lunedì 31 dicembre 2012

Anno nuovo (vita nuova?)

È il 31/12, giusto? È insomma il giorno in cui, in genere, si fanno bilanci, analisi, consuntivi. Molti, in questo periodo, vanno a riguardarsi gli obiettivi che si erano prefissati a inizio anno per vedere quali sono stati raggiunti e quali no.

Non ho mai fatto questo tipo di esercizio, per il semplice fatto che, da sempre, tendo a vivere alla giornata, mi piace prendere le cose come vengono, belle o brutte che siano. Insomma, non mi sono mai prefissato alcunché, quindi cosa volete che stia a guardare? E poi io ho sempre quel brutto viziaccio di guardare le scadenze e i cicli temporali con una certa diffidenza mista a disinteresse. È vero: le ore, i giorni, i mesi e gli anni servono, sono indispensabili per regolare i nostri ritmi e la nostra vita, ma per me è chiusa lì, non avverto la trepidazione che a molti dà il passaggio da un anno a un altro. Non sono sensibile? Non sono poetico? Non sono "trendy"? Beh, non mi frega granché, sono sincero.

A volte immagino di essere da qualche parte, lontano, magari nello spazio, e di guardare il nostro pianeta dalle profondità siderali. Vedrei nient'altro un piccolo puntino, e magari non immaginerei neppure che su quel puntino ci sono persone che fremono e si sbattono per festeggiare il passaggio da un anno a un altro. Perché visto da dove fossi io, quel passaggio non significherebbe assolutamente niente. Zero. E poi, se ci pensate, lo stesso capodanno è un concetto relativo perfino sul nostro pianeta, dal momento che in altri continenti e in altri paesi lo festeggiano in altre date. Ma, è risaputo, l'uomo ha da sempre bisogno - giustamente, intendiamoci - di darsi regole e leggi, e quelle temporali non fanno ovviamente eccezione.

E allora diamo pure il benservito a questo 2012 e il benvenuto al 2013, consci, però, che in realtà non cambierà niente, perché anche nel nuovo anno continueremo a fare esattamente quello che facevamo prima, a essere quello che eravamo prima. Però a mezzanotte facciamo i botti e stappiamo la bottiglia. Il passaggio tra due situazioni che in realtà sono la stessa cosa, deve essere festeggiato degnamente. Buon 2013!

domenica 30 dicembre 2012

Il fondo

Il giorno che la Camera dei deputati della Repubblica italiana ha votato una mozione nella quale si sosteneva che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Non ce l’ho fatta più, la mia coscienza si è ribellata.

Diciamo che la nostra si era ribellata molto prima di quella vicenda. Comunque, benvenuto.

Funambolismi

Sono (relativamente) lontani i tempi in cui il funambolico Magdì (Cristiano) Allam suggellava la sua conversione al cattolicesimo facendosi battezzare da Ratzinger, la notte di Pasqua del 2008. Adesso che il papa ha mollato Berlusconi per abbracciare Monti, infatti, anche il buon Allam si è regolato di conseguenza. Scomunica per Ratzinger in arrivo?

venerdì 28 dicembre 2012

Paralleli

"Se il parallelo non convince, basta dare una rinfrescatina alla galleria degli orrori misogini che dalle Lettere di Paolo scorre lungo la Patristica e la Scolastica, e oltre, fino alle encicliche e alle pastorali che non a caso il parroco di Lerici ha citato nel suo manifesto: la condanna dei succinti abiti muliebri come tentazione alla debolezza della carne virile ricorre inalterata lungo due millenni, almeno fino alla maledizione che padre Pio scagliò sulle «puttane» che si mettono in bikini".

(via Luigi Castaldi)

martedì 25 dicembre 2012

Appropriazione indebita di Dio

Ratzinger non ha fatto quasi in tempo a finire l'omelia della messa in notturna di Natale, omelia nella quale si è scagliato contro la violenza e i massacri a sfondo religioso nel mondo, che, neanche a farlo apposta, in Nigeria si è consumata l'ennesima, solita, strage di cristiani da parte di gruppi islamici. Ovviamente, come ormai è prassi, domani o al massimo doman l'altro, partirà la solita rappresaglia cristiana contro il nemico musulmano, e la ruota di morte continuerà allegramente a girare, incurante dei patetici e ridicoli appelli di Ratzinger e soci.
Scrive Vatican Insider:

"Il Papa riconosce che 'nella storia, il monoteismo è servito di pretesto per l’intolleranza e la violenza' e che una religione può 'ammalarsi' quando gli uomini fanno di Dio una loro 'proprietà privata'".

Non so dire se sia effettivamente una questione di "proprietà privata" (appropriazione indebita?), ma, se non ricordo male, Ratzinger fu quello che a più riprese ribadì il concetto secondo il quale la religione cattolica è l'unica vera, la sola depositaria della verità e l'unica che consenta l'accesso alla vita eterna. Ora, secondo voi, un ragionamento di questo genere agevola un approccio di tipo tollerante e pacifico alla religione oppure fa esattamente l'opposto? Insomma, se io sono un musulmano, un induista, uno di religione ebraica, un protestante o quello che volete voi e mi sento dire dal tipo con l'ermellino che la sua religione è l'unica vera e le altre sono tutte patacche, lo prendo in simpatia o è più probabile che mi faccia incazzare? (Ovviamente, il ragionamento è reversibile, ma il risultato non cambia.)
Secondo voi, quindi, che credibilità può avere (a parte agli occhi di Paolo Brosio, Formigoni, ecc.) un papa che strilla contro la violenza a sfondo religioso quando lui è il primo a fomentarla?

lunedì 24 dicembre 2012

Google assolto

Il buon Mante fa notare, tra le altre cose, la sproporzione tra i titoloni dei giornali quando Google venne condannato, e il sostanziale silenzio adesso che i suoi tre dirigenti sotto processo sono stati assolti "perché il fatto non sussiste".
Per chi si fosse dimenticato, la vicenda è quella relativa al video del ragazzo disabile vessato caricato su GoogleVideo.

Flessibilità (di Ichino)

Quindi, se non ho capito male, il senatore e giuslavorista Pietro Ichino ha ufficialmente lasciato il Pd per candidarsi in una eventuale lista montiana in Lombardia. E pensare che appena un mesetto fa, scrive oggi Leonardo Tondelli su L'Unità, "aveva sottoscritto un impegno a votare per il proprio partito, chiunque avesse vinto le primarie".
Probabilmente si tratta di uno dei salti della quaglia più clamorosi, nelle file del csx, da un bel po' di tempo in qua.

De Gasperi

C'è uno spassosissimo articolo di Brunetta (sì, avete capito bene: Brunetta!) su Il Giornale di oggi. Oltre a demolire l'intero operato del governo tecnico, che, tra parentesi, il suo partito ha votato per intero, tira le orecchie a Monti per il paragone con De Gasperi. Chissà se Brunetta si ricorda di quando a paragonarsi a De Gasperi fu, in un bel giorno di agosto 2011, il suo ex padrone?

"Guardando l’elenco di tutti i presidenti che c’erano stati, mi sentivo di essere meglio di qualunque di quei presidenti, non c’è nessuno… io rispetto De Gasperi, è un padre della patria, ha governato per quasi il tempo che ho governato io, aveva un difficile compito per quanto riguarda la politica estera, ma per quanto riguarda le situazioni di operazione interna non c’è assolutamente paragone tra quello che ha fatto e sta facendo questo governo e quello che hanno fatto i governi di De Gasperi".

In effetti, vedendo come è ridotta l'Italia dopo un quasi ventennio berlusconiano, credo che De Gasperi sarebbe d'accordo.

domenica 23 dicembre 2012

48 anni di un grande

Sui marò

Lo so, sarò impopolare - pazienza, correrò il rischio -, ma non mi unisco alle felicitazioni campanilistiche e acritiche per il ritorno in Italia, anche se solo per il periodo natalizio, dei nostri due marò.
Lo farò quando l'inchiesta e relativo processo dimostreranno la loro innocenza. Ma finché questo non avverrà, vorrei ricordare che sul loro capo grava l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani perché scambiati per pirati.
Insomma, i nostri due marò si faranno il Natale a casa, quei due pescatori non faranno più nessun Natale.

sabato 22 dicembre 2012

Grazie

Ratzinger ha concesso la grazia a Paolo Gabriele, il maggiordomo chiacchierone; Napolitano a Sallusti. Due maggiordomi graziati quasi insieme. Bello...

giovedì 20 dicembre 2012

Non-notizie

Vi ricordate la famosa intercettazione Fassino-Consorte, che il Giornale pubblicò illegalmente e che consentì, nel 2006, al teleimbonitore di perdere per un soffio (era sotto di quasi 10 punti rispetto a Prodi) le politiche di allora?
Il procuratore aggiunto di Milano, Maurizio Romanelli, ha chiesto per questa faccenda un anno di reclusione per il teleimbonitore. Ma ormai, queste, non sono più neppure notizie.

Fine del mondo

Franci: "babbo, domani c'è la fine del mondo."
"Mmh, e quindi?"
"Ah, non so, tu che dici?"
"Boh, sarà il caso di farsi una doccia?"
"No, non credo serva..."
"Ok..."

mercoledì 19 dicembre 2012

Programmi (e palle)

Leggo su Il Giornale:

"E a proposito di programmi, il Cavaliere ha ribadito la sua intenzione di togliere l'Imu sulla prima casa, di abbassare la pressione fiscale di un punto all’anno, eliminando gli sprechi, e ha spiegato che 'quando vedo leader e leaderini che presentano i loro punti non posso che sorridere perché quando saranno lì (al governo ndr) non potranno fare niente di importante se prima non hanno una maggioranza'".

Lo dice quello che quando vinse le politiche, nel 2008, aveva una maggioranza bulgara, sia alla Camera che al Senato. E poi sappiamo com'è andata a finire...

martedì 18 dicembre 2012

Mi rifaccia la domanda...

Si vocifera che lo staff del catramato starebbe prendendo accordi per un'ospitata di quest'ultimo a Servizio Pubblico. Ovviamente non succederà mai: il teleimbonitore non è certo tipo da sottoporsi a domande poste da cani sciolti (lui è abituato ai fidi Vespa, Belpietro, D'Urso...).
Però, chissà... insomma, un bel fuoco di fila di domande da un Santoro o un Travaglio sarebbe senz'altro un bello spettacolo :-)

lunedì 17 dicembre 2012

"Poi mi domandi..."

Pensate se una cosa del genere fosse successa negli USA. Che poi no, non sarebbe possibile. In primo luogo perché là chi ricopre cariche istituzionali non è proprietario di televisioni (e il politico intervistato non è l'editore dell'intervistatore: non esiste proprio); in secondo luogo perché là i giornalisti non sono addomesticati, sono mastini quando intervistano i politici.
Altro pianeta, almeno su questo versante.

domenica 16 dicembre 2012

Album dell'orrore

Poi qualcuno mi spiegherà cosa c'entra col giornalismo, e l'informazione in generale, la pubblicazione dell'album con le foto dei bambini morti in Connecticut.
(Ovviamente il link non lo metto; se siete appassionati di queste cose ve lo cercate da soli).

