sabato 27 luglio 2013

Banane

Leggo che ieri sera, a Cervia, uno o più idioti hanno lanciato un paio di banane al ministro ‪Kyenge‬ mentre parlava a una manifestazione del ‪Pd‬. Il gesto, ovviamente, qualifica chi l'ha messo in essere, e quindi non credo servano commenti.
Per quanto riguarda la signora Kyenge, invece, non posso che pensare di lei tutto il bene possibile; in primo luogo perché ho sempre avuto una innata simpatia per chi è vittima, suo malgrado, della imbecillità altrui, e in secondo luogo perché provo a fare il paragone tra lei e molti dei ministri che in questi anni hanno governato nei vari schieramenti politici.
Le conclusioni sono facili da tirare, no?

sabato 20 luglio 2013

Seldon Lady e precedenti

Non ho seguito più di tanto la vicenda, ma il rilascio da parte delle autorità panamensi di Seldon Lady, l'ex agente della CIA condannato in via definitiva qui in Italia a 9 anni per la vicenda di Abu Omar - il tipo è rientrato così tranquillamente negli USA -, mi sembra sia l'ennesima dimostrazione di quanto vale il nostro paese sul piano internazionale, in particolare agli occhi dell'amministrazione americana. Cioè poco o niente, o giù di lì.
Diciamo che sì, ci tengono buoni forse perché fanno loro comodo le nostre basi, ma finita lì. Basta ricordare, anche senza andare eccessivamente indietro nel tempo, i casi Cermis e Pollari, solo per fare un paio di esempi. La cosa, naturalmente, non deve stupire. Ci siamo tranquillamente fatti mettere i piedi in testa, come se niente fosse, dal Kazakistan...

lunedì 15 luglio 2013

L'ironia spiegata a Sallusti

Lo so, ho un brutto vizio: mi piace rimestare nel torbido. E quindi, a volte, leggo Sallusti - a dire il vero qui sarebbe proprio questione di immergersi in qualcos'altro, ma soprassiediamo. Come sorvolare, quindi, sulle perle contenute nel suo editoriale di stamattina in difesa del povero Calderoli? (se siete forti di stomaco, il pezzo è qui.)
In sostanza, il concetto che vuole propinarci il direttore del Giornale è questo: a Berlusconi l'hanno sempre chiamato Caimano e nessuno ha mai detto bau; se qualcuno dà dell'orango alla signora Kyenge, apriti cielo: succede il finimondo. Ora, naturalmente, non serve che sia io, qui, a spiegare le differenze tra i due casi, dal momento che probabilmente le capisce anche un bambino delle elementari (quindi i lettori del Giornale sono già fuori gioco). E infatti non lo faccio. Mi limito solo a segnalare, come dicevo prima, un paio di perle, giusto per fare capire fino a che punto i suddetti lettori vengano quotidianamente presi per il culo senza che neppure se ne accorgano.
"Dunque in Italia si può dire, e riderci sopra, che un politico è un caimano, una pitonessa, un piccione, non - come ha detto ieri Calderoli riferito al ministro Kyenge - un orango."
Il buon Sallusti fa finta di dimenticare che l'epiteto "pitonessa", alla Santanché, fu affibbiato, bonariamente, per la prima volta da Giuliano Ferrara dalle colonne del Foglio (altro giornale che raccomando vivamente di leggere, giusto per farsi un'idea di cosa non è il giornalismo). Un termine - pitonessa, appunto - che, a differenza di orango, non ha mai avuto finalità di dileggio o razziste, tanto è vero che la stessa Santanché l'ha da lì in poi sempre utilizzato per definirsi, ridendoci pure su (vedi l'ultima puntata di Inmezzora, dall'Annunziata).
"Calderoli, che di mestiere fa il vicepresidente del Senato, non è nuovo a uscite ardite, ma stiamo calmi. Una battuta è per definizione stupida altrimenti sarebbe altro."
Ovviamente non è vero una cippa. Le battute stupide sono stupide, le battute intelligenti sono battute intelligenti. Quella che ha fatto Calderoli è stupida, perché è razzista e permeata di astio e cattiveria nei confronti di un'altra persona. Ovviamente non si pretende che Sallusti, che sa benissimo la differenza tra l'ironia intelligente e stupida, la spighi ai suoi lettori, ma questa differenza c'è, eccome se c'è. È la stessa che passa tra giornalismo libero e giornalismo servile. E Sono convinto che anche questa differenza, Sallusti, la conosca benissimo.

