mercoledì 30 novembre 2011

Era ora

Premesso che la manovra di Monti sulle pensioni, almeno da quello che ho letto finora, non mi piace, non posso comunque non divertirmi quando leggo i titoli del Giornale. "Monti riforma le pensioni: era ora". Cioè, questo qui ci ha messo poco più di 2 settimane ha dare il via a una riforma strutturale che il tipo delle cene eleganti non ha fatto in tre anni e mezzo, e il Giornale dice "era ora". Continuate pure a farci ridere.

La soluzione di Libero al calo di natalità


Se proprio ci tenete, l'articolo è qui.

martedì 29 novembre 2011

Decido io

Mi sto già preparando agli editoriali indignati di domattina su Avvenire e simili, e anche a quelli scandalizzati dei cosiddetti laici appartenenti all'ortodossia benpensante.

Per quel che mi riguarda, penso una cosa molto semplice: Lucio Magri ha esercitato il diritto primo che dovrebbe essere di ogni individuo (e che una certa politica e la chiesa cattolica tentano con ostinazione di demonizzare): quello di decidere cosa fare della propria vita, compreso interromperla se il "titolare" ritiene che non sia più vita o pensa che non valga più la pena di essere vissuta. Tutto il resto sono solo chiacchiere al vento.

Promemoria

Pare che Ratzinger abbia telefonato personalmente a Monti poco prima che prendesse il posto del tipo delle cene eleganti. Niente di male, intendiamoci. Poi mi viene in mente che la legge sul testamento biologico, se non ricordo male, è ancora ferma in parlamento in attesa dell'ultimo passaggio in Senato.

lunedì 28 novembre 2011

domenica 27 novembre 2011

Ciao Danilo


(via bresciaoggi.it)

Nuove dinamiche dell'informazione politica

Per certi versi (per altri no) è divertentissimo vedere come sono cambiate le dinamiche dell'informazione dopo l'uscita di scena del tipo delle cene eleganti. Sintetizzando brutalmente, i vari house organ che facevano capo - lo fanno ancora, per la verità - al teleimbonitore, se ricordate si scagliavano a spron battuto contro chi diceva: per risollevarsi e riacquistare fiducia da parte dei mercati se ne deve andare.

Adesso che è palese che il problema non era lui - i mercati ci prendono a pesci in faccia come e più di prima - i suddetti house organ gongolano: avete visto che avevamo ragione? Ovviamente è inutile spiegare a questi signori che il nostro problema non era solo la borsa e lo spread, ma anche la credibilità internazionale. E sfido chiunque a dimostrare che qui non ci abbiamo guadagnato.

Dall'altra parte della barricata le cose non vanno ovviamente meglio. Stamattina, ad esempio, Scalfari inizia il suo consueto editoriale della domenica così:

La crisi dei debiti sovrani dell'Europa - di tutta l'Europa, Germania compresa -

Se ci pensate, è lo stesso ritornello che abbiamo sentito fino allo sfinimento da Emilio Fede e soci finché al governo c'era il tipo di Arcore.

Nuovi idoli

Massimo Fini, dopo il suo articolo pubblicato ieri sul Fatto, è definitivamente entrato nelle grazie di Libero e Giornale (basta guardare le prime pagine di oggi). I quali, però, ignorano - anzi, fingono di ignorare - che l'"Aridatece subito il Cainano" finale è ironico. Detto questo, mi pare che il suo articolo sia comunque largamente condivisibile.

sabato 26 novembre 2011

Intransigenze

Leggo che Ratzinger si è avventurato in alcune dichiarazioni sul tema della pedofilia; argomento che, come è noto, da certe parti è sempre un qualcosa che assomiglia a un campo minato. Tra queste dichiarazioni, particolarmente interessante mi sembra questa: "così come la Chiesa è giustamente tenuta a esigere norme di comportamento a questo riguardo, tutte le altre istituzioni, senza eccezioni, dovrebbero essere tenute alle stesse regole".

Messa giù in questo modo, sembra quasi che tutte le suddette istituzioni (quali?) di cui parla Ratzinger hanno l'obbligo di osservare certe regole in virtù del fatto che pure la Chiesa le segue. Per essere più chiari: la Chiesa sul tema della pedofilia non transige, quindi devono essere intransigenti anche gli altri.

