pressoche' sconosciuto. Lo prendono, ci infilano la sim abilitata a internet e sono in rete. Non sanno cosa c'e' dietro e, soprattutto, non conoscono le peripezie che abbiamo dovuto affrontare noi per riuscire a navigare un po'. Vabbe', in fondo tutto questo non e' altro che uno degli innumerevoli indizi del tempo che passa. E quanto in fretta passa. Io, comunque, il mio vecchio modem a 56k dovrei averlo ancora, da qualche parte.

Controtendenze

Mentre si rinuncia a tutto (spese alimentari, vestiario, viaggi, ecc.), Viagra e sex toys volano.

Nove mesi al dito

La notizia, quindi, e' che Beppe Grillo, secondo la Procura di Torino, dovrebbe beccarsi 9 mesi di reclusione per il comizio contro il TAV tenuto un paio d'anni fa in Val di Susa - se non ho capito male, il reato commesso sarebbe "violazione di sigilli". Qualcuno, qua e la', ha gia' cominciato a insinuare che sarebbe una operazione, ordita non si sa bene da chi, per tentare di fare fuori in qualche modo il comico; una sorta di complotto, insomma. Ovviamente sono tutte balle. Cosi' come non c'e' mai stato alcun complotto ordito ai danni del delinquente (i magistrati gli correvano dietro appunto perche' era un delinquente, e non per altro), non c'e' adesso nessun complotto ai danni di Grillo. Semplicemente, e' un personaggio pubblico (purtroppo o per fortuna) e quindi il fatto che abbia presumibilmente commesso un reato fa notizia. Tutto qua.
Sarebbe bello che i media, con lo stesso fervore, si occupassero proprio del TAV invece di occuparsi solo di chi tenta, giustamente, di contrastarne la realizzazione. Ma, e' noto, da queste parti si e' sempre preferito guardare il dito, invece della luna.

venerdì 7 febbraio 2014

E' ora



Il tenutario del blog, qui, sta seriamente valutando l'ipotesi di recarsi finalmente dal barbiere.

Mai e poi mai

"Mai con Berlusconi." E' la risposta perentoria di Renzi a chi gli prospetta l'ipotesi di un governo col delinquente. Peccato che la memoria storica, a volte, sia una brutta bestia. Era il 6 marzo 2013, neppure un mese dalle elezioni. Bersani diceva, nella sua relazione presentata nella direzione del Pd: "Non è accettabile il governo con uno che quattro mesi prima delle elezioni se ne va e comincia a sparare a zero sulla realtà che lui ha provocato. Dobbiamo dirlo con molta chiarezza."
Chiaro lo era stato fin troppo. Poi s'e' visto com'e' andata a finire.

giovedì 6 febbraio 2014

Grasso si difende

Forza Italia contesta vivacemente Grasso, in aula, dopo la decisione di quest'ultimo di costituire il Senato parte lesa, nonostante la decisione diversa della commissione, nel processo a carico del presunto corruttore di senatori. "Grasso si difende", scrive il Corriere, dicendo che il poveretto voleva solo difendere la dignita' dell'aula. Grasso si difende? Da cosa? Da chi? Perche'? Uno che fa valere una posizione normale, naturale, come sarebbe normale e naturale in ogni paese del mondo, deve anche giustificare il suo operato? Credo che sia lampante che se in Senato c'e' stato mercanteggiamento di senatori, a perderci sia il Senato stesso, oltre che gli elettori. E' lampante, no? Invece no. I berluscones si incazzano e Grasso si deve giustificare. Only in Italy.

I samizdat di Brunetta

Brunetta rivela che il delinquente si candidera' alle prossime europee, e se non glielo permetteranno faranno ricorso. La campagna elettorale sara' incentrata sull'antieuropeismo e il bersaglio principale sara' ovviamente la signora Merkel, la famosa "culona inchiavabile" di una nota intercettazione telefonica. Ovviamente, ne' il delinquente ne' il suo entourage trovano anormale che un pregiudicato si candidi a una competizione politica di un certo rilievo, ma d'altra parte, ormai, in questi vent'anni ne abbiamo viste di cotte e di crude, quindi perche' stupirsi? Il mondo forse ci ridera' un po' dietro, ma in fondo che abbiamo da perdere che non abbiamo gia' perso?
Ah, Brunetta, riguardo all'aspetto pratico di questa surreale campagna elettorale, dice che si fara' attraverso internet, che diventera' il "samizdat dei nostri giorni". I samizdat erano fogli clandestini utilizzati in Unione Sovietica per far circolare scritti di cui la censura di regime non avrebbe mai permesso la pubblicazione. Qualcuno dovrebbe avvisare Brunetta che noi, internet, l'abbiamo usata quasi col medesimo scopo: sbufalare la montagna di balle che la stampa e le tv berlusconiane ci hanno propinato negli ultimi due decenni. Buona campagna elettorale.

mercoledì 5 febbraio 2014

Non un blogger qualsiasi

Ora lo dicono anche quelli dell’ONU, e siccome l’ONU non è un blogger qualunque, che si può tranquillamente ignorare, la Santa Sede è costretta a rispondere: il bello è che lo fa esprimendo rincrescimento per il “tentativo di interferire nell’insegnamento della chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa”.