Poi dice

Boh, non so, leggo un po' in giro le dichiarazioni di Bondi sull'Ilva, la vicenda Calderoli, quell'altra, grottesca, di Alfano. Leggo che l'evasione fiscale si è portata via negli ultimi 10 anni 500 miliardi di euro (1/4 del Pil) e le tasse le mettono (e le aumentano) sempre ai soliti, quelli che pagano fino all'ultimo centesimo.
Poi dice che uno s'incazza.

venerdì 12 luglio 2013

Figli

Il governo ha inviato al parlamento un Dl col quale viene abolita la distinzione tra figli di serie A e figli di serie B, ossia tra quelli nati all'interno del matrimonio e fuori. Da oggi (anzi, da quando il decreto sarà convertito in legge) i figli saranno figli, e basta. Letta è entusiasta: "è una norma di grandissima civiltá!" Certo che è una norma di civiltà, alla quale noi arriviamo, come al solito, con decenni di ritardo rispetto a tantissimi altri paesi.
Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza: "E' sempre una buona notizia per il nostro Paese quando il Governo si occupa di politiche per l'infanzia. Negli ultimi anni questo è avvenuto sempre meno ed in maniera poco incisiva." Verissimo; negli ultimi anni i vari governi sono stati impegnati poco nelle politiche a favore dell'infanzia e molto in quelle a favore degli ultrasettantenni, specie se con grosse pendenze giudiziarie sul groppone.
Ah, su questo decreto sono curioso di sentire i commenti dal Vaticano.

martedì 9 luglio 2013

Cassazione di corsa

Sarebbe da far notare ai galoppini del teleimbonitore, quelli che strillano: "la giustizia corre e funziona solo con lui", che gran parte dei suoi processi si sono risolti in nulla per intervenuta prescrizione (tra l'altro accorciata proprio dal tipo). Capisco che la decisione della Cassazione di anticipare al 30 luglio il giudizio relativo al processo Mediaset li abbia un po' spiazzati, poverini, ma carta canta.

venerdì 5 luglio 2013

Tasse e blablabla

L'Italia si piazza al quarto posto, tra i paesi europei, per entità della pressione fiscale (44% nel 2012 dal 42,6% del 2011). E questo nonostante la riduzione delle tasse sia inserita nei programmi elettorali di ogni partito tutte le volte che si vota.
Davanti a noi solo Belgio, Francia e Austria. Ma sono convinto che i servizi di cui usufruiscono i cittadini di questi paesi, come contropartita per le tasse che pagano, siano un tantino migliori dei nostri. Però magari mi sbaglio, eh...

mercoledì 3 luglio 2013

Morsi

Di politica estera non sono granché esperto, ma vorrei far presente che Morsi è stato democraticamente eletto presidente dell'Egitto dopo libere elezioni (ha avuto oltre 13 milioni di voti contro i 12 dello sfidante). Ora, il suo programma può piacere o meno (ci ho dato un'occhiata su Wikipedia e mi sembra di averci trovato anche alcune cose buone), ma il particolare di cui sopra, di cui probabilmente molti non sono a conoscenza, non mi pare così irrilevante.

Avvocati

Leggo del gelo sceso tra la Cancellieri e gli avvocati, definiti dal ministro "una lobby che si oppone alle riforme." Ora, io non sono avvocato, non ho niente contro la categoria e non so neppure cosa preveda la suddetta riforma. Se non ricordo male, però, lessi tempo fa che solo a Roma c'è lo stesso numero di avvocati di tutta la Francia. Forse qualcosina da rivedere c'è.

martedì 2 luglio 2013

Rinvii

Quindi, dopo la Tares, l'IMU e l'aumento dell'IVA, il governo è riuscito a rinviare pure la Santanchè (forse l'unico rinvio che non mi dispiace).

lunedì 1 luglio 2013

Disgusti diversi

Devo dire che gli editoriali di Feltri sono spesso stimolanti, nel senso che stimolano la corsa verso il primo bagno reperibile nei paraggi (anche se, devo dirlo, alcune volte - poche -, in passato mi sono trovato d'accordo con delle cose che ha scritto). Oggi Vittorio delizia il nostro palato di lettori con un editoriale nel quale se la prende con chi ha voltato le spalle all'amato Silvio, mostrando così tutta la sua ingratitudine.
Ci sarebbe da dire, per cominciare - a Feltri questo particolare sembra sfuggire -, che il buon Silvio, uomo notoriamente generoso, di gente ne ha aiutata parecchia, e quindi, nel mucchio, qualche ingrato sarebbe stato da mettere in conto fin dall'inizio, non fosse altro che per la legge delle probabilità; ma pazienza: sorvoliamo. L'ingrato del giorno, preso di mira da Feltri, è l'ex parrucchiere Lele Mora, quello balzato agli onori delle cronache per aver detto nei giorni scorsi che ad Arcore c'era un porcaio (in passato aveva invece dichiarato, fedele alle direttive ricevute, che si trattava delle solite cene eleganti).
Scrive il nostro: "Mora avrà le sue ragioni, più o meno nobili, se ha deciso di fare un'inversione a U. Ma noi abbiamo le nostre per manifestare un pizzico di disgusto."
Il discorso, apparentemente, non fa una piega. Peccato che tale disgusto sia indirizzato unicamente a chi denuncia il porcaio, piuttosto che all'organizzatore e beneficiario ultimo del già menzionato porcaio. È vero, il Mora avrà fatto un'inversione a U (e prevedo che a breve parecchi altri gli si accoderanno, visto l'andazzo), ma il tipo delle cene eleganti sono vent'anni che con queste inversioni ci campa; vent'anni anni di palle raccontate a reti unificate e smentite il giorno dopo ("non l'ho mai detto", "avete frainteso" e via andando). Vent'anni di blablabla, impegni, promesse - ne avesse mai mantenuta uno. Però il disgusto è per Mora.