Ammissioni

"Ora dovrei riaprire l'articolo e riparlare di Berlusconi, dei suoi cento pronunciamenti contraddittori su tutto, sulla forma-partito, sulle alleanze, su Monti, su se stesso, sui suoi e il suo partito. Ma non c'è bisogno. Tutto questo è, come sempre per il Cav, iperbolico e chiaro, eccessivo e visibile in piena trasparenza".
Alla fine, anche Giuliano Ferrara sembra prendere atto che probabilmente si tratta di Alzheimer.

sabato 15 dicembre 2012

Armiamoci e partite

Pare che questa volta Obama abbia preso seriamente a cuore la questione della diffusione di armi negli States. Ovviamente staremo a vedere quanto riuscirà a fare per mettere in atto i propositi. I timori, diffusi, sono che purtroppo pure lui porà fare ben poco. Come è noto, infatti, la lobby delle armi è potentissima, negli USA, e gode di ottimi appoggi politici al Congresso.
C'è poi da considerare che il diritto di ogni cittadino di armarsi liberamente è espressamente previsto dalla Costituzione Americana (lo prevede il 2° emendamento). Insomma, staremo a vedere quel che accadrà, ma io non nutrirei grosse speranze, almeno nel breve periodo.
A proposito di lobby delle armi, poi, c'è da segnalare l'osservazione di Larry Pratt, direttore di una delle associazioni che difendono il diritto ad armarsi: "se anche gli insegnanti fossero stati armati...".
Ecco, mi pare inutile aggiungere altro.

Domande

Ecco, visto che su Twitter adesso c'è anche Ratzinger, si potrebbe provare a chiedere qualche spiegazione di questa cosa qui...

mercoledì 12 dicembre 2012

Intonaco

Vicino a Roma cade un pezzo di intonaco dal soffitto di una scuola materna. Una bimba di 5 anni viene colpita di striscio e, fortunatamente, se la cava solo con un graffio al volto. Nel settembre scorso, Cittadinanzattiva aveva presentato un rapporto sulla sicurezza nelle scuole. Tra le altre cose vi si legge:
"Solo un quarto delle scuole italiane è in regola con tutte le certificazioni di sicurezza e la manutenzione è ridotta a lumicino: lesioni strutturali in una scuola su dieci, distacchi di intonaco in una su cinque, muffe ed infiltrazioni in una su quattro".
Ogni volta che leggo queste cose, non posso fare a meno di pensare che il governo sta per spendere una barca di milioni di euro per i famosi cacciabombardieri F-35.

martedì 11 dicembre 2012

Nel dimenticatoio

Brunetta dice di non avere i soldi per pagare l'IMU (votata anche dal suo partito, tra l'altro). Ma attenzione: questa gente qui non fa simili dichiarazioni per chissà quali motivi. Lo fanno solo perché sanno di essere già morti (politicamente); sanno di essere inevitabilmente e inesorabilmente destinati all'oblio. E utilizzano queste sesquipedali stronzate per tenere alta l'attenzione su sé stessi. Come diceva il buon vecchio Oscar Wilde: "parlatene male, parlatene bene... ma parlatene".
Che pena.

Paradiso

Leggo che i funerali di Riccardi Schicchi, il re del porno italiano, si sono svolti in forma religiosa presso la Chiesa Ss. Pietro e Paolo, a Roma. Massì, alla fine un posto in paradiso si trova per tutti :-)

domenica 9 dicembre 2012

Salvate (e aiutate) il soldato Sallusti

Dall'etilico editoriale odierno del "giornalista" agli arresti:

"Voglio essere sincero e non unirmi al coro di chi oggi si straccerà le vesti, supplicherà il professore di non farlo, lo ringrazierà per il lavoro svolto. Io voglio invece stare dall’altra parte, quella delle migliaia di lavoratori e aziende che sotto l’illuminato governo Monti hanno perso il lavoro e chiuso bottega. Voglio stare con chi maledice quell’ingiusta tassa che è l’Imu,con gli esodati espulsi dalla società per l’arroganza professorale della ministra Fornero".

Due cosine da ricordare al "giornalista":

1) Le aziende non hanno chiuso i battenti solo sotto il governo Monti, così come i lavoratori non hanno perso il lavoro solo sotto questo esecutivo. Le aziende chiudevano e i lavoratori perdevano il lavoro da molto prima che arrivassero i professori, e questo trend continuerà anche dopo Monti, purtroppo, e continuerà indipendentemente dal tipo di governo che andrà a sostituirlo.

2) Per quanto riguarda l'IMU, che Sallusti dice di maledire (giustamente, intendiamoci), vorrei far presente che la prima versione di questa tassa, anche se inizialmente era più edulcorata, fu messa in campo dall'esecutivo Berlusconi nell'estate 2011. E la versione più pesante, messa poi in campo dai professori, è stata votata all'unanimità dal governo Berlusconi tutto.

Qualcuno salvi il soldato Sallusti.

sabato 8 dicembre 2012

La sua disperazione

"Palazzo Chigi non mi è mai mancato neanche per un minuto. Ritorno con disperazione a interessarmi della cosa pubblica e lo faccio ancora una volta per senso di responsabilità".

(via ansa.it)

venerdì 7 dicembre 2012

Chi ha paura del cavaliere?

Oggi Il Giornale pubblica un divertente editoriale di Vittorio Feltri. Titolo: "Funerale anticipato? Silvio fa ancora paura". Ora, lasciamo pure credere a Feltri che Silvio faccia veramente ancora paura - del resto ognuno è libero di (fingere di) credere a ciò che vuole. Quello che in realtà diverte, nell'editoriale (editoriale, vabbe'), è la motivazione che spinge Feltri a giustificare questa affermazione, e cioè la spettacolare rimonta del cavaliere su Prodi nelle politiche del 2006. Scrive Feltri:

"D’altronde, anche sei anni or sono, in piena campagna elettorale, il Cavaliere era dato per spacciato (aveva un distacco di 10 punti dall’avversario), ma negli ultimi giorni rimontò, perdendo di un soffio".

Intendiamoci, Feltri ha ragione. Nel 2006 Prodi aveva effettivamente un margine di consensi molto ampio sul cavaliere, colmato quasi interamente da quest'ultimo durante gli ultimi giorni di campagna elettorale. Quello che però Feltri non spiega, sono i motivi che permisero al catramato di colmare tale vantaggio e di perdere praticamente per un soffio. Breve riassunto (via polisblog.it).

"Dicembre 2005: il centrosinistra italiano, guidato da Romano Prodi, si appresta a vincere a valanga (i commentatori di lingua inglese parlerebbero di landslide victory) contro un decotto Silvio Berlusconi, fiaccato da cinque anni di governo. A fine Dicembre, sul Giornale escono alcuni stralci di intercettazioni tra Piero Fassino, DS, e Giovanni Consorte, Unipol. La frase “Abbiamo una banca” diventa lo slogan di una martellante campagna del centrodestra contro Prodi e la sua coalizione. Il resto della storia è noto: attacco di Berlusconi a tutto campo, uso spregiudicato delle reti televisive, afonia del centrosinistra alternata a dichiarazioni contrastanti e contraddittorie dei mille leader della coalizione prodiana. Infine, il risultato elettorale del 2006, su cui già tempo fa Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani avevano prodotto un film, Uccidete la Democrazia!, in cui veniva descritta la possibilità di brogli effettuati ai danni del centrosinistra. Oggi il fattoquotidiano.it pubblica la prima parte della storia delle intercettazioni Fassino-Consorte, consegnate, secondo la ricostruzione, alla vigilia di Natale 2005, a Paolo e Silvio Berlusconi da Roberto Raffaelli. Le intercettazioni sarebbero poi state “passate” (erano intercettazioni segrete e quindi non erano state rese pubbliche) al Giornale, che le ha pubblicate".

Ecco, diciamo che sarebbe stato bello e corretto, da parte di Feltri, scrivere che il cavaliere raggiunse Prodi grazie alla pubblicazione da parte degli house organs di casa B. di intercettazioni illegali (quelle tra Fassino e Consorte erano ancora coperte da segreto istruttorio). Anche perché, successivamente, se ricordate, Il Giornale fece della lotta alle suddette intercettazioni uno dei suoi cavalli di battaglia; ovviamente quando queste, legalmente, svelavano tutto il putridume che ruotava attorno al catramato.

Peccato: Feltri ha perso un'altra occasione per dimostrare di essere un giornalista.

giovedì 6 dicembre 2012

Libertà religiosa a rischio

Il cardinale ciellino Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ha dichiarato oggi che "lo stato laico mette a rischio la libertà religiosa". Non sono in grado di dire se questo enunciato abbia fondamento oppure no - a occhio e croce mi pare una grossa cretinata.
Se non ricordo male, però (eventualmente correggetemi), non mi pare che, storicamente, negli stati confessionali la suddetta libertà religiosa abbia sempre trovato terreno fertile. Anzi.

Baratri

Pare che il teleimbonitore abbia deciso di (ri)discendere in campo "perché l'Italia è sull'orlo del baratro". Naturalmente si è già dimenticato chi ha contribuito in maniera determinante a farla arrivare sul famoso orlo.

martedì 4 dicembre 2012

Priorità

Il governo ha annunciato che da qui al 2014 ci saranno tagli alla sanità per circa 14 miliardi di euro. 250 gli ospedali che, si stima, rischiano di 'saltare', mandando a casa 12mila dipendenti tra medici e personale.
Questi tagli li fa lo stesso governo che acquisterà i famosi cacciabombardie­ri F-35 al modico costo di 127 milioni di dollari ognuno.
Così, per dire.

Ultimi tentativi

Ultimo tentativo, in extremis, per tentare di evitare che il M5S approdi in parlamento. Sapete qual è la cosa curiosa e divertente? Il fatto che dopo l'ultimo trentennio, in cui politici di destra e sinistra hanno ridotto l'Italia com'è oggi, la priorità improcrastinabile sia quella di neutralizzare Grillo.

lunedì 3 dicembre 2012

Pretese

Va bene che è un leghista, e i leghisti con l'italiano litigano spesso (vedi Bossi). Ma è pur sempre un parlamentare della repubblica, cavolo, e non credo sia troppo pretendere che almeno le basi della lingua italiana si conoscano. Eccheccazzo!