(via Alessandro)

Per sicurezza

La manina di uno sconosciuto parlamentare del Pd, tale Marco Causi, ha cancellato con nonchalance, dal decreto Destinazione Italia, la possibilità di detrarre le spese per l'acquisto di libri.
Vedi mai che si corra il rischio che la gente cominci a leggere troppo.

martedì 4 febbraio 2014

Giusto l'aria

La conferma che siamo il paese delle assurdita' (cosa che piu' o meno era gia' nota). A questo punto, dopo l'obolo che dobbiamo versare per fare una copia digitale di materiale regolarmente acquistato, credo manchi solo una tassa sull'aria che repiriamo, poi siamo a posto.
Da pazzi.

Ciao, Giuliano

E cosi' Giuliano Ferrara non scrivera' piu' sul Giornale; la collaborazione si e' interrotta. Comprendo benissimo lo sgomento dei lettori: d'altra parte un abbinamento cosi' riuscito tra uno dei piu' grossi cazzari da bar in circolazione e uno tra i piu' prestigiosi e autorevoli quotidiani del panorama giornalistico nostrano (siamo grosso modo ai livelli di Novella2000), e' raro a trovarsi. Pazienza. Ma quale sara' il motivo dell'interruzione di cotanto, prolifico rapporto? Le versioni divergono: l'elefantino adduce motivi economici. Il Giornale avrebbe deciso di diminuire gli stipendi dei suoi giornalisti e Ferrara non ci sta. Insomma, lui, giornalisticamente (e non solo) ha un certo peso, mica puo' adeguarsi a tutti gli altri.
Da altre parti si vocifera di un'incazzatura dovuta a una mancata pubblicazione di un suo scritto. Per farla breve, il Giulianone nazionale avrebbe vergato un articolo un po' critico nei confronti di Toti, il galoppino messo da B. dentro Forza Italia con mansioni dirigenziali. Articolo che non sarebbe andato giu' ai piani alti.
Quali che siano i motivi, comunque, da domenica non avremo piu' il piacere di leggere le consuete cazz... ehm, il consueto editoriale di Ferrara sul Giornale. Pazienza. Vorra' dire che ripiegheremo su Scalfari, che ultimamente a corbellerie va forte anche lui.

lunedì 3 febbraio 2014

Dal grande fratello a Sofri

Premessa. Non ho visto la trasmissione della Bignardi (come è noto a chi di solito mi legge, la tv l'ho bandita già da tempo) e non conosco Rocco Casalino. Leggo che è un ex del grande fratello e questo basta a rendermelo odioso. Non approvo neppure il tono provocatorio e subdolo del riferimento al marito della Bignardi ("Come è l'aver sposato il figlio di un assassino?").
Esaurita questa doverosa premessa, se volete un po' paracula, non posso non notare che dal punto di vista formale Casalino ha ragione, in quanto Adriano Sofri ha a suo carico una condanna definitiva come mandante dell'omicidio del commissario Luigi Calabresi. Puntualizzato questo, comunque, devo dire che tutto l'accaduto non fa altro che aumentare la mia convinzione di aver fatto bene a smettere di guardare la tv.

Tutto quadra

L'UE ci fa sapere che la corruzione in Italia si porta via la bellezza di 60 mld di euro l'anno. La notizia però non è questa (i numeri sono noti da tempo, anche se non sembra fregare niente a nessuno), ma il fatto che questi 60 mld, da soli, rappresentano la metà del totale della corruzione in Europa - questa non la sapevo.
Scrive poi l'Ansa: "Tra gli aspetti più preoccupanti secondo Bruxelles, i legami tra politici, criminalità organizzata e imprese, e lo scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo". E il cerchio si chiude.

domenica 2 febbraio 2014

Libri e roghi

Non credo esista qualcosa di più deprecabile dell'incitamento a bruciare libri, fossero pure quelli di Augias - tra l'altro ne ho letti un paio, suoi, che mi sono pure piaciuti.
Il rogo dei libri, come ormai hanno scritto praticamente tutti, evoca epoche e momenti storici di cui nessuno sente la mancanza. Sarei tentato di dire che si potrebbe fare un'eccezione per quelli di Bruno Vespa, oppure Paolo Fox, ma mi trattengo, e con notevole sforzo dico che neppure quelli (e altri) andrebbero bruciati. In fondo è sufficiente lasciarli in libreria. Facile, no?