L'ultima Thule

È uscito, e da queste parti si festeggia!

venerdì 30 novembre 2012

Scuole private e tredicesime

Il card. Bagnasco è preoccupato, leggo sull'Ansa, perché il prossimo saldo dell'IMU si porterà via una fetta consistente delle tredicesime degli italiani - quei pochi che ancora hanno un lavoro e quindi una tredicesima -, e a risentirne potrebbero essere le scuole private cattoliche.
"Sarebbe 'molto grave' se le scuole cattoliche 'dovessero chiudere'", dice il presidente della CEI. Evidentemente il poveretto ha già dimenticato che solo pochi giorni fa, con la famosa legge di stabilità, il governo ha stanziato 223 milioni di euro per finanziare le scuole private, mentre agli insegnanti della scuola pubblica si continua a chiedere di aumentare le ore di lavoro non retribuito (e sorvoliamo pure sul fatto che da decenni si continua a tagliare nella scuola pubblica e a foraggiare quella privata).
Non ho mai sopportato le lacrime di coccodrillo, specie quelle dei cardinali.

mercoledì 28 novembre 2012

Africa

Renzi (parafrasando Veltroni): "se perdo non vado in Africa". Ecco, diciamo che allo scrivente che ci vada o no importa assai poco.

lunedì 26 novembre 2012

Scelte personali

Pare che Sallusti abbia chiesto di scontare gli arresti domiciliari, ottenuti in base a quanto dispone il cosiddetto decreto ‘svuota carceri’, a casa della Santanché.
Ecco, diciamo che io avrei preferito il gabbio.

sabato 24 novembre 2012

Omofobia

Tra le varie reazioni e dichiarazioni inutili e scontate, espresse dai soliti tromboni dopo la tragedia del ragazzino gay suicidatosi a Roma, non poteva mancare quella di Napolitano, il quale ha detto - pensate un po' - che l'omofobia è intollerabile perché lede "i diritti e la dignità della persona".
Ma quanto è arguto questo nostro amato presidente della Repubblica? Attraverso quali arditi e impenetrabili processi di pensiero sarà arrivato a una conclusione così originale non ancora enunciata da nessun altro? Chapeau!
(Il 2 novembre 2010 il tipo delle cene eleganti dichiarò pubblicamente - si era nella fase clou del processo Ruby -: "meglio guardare le ragazze che essere gay!". Non ricordo Napolitano, all'epoca, indignarsi e infervorarsi in egual misura nei confronti del teleimbonitore e della sua battuta da bettola di quarta categoria. Ma forse ricordo male io.)

giovedì 22 novembre 2012

Esami di coscienza

Trovo abbastanza grottesca la diatriba tra l'Arcigay, secondo cui il giovane sarebbe stato fatto oggetto di discriminazione, e i compagni di classe, secondo i quali non c'è mai stata nessuna discriminazione. Un ragazzino, probabilmente omosessuale, si è suicidato a 15 anni. Stop. A questo punto ci dovrebbe essere solamente il silenzio, assieme a un esame di coscienza collettivo. Esame di coscienza che non riguarda solo gli amici del ragazzo, ma riguarda ogni singolo abitante di questo cazzo di paese. Me compreso.

Ultimi tentativi

Leggo adesso che nel decreto sviluppo quelli del Pdl stanno tentando di infilare, quatti quatti, un codicillo che consentirebbe, tra le altre cose, al tipo delle cene eleganti di sospendere il pagamento dei 560 milioni alla di Cir di Carlo De Benedetti per la sentenza del Lodo Mondadori.
C'è poco da fare: anche se lui, apparentemente, è sparito dalle scene, l'esercito dei suoi yesmen è sempre al lavoro.

UFO


Ogni tanto provate a pensare che questo tizio ha governato la Lombardia per quasi un ventennio. E poi provate a darvi una spiegazione.

mercoledì 21 novembre 2012

Fazioni di niente

Trovo abbastanza ridicola e patetica la lotta giornalistica per fazioni che si è venuta a creare tra chi sostiene le ragioni delle forze dell'ordine (tipo ad esempio Il Giornale) e chi sostiene quelle dei manifestanti (tipo ad esempio Repubblica) - il riferimento è a i recenti scontri in varie città d'Italia tra studenti e Polizia.
È vero che ci sono stati abusi - e questo in un paese che ambisce a definirsi civile e democratico è inammissibile - da parte di chi dovrebbe garantire a chiunque il diritto di manifestare in santa pace. Così come è altrettanto vero che tra chi manifestava, e aveva tutta l'intenzione di farlo in maniera pacifica, c'erano, come purtroppo ci sono sempre stati, varie tipologie di infiltrati che pensano che il manifestare sia sinonimo di cappucci e caschi in testa e magari qualche ordigno incendiario.
Quello che sia Il Giornale che Repubbica non hanno capito, è che di fronte alla violenza e agli abusi, da qualsiasi parte vengano, ci perdono tutti.

martedì 20 novembre 2012

Odifreddi lascia


Piergiorgio Odifreddi chiude la sua esperienza di blogger sul sito di repubblica.it. Sembra a causa di pressioni e lagnanze arrivate dall'alto dopo il suo ultimo post. Ecco, diciamo che io la vedo come il buon Mante.

Sistemi solari differenti

Storace: "con Meloni per spostare il bipolarismo a destra". Questi sono pazzi. Questi non hanno ancora capito niente. Non hanno compreso che alla stragrande maggioranza degli italiani non frega assolutamente niente di Storace. Così come non frega niente di bipolarismo o di Meloni - inteso come ministro, ovviamente.

Ma guardate come siamo messi: studenti in piazza per protestare contro la lenta, meticolosa e inarrestabile distruzione della scuola pubblica; non c'è più un giovane in Italia che riesca a trovare uno straccio di lavoro; l'Istat ha pubblicato oggi i dati secondo cui quasi l'80% dei pensionati campa con meno di 1000 euro al mese; il governo non ha ancora ripristinato i fondi per i malati di SLA, e potrei continuare.

In mezzo a tutto questo, c'è gente come Storace, e altri deliranti tromboni, che pretendono che a qualcuno ancora interessi sentire parlare di bipolarismo, inciuci e intrallazzi politici vari. Qui non è più questione di visioni contrastanti, di perdita di vista di obiettivi comuni, di distanze più o meno ampie tra le istanze di un popolo e gli interessi di chi governa, qui è proprio questione di pianeti differenti. Anzi, di sistemi solari differenti.

lunedì 19 novembre 2012

Spinelli

Dopo la notizia del sequestro di Spinelli, il famoso bancomat delle olgettine, vi rendete conto una volta di più che razza di losco individuo sia stato chi ha governato prima di Monti, vero?

domenica 18 novembre 2012

Il Cicchitto identificativo

Cicchitto: "L'iniziativa di mettere il numero identificativo sui caschi delle forze dell'ordine è pericolosa e foriera di intimidazioni e forse anche di vendette. Che ci pensi bene il ministro Cancellieri prima di farla".
Lo so che stiamo parlando di Cicchitto, uno a cui non varrebbe neppure la pena rispondere, ma occorre ricordare che le forze dell'ordine in tenuta antisommossa sono riconoscibili in tutto il resto d'Europa.
Vabbe', in fondo è Cicchitto...

Paura e bambini

Ogni tanto cerco di entrare nella testa e nel cuore di uno di quei bambini palestinesi che anche oggi sono stati uccisi dai raid israeliani. Chissà se ci entrassi dentro cosa troverei? Probabilmente il sentimento preminente sarebbe la paura. Non credo infatti che il nascere e crescere in certe zone del mondo consenta a un bambino di provare molto altro oltre alla paura. E questo vale naturalmente per tutti i bambini del mondo - e sono tanti, purtroppo - che si trovano nella stessa situazione.
La cosa tragica è che i grandi, i grandi stupidi verrebbe da dire, non si rendono conto che il crimine più grosso che commettono non è quello di uccidere un proprio simile, ma quello di consentire che generazioni di bambini nascano e crescano nella paura e nell'odio verso l'altro.

Apparenze

Sempre per la serie "il nuovo cd dei Nomadi è spettacolare".

venerdì 16 novembre 2012

Però i soldi per gli F-35 si trovano

Disastri

Berlusconi: "i tecnici, un anno di disastri". A parte il fatto che se anche fosse - in parte lo è - su ognuno di quei disastri ci sarebbe, e c'è, la firma anche del Pdl. Oltre a questo, c'è da segnalare che Monti, dopo un anno di disastri, ha ancora circa 15 anni di tempo prima di eguagliare quelli generati dal più grande presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni.

martedì 13 novembre 2012

Assistenza religiosa ospedaliera e donnina pia

Il mattino dopo che io e la mia compagna di stanza eravamo state fatte a pezzi (lei molto peggio di me), ecco arrivare la pia donnina, col suo camice bianco (perchè poi? Chi te lo ha fornito? Non sei un medico e qui i colori delle uniformi corrispondono a ruoli ben definiti... perché questa sottile mistificazione, dunque?), il cartellino appiccicato sul petto "Assistenza religiosa opedaliera", già la detesto profondamente.

Entra dalla porta, entra e basta e dice "Signore come vi sentite"? La mia compagna non ha la forza di rispondere, e già questo dovrebbe far sentire alla donnina pia QUANTO non è il caso che ci stracci i coglioni. Io, sguardo torvo (prova a dire una sillaba che anche poco poco mi dispiace e ti polverizzo, prova cazzo! Ti sfido, provaci!)
"Se l'intervento è andato bene dobbiamo ringraziare Gesu' che vi ama tanto"
Io, con quello che resta della mia voce: "Se l'intervento è andato bene, dobbiamo ringraziare i chirurghi, gli anestesisti, gli strumentisti, le infermiere e tutto il personale ospedaliero fino ai barellieri". La donnia pia: "Certo, ma se l'intervento è andato bene è perchè Gesu' vi ama tantissimo".
Io: "Quindi, se morivamo sotto i ferri, sarebbe stato perché Gesù non ci amava? E come può lei avere la pretesa, l'arroganza e la presunzione di potere dire qualcosa a proposito dei sentimenti di dio verso questa o quella creatura o di quello che pensa o di quello che vuole?"

La donnia pia tace, uno sbigottimento genuino le attraversa il volto, non è abituata ad un contraddittorio, e l'imput che le invio la costringe repentinamente a rivedere tutta la sua pappardella preconfezionata: deve per forza improvvisare e questo mi provoca un piacere sottile.
Del resto visita persone fisicamente molto provate, al limite delle proprie forze (dio, ma quant'è sleale!!!) che non ribattono e al massimo fanno cenni col capo, sperando che se ne vada presto, con quella sua odiosa vocetta modulata da cherubino stantio.

"Certo, non tutti la pensiamo allo stesso modo su Gesù e sulla fede, ma siamo comunque tutti fratelli, e mi sembra di capire che lei... ma io pregherò lo stesso per la sua pronta guarigione e per la sua anima".
"Cosa le fa pensare che la mia anima abbia bisogno di preghiere? E poi, perché proprio delle sue? Fratelli... un fratello non approfitta dello stato di prostrazione e debolezza fisica del suo congiunto per investirlo con questa melassa religiosa, per catechizzarlo da tergo, per fare del bieco proselitismo".

La mia compagna di stanza, operata a causa di uno sventramento, vorrebbe sghignazzare, ma la ferita le fa troppo male e con lo sguardo mi prega di smettere di suscitarle il riso più convulso che le verrebbe da fare, se solo potesse. La donnina pia: "Allora pregherò per conto mio".
Io: "Ecco, si per conto suo, mi sembra un'ottima iniziativa, addio!"

Si allontana, incredula, nel suo inopportunissimo camice bianco.


(Silvia Zamagni via facebook))

lunedì 12 novembre 2012

Scrivanie

Negli USA stanno pubblicando le mail private tra il generale Patraeus e l'amante - non mancano particolari scottanti tipo sesso sotto la scrivania e cose così.
Chissà se anche là hanno gli equivalenti dei nostri Ferrara, Belpietro e soci, insomma quelli che strillavano perché la vita privata di B. era stata data in pasto all'opinione pubblica?

Supereroi


Ora, per carità, al marketing politico non si comanda; ma quelli del Pd, poveretti, dopo aver messo questa immagine nell'home page del loro sito ufficiale non è che possono lagnarsi di venire poi presi per il culo da mezza internet.

Cambio di confezione

Alfano propone di cambiare nome e simbolo al Pdl. Sapete cosa mi ricorda questa mossa? Avete presente quei furbi imprenditori che quando si trovano tra le mani un prodotto, magari di tipo alimentare, magari prossimo alla scadenza e già con un certo odore di stantio, gli cambiano confezione e nome?
Ecco, avete capito, no?

domenica 11 novembre 2012

A parte il costo (degli F-35)

Esuliamo per un secondo dalla parte finanziaria: gli F35 sono degli aerei militari che risultano invisibili ai radar. Sono macchine da guerra senza possibilità di scampo né di difesa. Sono armi che ammazzeranno, come accade nelle guerre, civili, disarmati e innocenti.

Non mi importa quanto costano. Fossi nel Governo, non li accetterei neanche se me li regalassero e non avrei contribuito alla loro invenzione e messa a punto nemmeno per ricchezze enormi, anche se siamo in tempo di crisi: perché anche in tempo di crisi siamo umani.

Stay human.


(Roberta Covelli via Facebook)

sabato 10 novembre 2012

Niente da aggiungere, purtroppo...

Loro mi hanno chiesto notizie di mia mamma, il dottore alternativo oggi ha nel suo sito il caso elencato tra quelli "guariti" (gli ho scritto per farlo togliere ma non lo ha fatto) e mentre mia mamma moriva, lui era al congresso che raccontava una guarigione che non era mai avvenuta e non ha mai chiesto come fosse andata a finire, per lui mia mamma è ancora viva.

(via medbunker)

Uccidere le imprese


Chissà se quelli del Giornale si ricordano che per quasi un ventennio abbiamo avuto un imprenditore a capo del governo?

venerdì 9 novembre 2012

Democrazie sotto il Sahara

Schifani: "Cambiare la legge o M5S a 80%". Ora, per carità, non è che qui si vuole fare quelli a cui non va mai bene niente. Però a me sembra che un parlamento che si adopera disperatamente, in tutti i modi possibili, per mettere in piedi una legge elettorale che non consenta a un singolo partito di avere voce in capitolo alle prossime elezioni, non sia esattamente espressione di democrazia.
A meno che non si intenda la democrazia di qualche paesucolo subsahariano governato da qualche dittatorucolo da sbarco. Però magari sbaglio io, eh?

lunedì 5 novembre 2012

Titoli e SLA

Repubblica titolava, fino a poco fa, a tutta pagina: "I soldi per i malati di SLA ci sono". Ecco, io questa notizia qui l'avrei tenuta un po' più nascosta, non l'avrei reclamizzata in questo modo. Perché significa ricordare ancora una volta che prima qualcuno li aveva tagliati.

Tagli e vacanze (di Gasparri)

Attenzione: Gasparri è incazzatissimo! "No a tagli alla polizia altrimenti la bocciamo!" strilla in Senato il capogruppo pidiellino. "Il ripristino ed il rispetto degli organici delle forze di polizia è un’esigenza prioritaria", ha incalzato Gasparri, "su questo punto bisogna essere coerenti e determinati".
Il riferimento è naturalmente ai tagli alle forze di Polizia contenuti nella legge di stabilità in discussione in questi giorni in parlamento.
Intendiamoci, Gasparri su questo punto ha pienamente ragione. Non ricordo però i suoi strilli quando nel triennio 2009/2011 - governo Berlusconi, per eventuali smemorati - si tagliavano 3,5 miliardi di euro al comparto sicurezza. Ma forse in quel periodo Gasparri era in vacanza.

domenica 4 novembre 2012

Scusate tanto

Per la serie "la barzelletta del giorno", pare che il tipo delle cene eleganti stia pensando di chiedere scusa agli italiani per non avercela fatta. La colpa, ovviamente, mica è sua, scherziamo? È della crisi economica, della Merkel, della speculazione internazionale, della bolla immobiliare americana.
Tutte cose che è vero, ci sono state, eccome se ci sono state. E ci sono state nello stesso periodo in cui lui ci prendeva per il culo con la storia della crisi che era "psicologica"; la crisi che era inventata dai giornali della sinistra. C'era nello stesso periodo in cui lui delirava di ristoranti sempre pieni, di voli su cui era fatica trovare posto perché presi d'assalto dalle moltitudini oceaniche dei vacanzieri. Ecco, adesso ci chiede scusa per non avercela fatta. A prenderci per i fondelli un altro po'.

Terzo tempo

Ma quanto è bello il nuovo cd dei Nomadi?

sabato 3 novembre 2012

Set fire to the rain (by me, scusate ^_^)

Tagli e pianti

Lo so, la notizia è di ieri, arrivo tardi. Il governo è riuscito nella mirabolante impresa di tagliare pure i fondi per i malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). La Fornero pare abbia fatto una delle sue solite piangiutine, alle quali ci ha ormai abituato da tempo.
Ecco, a questo punto si può cominciare a tremare, pensando a quello che ancora potrebbero osare tagliare.
Stupisce anche il silenzio della chiesa cattolica, quella che in genere fa fuoco e fiamme quando vede minacciata la famiglia (minacciata da chi o da cosa, poi, è un mistero) o quando qualcuno si azzarda ad esempio a diminuire i fondi per le scuole paritarie e private.
Evidentemente i malati di SLA, nella gerarchia dei motivi per cui stracciarsi le vesti, stanno un pelino più in basso.

Incidente di percorso

Terminato adesso. Uno dei saggi più belli che abbia mai letto. La revisione dei primi studi sulla leggendaria Burgess Shale e la confutazione dell'interpretazione "tradizionalista" delle scoperte di questo incredibile giacimento fossilifero, formulata originariamente da Walcott, sono come pugni nello stomaco.
Un po' come la conferma che la nostra presenza qui è frutto solo di una incredibile (e probabilmente irripetibile) serie di eventi fortunati nella storia dell'evoluzione. Insomma, diciamo che a me fa un certo effetto sapere che sono qui, e in questo momento sto scrivendo su una tastiera, solo per un incidente di percorso.

venerdì 2 novembre 2012

2 novembre in controtendenza

Oggi è il due novembre, giorno in cui la chiesa cattolica commemora i defunti. Chi crede in un aldilà oggi è felice, in teoria, perché sa che qui su questa terra si è solo di passaggio, il bello (o il brutto, dipende) verrà dopo. Chi non crede - ad esempio lo scrivente - dovrebbe invece sentirsi piuttosto triste, dal momento che oggi è inevitabile pensare alla morte, e quindi alla fine di tutto. Io, che sono sempre un pelino in controtendenza, oggi mi sento invece bello allegro, come al solito. Mah...

Di Pietro

Sono sincero, mi spiace che l'IdV si stia sfasciando e che Donadi e Di Pietro siano ai ferri corti. Mi spiace perché l'IdV è stato forse - anzi, togliete pure il "forse" - l'unico partito che ha combattuto il berlusconismo senza se e senza ma, insomma senza alcun compromesso o "inciucio". Difficilmente, se si andasse un po' a spulciare la storia politica degli ultimi anni, si trovererebbe un provvedimento o una legge su cui ci sia la firma congiunta di Di Pietro e degli scagnozzi del teleimbonitore.

È vero, Di Pietro ha fatto moltissimi errori, sia nelle modalità di gestione del partito, sia nella scelta di molti personaggi - basta pensare ai vari Razzi, Scilipoti, ecc. -, e pure il modo in cui ha gestito il patrimonio immobiliare suo e del partito, a volte, non è stato esente da ombre. Ma c'è una verità che è innegabile: non è mai scappato dalla giustizia. Ogni volta che qualcuno l'ha chiamato in causa si è sempre precipitato a farsi giudicare, senza accampare scuse, legittimi impedimenti, o patetiche giustificazioni. E ogni volta è sempre uscito pulito.

Fu lui a raccogliere per primo le firme e ad avviare di fatto i referendum per abolire il lodo Alfano, per mantenere l'acqua pubblica e per cancellare il ritorno al nucleare. Fu sempre lui ad avviare la raccolta di firme per l'abolizione dei rimborsi elettorali e l'abrogazione del porcellum, e fu ancora lui, assieme a Vendola, a partire in quarta per tentare di abrogare la parte della riforma Fornero che di fatto ha abrogato l'art. 18. Questo, da me, si chiama fare opposizione. Se avessimo dovuto aspettare il Pd...

giovedì 1 novembre 2012

Soldi per tutto

Nonostante il Giornale tenti di minimizzare (poveretti, non fanno un po' tenerezza?), la frattura tra il teleimbonitore e i residui maleodoranti del Pdl sembra ormai insanabile. I pochi colonnelli rimasti si rendono conto che la faccia del catramato non è più spendibile (come se la loro lo fosse ancora) e che arrecherebbe solo danni (ammesso che ulteriori danni siano ancora possibili) alla prossima tornata elettorale, e vorrebbero buttarsi a capofitto in un ormai tardivo ricorso a fantomatiche primarie.

L'uomo del nuovo miracolo italiano, quello che naturalmente non s'è mai visto, ovviamente non ci sta a essere messo in minoranza, e siccome i soldi li deve cacciare lui perché il Pdl non li ha, ecco un bel marameo: niente soldi per organizzare le primarie. Si pregano cortesemente i superstiti del partito di plastica di attaccarsi al tram, e tanti saluti.

C'è una costante che ricorre in questo atteggiamento: l'idea che con l'uso (o meno) dei soldi si possa ottenere tutto. D'altra parte siamo di fronte a un uomo che ha sempre utilizzato i denari per comprare tutto il comprabile: magistrati, sentenze, parlamentari, giornalisti, sesso, prestigio sociale. Poi, all'occorrenza, può sempre tornare utile pure il non spenderli, come in questo caso. Insomma, spenderli per ottenere un beneficio e non spenderli per lo stesso motivo. Soldi in ogni caso.

martedì 30 ottobre 2012

Sandy e i gay

"God is systematically destroying America," McTernan writes. "Just look at what has happened this year."
Il lato veramente tragico di queste catastrofi, è l'immancabile predicatore che dice che Sandy rappresenta l'ira di Dio contro i matrimoni gay. Che dire? Anche negli States hanno l'equivalente del nostro padre Fanzaga, di Radio Maria.

In piedi (a San Vittore)

Sallusti: "Meglio in piedi a San Vittore che in ginocchio al Senato". Dio, quanto ha rotto le palle quest'uomo; lui e la sua auto-martirizzazione strategicamente studiata a tavolino. Sallusti andrà in galera, se ci andrà, perché c'è una legge dello stato italiano che lo prevede. Punto. Il fatto che possa essere una legge sbagliata - e per certi versi lo è - non cambia di una virgola la situazione. Finché tale legge sarà in vigore, sarà perfettamente legittima la sua tradotta in carcere.
Invece di strillare e autocommiserarsi ipocritamente, perché non ha mai scritto una virgola, prima, sul suo bel Giornale, per cambiare questa legge? Forse perché non ne era a conoscenza? Ma via...

Sandy

Pare che Sandy abbia dato un bel da fare, là, lungo la east coast - siamo per ora a una trentina di vittime. A me viene sempre da fare il paragone con quanto accade da noi. Un annetto fa, se ricordate, ci furono ad esempio i sei morti per l'alluvione in Liguria, alluvione provocata non da un uragano, ma da un temporale più forte del solito.

lunedì 29 ottobre 2012

Sicilia

Due considerazioni veloci su quanto è accaduto oggi in Sicilia (ipotizzando che la situazione non cambi, cosa più che probabile, a questo punto). La prima è che non c'è stato uno spostamento a sinistra dell'elettorato, come molti vorrebbero far credere, c'è stato molto più semplicemente il collasso della destra - cosa che comunque fa sempre piacere - e quindi appare un tantino ridicolo il "risultato storico" strillato da Bersani. Vabbe'...
La seconda considerazione è che del M5S, bene o male, occorrerà tenere conto, perché a questo punto è chiaro che non si tratta di un movimento marginale, stile meteora, ma di un movimento profondamente radicato col quale anche alle prossime politiche occorrerà fare i conti.
Com'era ampiamente prevedibile, il primo partito (5 Stelle a parte) è comunque quello dell'astensione, quello di chi ha preferito starsene a casa, probabilmente per nausea - i votanti non hanno raggiunto neppure il 50% degli aventi diritto. Questi i fatti, il resto sono chiacchiere.
Ah, Angelino e Silvio sono lì che si leccano le ferite. E questo è puro spettacolo.

sabato 27 ottobre 2012

La frode fiscale spiegata a un marziano

Il teleimbonitore ha dichiarato, rimangiandosi quanto detto appena due giorni fa - niente di nuovo, intendiamoci -, di essere obbligato a rimanere in campo per "riformare il pianeta giustizia", affinché "non capiti ad altri quello che è capitato a me".

Uno che venisse da Marte, unico luogo in cui probabilmente la notizia non è ancora giunta, potrebbe domandarsi, con un lieve senso d'inquietudine, cosa sia capitato al poveraccio. Di quale terribile disgrazia sia rimasto vittima. Leggendo un po' qua e là, scoprirebbe che il tapino (o "tappino", che dir si voglia: nel caso in esame non c'è grossa differenza) s'è beccato una condanna a quattro anni per frode fiscale. Continuando a informarsi un po', scoprirebbe, l'ipotetico marziano, che nel nostro paese, e non solo nel nostro, esiste una procedura abbastanza collaudata chiamata processo penale, che, sintetizzando brutalmente, funziona così.

C'è un PM (Pubblico Ministero) che riceve una notizia di reato. Una volta ricevuta, si premura di avvisare l'interessato (avviso di garanzia) che sta prendendo qualche informazione su di lui. È una misura, questa, a favore della persona sottoposta a indagine. È in pratica il PM che dice: "ehi, senti, guarda che sto facendo qualche ricerca su di te, se magari volessi stare un po' in campana, o fare una telefonatina a un avvocato..."
Il PM fa quindi un po' di indagini e mette insieme alcuni elementi, tramite riscontri e ricerca di prove, per capire se quella notizia di reato abbia qualche margine di fondamento oppure no. Al termine delle sue indagini, tira le conclusioni: se ritiene che la notizia di reato non stia in piedi chiede al giudice l'archiviazione per la persona oggetto delle sue attenzioni, altrimenti ne chiede il rinvio a giudizio, che, se accolto dal giudice trasforma l'indagato in imputato. Nel caso del teleimbonitore, ovviamente, gli elementi validi di colpa sono stati trovati, eccome se sono stati trovati, tanto è vero che è stato rinviato a giudizio.

Dopo dieci anni di indagine e sei di processo, è arrivata la sentenza: colpevole. Sentenza che rimarrà valida a tutti gli effetti finché una seconda (l'eventuale Appello) non ne dimostrerà l'infondatezza. Poi, eventualmente, ci sarà quella definitiva della Cassazione, che generalmente, comunque, non sentenzia sul merito delle accuse ma sulla regolarità di tutta la procedura. Ecco, il teleimbonitore si trova nel primo stadio di questo bel circo. Il nostro bravo marziano scoprirebbe, quindi, che "quello che è capitato a me" non è nient'altro che il normale svolgimento di un processo per frode fiscale, uguale a tanti altri che ogni giorno si celebrano nel nostro paese.

Ecco, il catramato vorrebbe riformare tutta questa procedura in modo che tutto ciò non capiti più. Immagino già la gioia di tutti gli evasori fiscali e i truffatori in questo momento sotto processo. A questo punto, state pure tranquilli che il nostro amico marziano sarà già tornato su Marte scappando a gambe levate.

"Così sono obbligato a restare in campo"

Mai, dichiarazione, fu ammissione più vera di quello che è stata la politica per lui in questi anni.

venerdì 26 ottobre 2012

Quattro anni al teleimbonitore

Il teleimbonitore si è beccato in primo grado quattro anni per frode fiscale. Il processo è quello famoso che riguarda l'acquisizione dei diritti tv di Mediaset - Fininvest acquistava film americani non direttamente dalle major, ma da una serie di intermediari e sottointermediari; il prezzo in questo modo si gonfiava e la "cresta" veniva stornata a beneficio della famiglia Berlusconi. Questo, almeno, è quanto ha certificato la sentenza.

Poi c'è l'ilarità che nasce dalla lettura delle reazioni di galoppini e tirapiedi vari del cavaliere, che sostanzialmente sono accomunate dal solito ritornrllo, che nel corso dell'ultimo ventennio abbiamo sentito più volte: è una sentenza politica! Tra queste, quella che spicca per... vabbe', diciamo ilarità, per non dir di peggio, è quella di Alfano: "Una condanna inaspettata e incomprensibile". Che una sentenza risulti incomprensibile ad Alfano, è... comprensibile: basta guardarlo un po', per rendersene conto. Ma l'apice dell'ilarità arriva con quest'altra perla:

"Siamo certi che i prossimi gradi di giudizio gli daranno ragione, e speriamo che questi giudizi giungano in fretta". Naturalmente il tipo dallo sguardo intenso e penetrante sa benissimo che se per arrivare a una sentenza di primo grado ci sono voluti quasi dieci anni di indagine e sei di processo, dipende dal fatto che, scrive Repubblica, nel mezzo ci sono stati "richieste di ricusazione avanzate dai legali e l'istanza di astensione presentata dal giudice. E ancora slittamenti dovuti al Lodo Alfano e al conseguente ricorso alla Consulta, richiesta di trasferimento del procedimento a Brescia, legittimi impedimenti dell'allora presidente del Consiglio Berlusconi e cambi di capi d'imputazione".

Insomma, il cavaliere ci ha provato in tutti i modi; ha messo in campo tutto il suo arsenale di leggi e leggiucole ad personam per cercare di intralciare in tutti i modi il (già lento) corso della giustizia, ed evitare così di arrivare a sentenza. Peccato, stavolta gli è andata male. Qualcuno avvisi Angelino, quello che "speriamo che questi giudizi [i prossimi, ndr] arrivino in fretta".

giovedì 25 ottobre 2012

Per amore

Pare che il teleimbonitore abbia detto che non si ricandida "per amore dell'Italia". Nel '94, se non ricordo male, tirò fuori sempre la barzelletta dell'amore per l'Italia come giustificazione della sua famigerata discesa in campo. Poi si sa come andarono le cose: un quasi ventennio in cui è stato praticamente padrone assoluto, hanno ridotto la suddetta Italia a un cumulo di macerie: economiche e morali. Adesso, dall'alto di quelle macerie torna a parlare di amore per l'Italia.
Niente da fare: quest'uomo continuerà a prenderci per il culo finché camperà.

martedì 23 ottobre 2012

Sentenze a L'Aquila

La sentenza dell’Aquila rientra in questo paradigma comodo e demenziale. La ragione, o anche solo il buon senso, dovrebbero portare a ringraziare gli scienziati per ciò che sanno e riescono a fare, e non a condannarli per ciò che non sanno e non possono fare: come le previsioni dei terremoti, appunto, che ancora non sono sicure neppure in Giappone, figuriamoci in Italia.

(via Odifreddi)

Qui, invece, Mario Tozzi.

Il segreto della serenità

Vi ricordate di Scajola, quello che resterà per sempre nei libri di storia (e di barzellette) perché qualcuno gli aveva acquistato un pezzo di casa vista Colosseo a sua insaputa? Oggi è arrivato per lui un bell'avviso di garanzia; l'accusa è quella di corruzione internazionale nell'ambito dell'inchiesta sulle forniture Finmeccanica in Brasile.

Sapete che ha detto Scajola appena ha saputo di essere indagato? "Sono sereno". Ecco, lui è sereno. Ci avete mai fatto caso? Sono sempre tutti sereni. Uno riceve un avviso di garanzia ed è sereno; un altro viene rinviato a giudizio ed è sereno. Si viene condannati in primo grado? Fa niente: si ricorre in appello e si aspetta serenamente il verdetto di secondo grado.

È incredibile: fior di psicologi, di filosofi, di studiosi, di esegeti, di ermeneuti, hanno scritto nei secoli vagonate di trattati sulla serenità, e nessuno ha mai capito che per raggiungerla basta un semplice avviso di garanzia.
Anche io voglio essere indagato.

lunedì 22 ottobre 2012

I precari spiegati alla Fornero

La signora Fornero, oggi, ha dichiarato, riguardo i giovani e il lavoro: "vi dovete accontentare". E anche: "Poteva capitare in passato, quando il mercato del lavoro consentiva cose diverse, ma oggi i giovani italiani non sono nella condizione di essere schizzinosi, tant'è vero che oggi sono precari". Ecco, devo dire che la signora Fornero per certi versi ha ragione: il lavoro non c'è e bisogna accontentarsi di quello che passa il convento. È vero, la situazione è esattamente questa, e nessuno dà certamente la colpa a lei, visto che oltretutto è l'ultima arrivata.
Però.

È vero che un giovane deve accontentarsi di quello che trova, ma quello che trova, oggi, è al massimo un lavoro a tempo determinato: tre mesi, sei, se va di culo forse addirittura un anno, poi si vedrà. Ecco, poi si vedrà. Certo, come si dice: piuttosto che niente meglio piuttosto. E la stragrande maggioranza dei giovani si accontenta di quel piuttosto e prende quello che trova, pur sapendo che andrà ad allargare la già vasta platea dei cosiddetti precari.

Visto però che i giovani si devono accontentare di questa condizione, non è che dopo, ogni giorno, ci si può venire a lamentare perché c'è la crisi o perché i consumi sono tornati ai livelli di 30 anni fa. Perché se io sono un giovane che oggi lavoro e fra tre mesi chissà, mi tengo la mia vecchia 127, non ne compro una nuova; rimango a vivere coi miei, al massimo vado in affitto, non accendo di certo un mutuo per comprare un appartamento - a parte il fatto che difficilmente me lo darebbero. E, soprattutto, col cavolo che mi vado a sposare e a mettere su una famiglia. Precario sì, scemo no.

domenica 21 ottobre 2012

Lezioni di giornalismo

Una delle cose che rendono piacevole e divertente la domenica è il consueto editoriale di Ferrara sul Giornale. Gli editoriali del Giulianone nazionale sono istruttivi, perché fanno vedere nella maniera più chiara e netta cosa non è il giornalismo. Leggete un po' cosa è riuscito a scrivere oggi, ovviamente riguardo al solito noto:

"Non ha l’età che ha, dice, ne ha un’altra di molto inferiore, se lo è fatto certificare dai medici di casa, che parlano di potenziale immortalità, e da un harem adorante che la bestiale misoginia e la indecente tendenza guardona di media e magistrati ha esposto, come non avrebbe mai dovuto accadere, alla pubblica curiosità e al dibattimento giudiziario, e con argomenti di moralismo talebano di cui non finiremo di vergognarci nei secoli".

Capito? Secondo la personalissima visione del mondo di Ferrara, nei secoli a venire non dovremo vergognarci, come sicuramente accadrà, perché un capo di governo va a mignotte che poi ricompensa con soldi, favori vari e prebende; non dovremo vergognarci che il suddetto "harem adorante" viaggi allegramente tra le sue residenze private su voli di stato pagati dai contribuenti; non dovremo vergognarci per la storia della nipote di Mubarak che ci ha coperti di ridicolo sull'intero globo terracqueo.

No, secondo Ferrara il motivo per cui dovremo vergognarci è che queste cose sono diventate di pubblico dominio. Grazie, Ferrara, per queste impagabili lezioni di giornalismo.

sabato 20 ottobre 2012

Armi spuntate

Doveva essere l'asso di briscola, il coniglio dal cilindro che gli avrebbe consentito di vivere un'altra memorabile stagione politica. L'aveva battezzata "L'Italia che lavora", la lista che aveva creato, e nelle sue intenzioni (strampalate) doveva raccogliere i fedelissimi rimasti e lasciare che il Pdl cuocesse nel suo brodo.

Ma, come è noto, fare i conti senza l'oste può riservare qualche sorpresa, alla fine. E infatti quella che doveva essere la sua arma segreta si è rivelata, alla fine, spuntata. La nuova lista, secondo i sondaggi, non andrebbe infatti più in là di un misero 4/5%. Perfino il Pdl dopo una eventuale scissione riuscirebbe a fare meglio.

Scrive oggi Francesco Verderami sul Corriere: "Ma l'eugenetica non può essere applicata alla politica, non basta una lista dell'«Italia che lavora» per competere con le novità di Renzi e Grillo. Ancor più banalmente, non è cambiando l'ordine (e il nome) degli addendi che può cambiare la somma dei voti nelle urne. Anzi, è una regola che certe operazioni abbiano un saldo negativo. Anche perché i debiti finiscono comunque per ricadere sul leader e lo inseguono".

Capisco che dopo una certa età si tenda a diventare un tantino rincoglioniti, ma come si può esserlo fino al punto di non capire quando è ora di togliersi dalle scatole una volta per tutte? Come può pretendere uno che è reduce da un ventennio fallimentare, uno che ha ridotto un paese a un cumulo di macerie, economiche e morali, di tornare a fare capolino come se niente fosse successo? Probabilmente non ha ancora capito che dopo aver fatto tabula rasa di un paese, non basta più raccontare due stronzate per sperare di farla franca; non basta più buttare lì una telenovela in tv, la sera, e sperare di tenere buono il gregge.

Quei tempi, per fortuna, sono finiti.

Grillo al 21%

I sondaggi e le rilevazioni vanno presi per quello che sono, ovviamente, dal momento che cambiano continuamente a seconda di chi li fa e a seconda dell'umore degli interpellati. L'ultimo di Swg, però, è abbastanza interessante.
Se si andasse a votare domani, infatti, il Pd sarebbe - abbastanza inspiegabilmente, a mio avviso - il primo partito con un bel 25,9% a livello nazionale. Subito dopo - questo molto più spiegabilmente, sempre a mio avviso - ci sarebbe il M5S, con un bel 21% secco. Il Pdl del teleimbonitore continua la sua caduta libera, attestandosi attorno a uno stiracchiato 14% - poveracci, mi fanno quasi un po' pena.
Che siano gli effetti dei risvegli (tardivi) delle famose casalinghe di Voghera?

venerdì 19 ottobre 2012

Soddisfazioni (sue)

Monti sembra soddisfatto dell'ultima versione del famoso ddl anticorruzione. Anche se, dalle sue dichiarazioni, sembra più una soddisfazione di facciata. "Ci sono aspetti del provvedimento su cui avremmo voluto andare più in là. Ma se il ddl sarà approvato così com'è alla Camera, sarò soddisfatto".

E poi aggiunge: "Nessun governo ha fatto provvedimenti più esemplari di questo ". E diciamo che potrebbe essere anche vero, dal momento che non vengono facilmente alla mente governi, sia di cdx che di csx, che si siano particolarmente distinti negli anni per aver messo in campo leggi efficaci contro la corruzione e il malaffare. Anzi, a fare un po' mente locale vengono molto più facilmente alla mente governi che si sono adoperati nel senso opposto.

Però è quel "esemplare" che mi lascia alquanto perplesso. Specie se si pensa, ad esempio, al mancato ripristino di tempi di prescrizione ragionevoli che permettano con una certa sicurezza di arrivare a un giudizio; oppure il mancato ripristino del reato di falso in bilancio, oggi punito al massimo con un rimbrotto amichevole (sia il taglio della prescrizione che l'abolizione del reato di falso in bilancio sono due regalini avuti in eredità dal solito noto).

Insomma, io di "esemplare" in questo di ddl ci vedo poco. Specie se si prova un po' a mettere il naso fuori dagli italioti confini e si guarda come sono puniti in altri posti questi tipi di reati.

Mubarak for ever

Cioè, fatemi capire: questo qui si presenta in aula per dichiarazioni spontanee (che poi sono balle programmate), e con la faccia più tosta del mondo ci dà ancora con la storiella della nipote di Mubarak? Io, al posto della Boccassini, l'avrei denunciato per manifesta presa per il culo del pm.

giovedì 18 ottobre 2012

Distanze

Se un parlamentare in carica dal 1976 - io avevo 6 anni - viene a dire che 6.800 euro al mese non sono un granché come vitalizio, io un po' m'incazzo, ma non me la prendo con lui, perché probabilmente non ha idea della distanza. Quale distanza? La distanza che c'è tra l'interno e l'esterno del palazzo.
Il dramma della politica è tutto qui: non avere nessuna idea di cosa è e come funziona la vita fuori dalle sacre mura.

mercoledì 17 ottobre 2012

martedì 16 ottobre 2012

Only in Italy

José Zapatero, ex premier spagnolo, ha lasciato la politica dopo la sconfitta elettorale dell'anno scorso. L'ha lasciata a 51 anni, dopo otto anni di governo (due legislature). "Già nel 2004 pensavo che due legislature fossero il periodo più ragionevole", aveva dichiarato all'indomani della sconfitta di un anno e mezzo fa.

"Thank you and good bye", ha invece detto Gordon Brown, nel 2010, dimettendosi e lasciando il n.10 di Downing Street al giovane conservatore David Cameron. Gordon Brown ha lasciato definitivamente la politica a 59 anni.

"Emilio Fede ufficializza la nascita del movimento di opinione ‘Vogliamo Vivere’, di cui peraltro avevano parlato alcuni media nelle scorse settimane: la prima uscita pubblica sarà il 25 novembre, alle 11, al Teatro San Babila di Milano", scrive oggi l'Ansa. Emilio Fede ha 81 anni ed è sotto processo per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile.

No comment



(via Daniele Sensi)

domenica 14 ottobre 2012

Tasse e aria fritta

È di appena qualche giorno fa, mi pare, la dichiarazione di Monti con la quale ventilava un ipotetico abbassamento della pressione fiscale in un qualche altrettanto ipotetico futuro. Uno spera (ammesso che ci sia ancora qualcuno che indulge a tale attività) che la Legge di stabilità, di cui si parla tanto in questi giorni, contenga novità che vanno in quella direzione.

E invece basta leggere un pochino per capire subito che dietro l'altisonante Legge di stabilità - uno che sente il termine "stabilità" tende inconsciamente a tranquillizzarsi, no? - c'è l'inghippo. E quindi, tanto vale usare la terminologia corretta: stangata. E infatti, come scrive oggi il Sole24Ore, da una parte hanno abbassato l'Irpef, dall'altra hanno però tagliato le detrazioni e le deduzioni fiscali, senza contare l'aumento di un punto percentuale dell'IVA dal prossimo luglio.

A questo, ci sono poi da aggiungere un paio di novità di quelle che generalmente procurano più soddisfazione, specialmente a chi lavora: l'aumento della tassazione sul TFR - grrrr - e il cambio di regime del prelievo fiscale sulla benzina per quanto riguarda il terremoto in Emilia: da provvisorio a permanente. Fateci caso: ogni volta che viene applicata una nuova accisa sulla benzina per fare fronte alle emergenze del momento (terremoti, alluvioni, ecc.), inzialmente ce la vendono come provvisoria, per far fronte alle contingenze, poi, quando la "bufera" è passata, arriva una manina che - trallallero trallallà - la trasforma con nonchalance in permanente.

E che nessuno si azzardi a dire che ci stanno prendendo per i fondelli.

Sirene e Google+

Vorrei spiegare ai signori di Google che Google+ non mi interessa. Ho già Facebook, Twitter, il mio canale Youtube e il mio blog da seguire, penso che possa bastare, no? Glielo vorrei spiegare perché ho notato da qualche giorno che da ogni servizio in qualche modo collegato a Google - in pratica tutti - arrivano (poco) velati inviti ad attivare e utilizzare anche il social network di Page e Brin.
Finestrelle lampeggianti, bannerini ammiccanti: le sirene di Ulisse non avrebbero saputo fare meglio. Certo, le sirene di big G sono meno pericolose: non (in)cantano e non ammazzano i navigatori; insomma, non portano via la vita come le abitanti della leggendaria isola tra Scilla e Cariddi, al massimo possono portare via un po' di tempo in più, ma io ne ho poco anche di quello. Insomma, sento che Circe mi consiglia di girare al largo e io le do retta: ci tengo alla vita (e al mio tempo).

venerdì 12 ottobre 2012

Riunire i moderati (e poi un bel T.S.O.)

I casi sono due: o quest'uomo è completamente andato, nel qual caso bisognerebbe ricorrere a un T.S.O. urgente, oppure pensa che quelli completamente andati siamo noi, nel qual caso, forse, non avrebbe tutti i torti. Fatto sta che oggi è tornato alla carica con un accorato appello per riunire sotto un'unica bandiera tutti i moderati - che poi cosa c'entri lui coi moderati, dopo tanti anni non l'ho ancora capito, ma soprassediamo.

Il bello è che per raggiungere il suo scopo non s'è inventato qualcosa di nuovo, non ha tirato fuori dal suo magico cilindro qualcosa di originale con cui stupire le italiache masse sonnolenti, ma ha riproposto pari pari gli stessi stilemi, gli stessi ritornelli triti e ritriti, vecchi, stantii, decrepiti, coi quali ci ha spaccato le appendici pendule per quasi un ventennio. Nessuno sforzo per cambiare qualche concetto, per buttare là qualche idea nuova, niente di niente: il suo parco cazzate si ripropone negli anni sempre uguale a se stesso, ad libitum. Come quei copioni sgualciti che una volta usati si buttano ad ammuffire in un baule per poi essere ritirati fuori ad ogni occasione soffiandoci via la polvere.

Ed eccolo quindi riproporre, in pieno 2012, senza nessuna forma di pudore, cose tipo "con la sinistra più tasse", come se durante gli anni in cui ha governato lui - governato, vabbé - la pressione fiscale fosse stata sempre in caduta libera. Oppure il suo vecchio cavallo di battaglia di dare "più poteri al premier" - pensate a dove saremmo adesso se un megalomone di siffatta pasta avesse avuto più poteri di quelli che la Costituzione gli ha attribuito. E poi la tanto agognata riforma della Corte Costituzionale, accusata di essere un "organo politico" solo perché ogni tanto rimandava al mittente qualche porcata anticostituzionale scritta appositamente per lui dai suoi galoppini.

Mi sento di rivolgere un accorato appello ai suddetti moderati, oggetto delle attenzioni del teleimbonitore. Avete davanti a voi un'occasione unica, irripetibile: mandarlo a cagare tutti insieme, una volta per tutte. E poi, vai di T.S.O.

Da ricordare in futuro


(via Tommaso Caldarelli)

giovedì 11 ottobre 2012

Allergie (di Alfano)

Le allergie oggi sono molto diffuse, e il trend di diffusione, ci dicono le statistiche, è una linea che va costantemente verso l'alto. Pollini, fiori, frutti, piante, peli di gatto, di cane, di unicorno, ecc. Poi, come è noto, ci sono le allergie alle mogli, ai mariti, alle suocere, agli zii, insomma ai parenti in genere; quindi, bene o male, chi più chi meno, tutti siamo allergici a qualcosa o a qualcuno.

Anche Angelino Alfano soffre di una particolare forma di allergia, che è abbastanza diffusa specialmente tra gli esponenti della classe politica. Gli allergologi non sono riusciti bene a definirla, la stanno studiando, tanto è vero che ancora non le hanno affibbiato neppure il nome. Noi, che allergologi non siamo, e che quindi non abbiamo nessuna pretesa di metterci al loro posto, potremmo comunque provare ad abbozzare qualche nome, chi ce lo impedisce?

A me, ad esempio, è venuto in mente qualcosa tipo "allergia alle dimissioni". E questa bizzarra denominazione mi è spuntata in testa, all'improvviso, dopo aver letto alcune sue dichiarazioni di oggi (o forse anche di ieri, ma in fondo non è importante, tanto le corbellerie sono più o meno le medesime).

Come forse avrete letto, il consiglio comunale di Reggio Calabria è stato sciolto, tramite decreto del governo, per infiltrazioni mafiose - attualmente è commissariato. Qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso, non può che plaudire a questa iniziativa del governo. Ma, come è noto fin dai tempi in cui il buon Angelino andava in giro a dire che "tutti gli italiani sono intercettati" (balla sesquipedale) perché doveva perorare la causa del suo capo sulle intercettazioni, il buon senso è compatibile con Alfano come il gasolio in un motore che va a verde. Infatti, sulla vicenda di Reggio Calabria ha detto: "Sciogliere il consiglio condanna tutta la città". Certo: la condanna a essere amministrata da un comune privo di infiltrati della mafia. Come condanna, se ci pensate, è terribile. Ma ovviamente mica si è fermato qui, non sarebbe Angelino. "Così lo Stato indebolisce la sua presenza", ha tuonato, visibilmente indignato, l'ex guardasigilli (probabilmente il ministro della Giustizia più disgraziato che questo paese possa vantare, anche se prima di lui c'era Mastella, vabbè). Naturalmente lui sa benissimo che il commissariamento del comune è stato disposto dal governo, cioè dallo stato, in ultima analisi.

Ecco, direi che qui possiamo stendere un velo pietoso e passare alla seconda sua memorabile dichiarazione, che riguarda il tipo dalle camicie sgargianti, che casualmente è anche presidente della regione Lombardia. "Non si manda a casa chi ha governato bene", dice, più indignato di prima, il prode Angelino. Infatti a Formigoni non dovrebbe mandarlo via nessuno, sarebbe lui che forse dovrebbe farci un pensierino - pia illusione, ovviamente. D'altra parte il Roberto è stato chiarissimo: "io non ho fatto errori". Può darsi, ma se in una giunta regionale ci sono 13 assessori che sono a vario titolo sotto indagine - compreso Formigoni stesso, ovviamente - il dubbio che qualche errorino possa averlo fatto a me viene.

Ad Angelino, invece, questo dubbio neppure lo sfiora. Né su Formigoni, né sul consiglio comunale di Reggio Calabria. Ognuno dovrebbe restare al suo posto e chi s'è visto s'è visto. Se non è allergia (alle dimissioni) questa, ditemi voi.

Desertificazioni

Ma dove sarebbe questo "vuoto", questa "desertificazione spirituale" che vede Ratzinger? L'unica desertificazione che vedo io è quella che coinvolge la sua chiesa, basta guardare le statistiche e i numeri nudi e crudi. Una chiesa in profonda crisi a causa del calo delle vocazioni e della fuga lenta ma costante di fedeli.
"Che cosa significasse una vita, un mondo senza Dio, ai tempi del Concilio l o si poteva già sapere da alcune pagine tragiche della storia, ma ora purtroppo lo vediamo ogni giorno intorno a noi". Questo discorso vuole dire tutto e niente, perfetto prosieguo di una tradizione millenaria di discorsi fumosi coi quali si può (si vuole) fare intendere tutto e il suo contrario.

Cosa significa "un mondo senza Dio"? E come si fa a collegare questa supposta assenza a certe pagine tragiche della storia? La storia dell'umanità è costellata di pagine tragiche; vogliamo davvero credere che sono state tutte il frutto di un mondo senza Dio? Via, cerchiamo di essere seri. Pagine tragiche della storia dell'umanità sono state anche le Crociate, l'Inquisizione, gli abusi dei preti pedofili. E allora? Io capisco che Ratzinger debba tirare acqua al suo mulino, debba cercare di coprire tutto il letto con una coperta che ormai è irrimediabilmente troppo corta, ma lo faccia senza raccontare palle, possibilmente.

mercoledì 10 ottobre 2012

Renzi?

L'avevo già scritto in precedenza, mi pare: Renzi non mi entusiasma. Sarà giovane, sarà il cosiddetto "nuovo che avanza", sarà quello che volete, ma non riesco a farmelo piacere - quando poi sento B. dire di lui: "porta avanti le nostre idee", capite anche voi, no?

Tuttavia, perché bene o male c'è sempre un tuttavia, un motivo che potrebbe spingere a spezzare una seppur piccola lancia in suo favore ci potrebbe anche essere, a guardare bene. Prendete la diatriba odierna tra lui e D'Alema. "Renzi si farà male" pare abbia detto il comandante di Ikarus al giovane sindaco di Firenze. Come non vedere in questa frase tutto il disprezzo che la vecchia classe dirigente del Pd nutre verso qualsiasi cosa che miri un po' a cambiare gli assetti, a proporre qualcosa di alternativo alla gerarchia delle mummie?

Da quanti anni D'Alema è in parlamento? Quante legislature si è fatto? E che cazzo ha combinato in tutti questi anni? Che giovamento ha tratto la sinistra dalla sua presenza? (ovviamente indico D'Alema per indicare tutti quelli della sua risma. Penso ai Veltroni, alle Bindi, ai Fioroni, ai Castagnetti, ai Marini, ai Bersani, insomma avete capito, no?)

Ecco perché, forse, Renzi non è totalmente da buttar via, anche se, ripeto, le mie riserve su di lui sono molte, moltissime. Perché potrebbe essere la leva che serve a scardinare e a mandare all'aria la gerarchia delle mummie, il grimaldello che consente di aprire un varco nella vecchia oligarchia che ha trasformato il Pd in uno stagno puzzolente. E, se ci riuscisse, secondo me non sarebbe roba da poco.

martedì 9 ottobre 2012

Dalla via Gluck a Verona

Per carità: bravo e tutto quello che volete, eh, ma a me non ha mai entusiasmato, o almeno non più di tanto, né come cantante né come predicatore. E poi, diciamocelo, i plurimiliardari che vanno in tv a parlare di povertà dall'Arena di Verona fanno sempre un certo che.
Mi viene in mente il buon vecchio Masini, che in un suo celebre pezzo - mi pare si chiamasse "Vaffanculo" - diceva: "non si può cantare la rabbia coi miliardi".

Servizi(etti) al paese

Stavo leggendo sull'Ansa le ultime balle rilasciate dal catramato a Belpietro, su canale 5, con cui spiega i motivi per cui ha deciso di non ricandidarsi come premier alle prossime elezioni. Le risate (amare) scoppiano già dalla prima dichiarazione:

"E' una linea assolutamente coerente con tutto ciò che è stato fatto da quando nel'94 decisi di lasciare il mestiere di imprenditore..."

Lasciare il mestiere di imprenditore? Perché, a qualcuno risulta che l'abbia fatto? che abbia ceduto le sue imprese ad amministratori terzi in modo che non potessero influenzare le sue scelte politiche? Bene, quando avete finito di ridere andiamo pure avanti.

"...e mi misi al sevizio del paese"

Al servizio del paese? Di quale paese sta parlando? Paperoli? Topolinia? o forse "Fessopoli", quello in cui abitiamo noi? È probabile che si riferisse a quest'ultimo. Sarebbe poi interessante mettersi lì e fare un elenco delle leggi che sono servite al paese, delle quali abbiamo beneficiato tutti. Fatemi pensare. Forse la depenalizzazione del falso in bilancio? No, direi che quella agli italiani non è servita. Beh, sì, forse a uno, casualmente implicato nel famoso caso Lentini, è servita, ma solo a lui. Oppure sto pensando alla legge sulle rogatorie, quella che di fatto limita l'utilizzabilità delle prove acquisite appunto tramite rogatorie internazionali (molto utile per chi ha in giro per il pianeta qualche decina di società offshore).

Oppure sto pensando alla ex-Cirielli, quella che accorcia drasticamente i tempi di prescrizione (fu chiamata legge "salva-Previti", e ho detto tutto). Oppure si potrebbe citare il celeberrimo decreto salva-rete4 (quello che consentì a rete4 di continuare a trasmettere in analogico in barba a tutte le sentenze pronunciate fino a quel momento); oppure la legge Gasparri, respinta al mittente da Ciampi perché palesemente incostituzionale (basta vedere chi l'ha scritta) e spudoratamente a vantaggio di un certo gruppo televisivo.

E poi, proseguendo, come dimenticare il leggendario lodo Alfano, un'altra di quelle leggi di cui avrebbero certamente beneficiato gli italiani tutti, se non fosse stato per quei manigoldi comunisti della Consulta, che la stracciarono in toto perché violava palesemente almeno 3 articoli della Costituzione - capirete, l'aveva scritta un altro pezzo da 90 del Pdl. Così, a memoria, queste sono alcune di quelle che mi vengono in mente, ma sicuramente l'elenco non è completo. Se avete voglia voi di andare a cercare tutte le altre porcate che il tipo ha messo al servizio del paese...

Sogni

Dunque, ancora un paio e poi sarebbe toccato a me. Non so dire la località né il tipo di manifestazione (poteva essere il festival di Sanremo come il concorso canoro della parrocchia, ammesso che le parrocchie organizzino concorsi canori). Buio totale, ma non è importante. Ciò che importa è che non ero riuscito a imparare a memoria il testo della canzone che avrei dovuto cantare - non ricordo neppure quale canzone fosse: strani i sogni, eh? - e quindi mi ero scritto in precedenza un foglietto col suddetto testo.

E qui il dramma: era quasi il mio turno e quel foglietto non lo trovavo più. In tasca, niente; avevo guardato velocemente attorno, sul pavimento, in caso mi fosse inavvertitamente caduto di tasca, ma anche lì niente. Avevo chiesto a qualcuno dei presenti se l'avesse visto, ma, ovviamente, nessuno l'aveva visto. Panico! Era quasi il mio turno e io non avevo più il foglietto.

Che fare? Una fuga strategica? Trovare una scusa? (mal di pancia improvviso, coliche, oppure, che ne so?, fingere uno svenimento, ecc.) Niente, alla fine - adesso toccava a me - avevo deciso di buttarmi sperando di ricordarla. Sono salito sul palco, ho chiuso un attimo gli occhi perché la luce mi dava fastidio, e quando li ho riaperti ho visto... il soffitto della camera. Ho tirato un sospiro di sollievo, ho alzato il dito medio e ho detto: "toh! Adesso arrangiatevi, io sono tornato di qua".

lunedì 8 ottobre 2012

Gurdon e Yamanaka


John Gurdon e Shinya Yamanaka hanno vinto il premio Nobel per la medicina 2012 grazie ai loro studi sulla riprogrammazione delle cellule adulte in staminali e il conseguente contributo nel campo della medicina rigenerativa. I giornali, come del resto è prassi, hanno relegato la notizia in qualche trafilettino, tra i deliri del papa e gli oroscopi di Paolo Fox (ammesso che tra i due tipi di deliri ci sia differenza). Poi, dopo, tutti a stupirsi e a lamentarsi del ritorno del medioevo.

(via ansa.it)

sabato 6 ottobre 2012

Plastica e partiti

Il cavaliere questa volta sembra non avere dubbi: vuole resettare tutto, cancellare il Pdl e ripartire da zero con facce e volti nuovi. Non sembra disposto a scherzare, questa volta - la goccia che ha fatto traboccare il vaso è ovviamente la vicenda Fiorito. Insomma, il catramato sembra proprio non voglia più saperne dei suoi colonnelli, tanto che oggi Il Giornale riporta pari pari il suo sfogo: "fatico a sopportarli, quando vengono a casa mia mi viene voglia di andarmene".

Poveraccio, che pena, ma del resto come dargli torto? Provate voi ad avere a che fare con gente come Cicchitto, Gasparri, La Russa, Frattini, Lupi e compagnia bella ("bella" si fa per dire, ovviamente). Provate voi ad avere questa gente tra i piedi per anni e anni. Provate voi a organizzare summit di partito, la sera, con personaggi simili.
"Chi viene stasera alla riunione?"
"Ah, i soliti: Gasparri, Cicchitto..."
Da incubo! Quasi quasi capisco che il poveretto abbia deciso di rifugiarasi nel bunga-bunga.

Il problema è che i colonnelli non l'hanno mica presa bene. Il teleimbonitore, scrive sempre Il Giornale, vorrebbe fare piazza pulita di questi: "fuori i politici e dentro società civile e imprenditori". E quindi si è ovviamente scatenato il panico, perché a parole sono tutti favorevoli al rinnovamento, purché ovviamente si cominci dal compagno di banco. Tutta questa commedia ricorda un po' quando B. tentò, dopo quella specie di accordo-farsa con Sarkò - era il periodo in cui ancora andavano d'amore e d'accordo - di rilanciare il nucleare in Italia. A parole tutti erano d'accordo, finché si capì che si trattava di un assenso all'insegna del "not in my garden". Insomma, il nucleare andava bene purché le centrali se le prendessero le regioni vicine, come se fosse cambiato qualcosa in caso di disastro. Vabbé.

Ecco, siamo più o meno a questo punto: rinnovamento del partito va bene, ma io la mia poltrona col cazzo che la mollo: si cominci pure da qualcun altro. Qui le dietrologie si sprecano. Si racconta ad esempio di "un vorticoso giro di telefonate tra i big di via dell'Umiltà". (piccola nota a margine: non ho mai capito come faccia un partito di megalomani fondato da un megalomane ad avere la sua sede in via dell'Umiltà. Boh.) Telefonate con le quali i colonnelli cercano di tranquillizzarsi a vicenda. Già mi immagino il tenore. Qualcosa tipo:
"oh, ma hai sentito che il capo vuole segarci tutti? E adesso che si fa?"
"Ma no, dài, vedrai che si tratta solo di tatticismi, in fondo potrebbe ancora avere bisogno di noi in parlamento."
"Può darsi, però ancora mica ha smentito."

E in effetti, ancora, di smentite neanche l'ombra. Insomma, questa volta il catramato sembra deciso ad andare avanti nella sua opera di pulizia. Ovviamente, se ci pensate, il malumore dei colonnelli è giustificato e giustificabile, almeno dal loro punto di vista. Anche perché non stiamo parlando di parlamentari eletti, ma di yes-men nominati direttamente da lui e scelti tra i più fedeli alla causa. Gente che è stata disposta ad andare in tv a coprirsi di ridicolo pur di assecondare le "battaglie" del capo; gente che non ha esitato a mettere ai voti, in parlamento, il fatto che B. fosse convinto che Ruby era davvero la nipote di Mubarak, esponendoci così al ludibrio planetario; gente che non ha esitato a raccontare, sui giornali, le più invereconde balle, a falsificare pure i dati nudi e crudi quando si trattava di avallare porcate come il bavaglio, le intercettazioni, i processi brevi, lunghi, medi, le prescrizioni altrettanto, i lodi Alfano e tutta quella serie di leggi e leggiucole che avevano lo scopo unico di salvare le chiappe al capo.

Però Berlusconi fa bene, lo dice pure il vispo Sallusti, quello delle dimissioni-farsa dal Giornale rientrate il giorno dopo: "Fuori i mercanti, i Batman e chi non ci azzecca. Questo è ovvio. Ma soprattutto si torni al partito di plastica, leggero, unito, motivato". Si torni al partito di plastica? Ma come? Ma se la maggiore e più diffusa critica al Pdl, in tutti questi anni, è stata proprio quella di essere un partito di plastica! Un partito finto, un giocattolo in mano al teleimbonitore e da lui utilizzato solo per farsi i comodacci suoi. E adesso che B. è stanco del suo giocattolino e vorrebbe liberarsene, Sallusti lo implora di tornare a quello. Non dimetterti, zio Tibia, non dimetterti, rimani pure alla guida del Giornale. Quello è il tuo posto. E pazienza, pazienza se il grande Indro, ancora per qualche anno, continuerà a rivoltarsi nella tomba.

venerdì 5 ottobre 2012

Napolitanate

Napolitano: "È in atto un fuorviante rifiuto della politica". Cioè, non ho capito, cosa pretende questo qui? Che con tutto quello che sta succedendo la gente si spertichi in lodi altissime all'indirizzo di chi amministra 'sto cavolo di paese? Specie dopo averlo ridotto in queste condizioni?

giovedì 4 ottobre 2012

Zingaretti

Leggo che Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma in quota Pd, si è candidato a sostituire la Polverini alla guida della regione Lazio. Siccome non lo conosco granché, do un'occhiata alla sua pagina su Wikipedia e scopro - udite udite - che non ha procedimenti giudiziari a suo carico. Nemmeno uno striminzito avviso di garanzia, oppure, che ne so?, un invitino a comparire... niente di niente. Insomma, è ancora immacolato. Merce rara di questi tempi.

mercoledì 3 ottobre 2012

Parlamento pulito (7 anni dopo)


Repubblica, 3 ottobre 2012.



Beppe Grillo, 7 giugno 2005.

Parcheggi

Parcheggiare la macchina nel posto riservato ai disabili è un gesto di maleducazione purtroppo diffusissimo. Un gesto che fa incazzare perché indice di disprezzo nei confronti delle regole e soprattutto nei confronti di persone che hanno sicuramente la vita meno facile rispetto agli altri. Quando poi questo gesto lo fa quello col macchinone costoso superlusso, quello che magari fa anche il birro perché è presidente di una qualche sfigata associazione, allora la cosa diventa proprio insopportabile.

martedì 2 ottobre 2012

E luce fu

Paolo Gabriele, l'ex maggiordomo di Ratzinger sotto processo per furto di documenti riservati, nella sua deposizione davanti ai magistrati ha denunciato di essere stato maltrattato durante i primi venti giorni di detenzione.
Gabriele ha anche denunciato "pressioni psicologiche" e altri maltrattamenti subiti nei primi 20 giorni di detenzione. "Non potevo neanche aprire le braccia", ha dichiarato, "la luce è stata tenuta accesa 24 ore al giorno. Non c'era l'interruttore e questo mi ha anche procurato un abbassamento della vista". Per questo il presidente del tribunale vaticano Giuseppe Dalla Torre ha incaricato il promotore di giustizia Nicola Picardi di aprire un fascicolo, il numero 52/2012, "per accertare se vi siano stati eventuali abusi nella detenzione dell'imputato".
Ora, intendiamoci, tutto questo andrà verificato, ma qualora si appurasse che corrisponde a verità, mi sa che qualcuno in Vaticano potrebbe già cominciare a vergognarsi. (Gianluigi Nuzzi, su Twitter, fa notare che gli organismi internazionali considerano l'esposizione forzata alla luce una forma di tortura.)

domenica 30 settembre 2012

Casta diva

"Divinità dalla suprema voce, la tua temporalità mi è entrata nelle ossa"
[F. Battiato]

Nel '98 Franco Battiato pubblica un album chiamato "Gommalacca". Tra le tracce di cui è composto ve n'è una chiamata "Casta diva". È un omaggio del grande cantautore a Maria Callas, probabilmente la più grande voce soprano mai esistita al mondo.
Siccome il pezzo a me piace molto e oggi non avevo granché da fare, l'ho preso, l'ho corredato di un po' d'immagini e l'ho caricato su Youtube.