Se non ho preso un abbaglio e se il Ratzinger-pensiero è effettivamente questo, vorrei sommessamente fare presente che la pedofilia è un reato penale perseguito in tutti i paesi del mondo. Ed è perseguito in qualunque ambito o istituzione venga scoperto. E, aggiungo, veniva perseguito da ben prima che la chiesa, dopo decenni di spostamenti di preti a destra e a manca, si desse certe regole di comportamento che oggi sbandiera come se fossero l'apripista che tutti dovrebbero seguire.

Insomma, almeno su questo Ratzinger dovrebbe avere il buon senso di tacere, visto che sulla suddetta intransigenza la chiesa ha ben poco da insegnare.

Lo dice anche Gad

Alla fine, l'evidenza è stata ammessa anche dal buon Gad Lerner. Ovviamente, qui ci si augura che la sua analisi finale sia sbagliata.

venerdì 25 novembre 2011

Ritenti, sarà più fortunato

Avete presente i famosi vitalizi degli ex parlamentari che sembrava dovessero essere eliminati con un tocco magico dall'oggi al domani? Bene, se ne riparlerà nella prossima legislatura, quando naturalmente nessuno si ricorderà più e tutto resterà come prima (come è già successo per le province e i famosi tagli ai costi della politica, tutto finito nel dimenticatoio).

Il motivo: "non potevamo toccare i diritti acquisiti". Già. Peccato che ai normali pensionati "i diritti acquisiti" glieli tocchino invece ormai da anni.

Le mani nelle tasche

Giusto per chiarire: non è che, visto che adesso al governo non c'è più il teleimbonitore, se ci mettono le mani nelle tasche ce ne stiamo belli zitti. Al contrario.

E allora, visto che ci siamo, cominciamo col riportare i calcoli del Codacons, secondo il quale l'aumento dell'IVA al 23%, come ormai il governo sembra intenzionato a fare, costerà a una famiglia media da 350 a 400 euro in più ogni anno.

A parziale scusante di Monti rispetto al teleimbonitore, c'è il fatto che il primo non ha strombazzato per quasi un ventennio la balla del "non metteremo le mani e blablabla". Anche se questo non so fino a che punto potrà essere di consolazione.

Yoga satanico

Padre Amorth, noto ciarl ehm, esorcista, ha dichiarato: "la cosa che [Satana] desidera di più è che non si creda alla sua esistenza". Insomma, sta a vedere che ho fatto contento pure Satana.

Poi, sulla storia dello yoga stendo naturalmente un velo pietoso.

giovedì 24 novembre 2011

Lanzetta contro tutti


Quando uno legge la vicenda giudiziaria di Marco Lanzetta, uno dei chirurghi italiani più noti e apprezzati nel mondo, istintivamente è portato a pensare che quello che gli è accaduto sia un'eccezione. Anzi, spera profondamente che sia un'eccezione.

No, perché se invece le cose stessero diversamente, se cioè casi come il suo fossero effettivamente la regola, beh, ho paura che non ci sarà più niente in grado di risollevare le sorti di questo nostro disgraziato paese.

Geniale!



(via gizmodo.it)

mercoledì 23 novembre 2011

Opere omnie

Quelli del Giornale si sono dati alla reclamizzazione delle grandi opere letterarie. Roba grossa, eh, mica quisquilie. Nello specifico si tratta dell'Opera Omnia di Bettino Craxi - gli appassionati di letteratura e cultura saranno già lì a leccarsi i baffi.

Chissà se si parlerà anche di tangentopoli, della crisi di Sigonella o dell'andamento del debito pubblico sotto il grande statista?

L'hanno preso da Youtube

Penso che se quelli di Repubblica prendessero un video dal mio canale Youtube, ci mettessero il loro logo, lo pubblicassero come se fosse il loro e scrivessero poi, genericamente, "video da Youtube", un po' m'incazzerei.

Democrazia delle alluvioni


Prima Roma, poi Genova, adesso Messina. I disastri sono geograficamente democratici, verrebbe da dire.

(fonte immagine: ansa.it)

martedì 22 novembre 2011

Umanità (che manca)

Le Lega è pronta - dice - a fare le barricate sulla questione della cittadinanza italiana che si vorrebbe dare ai bambini figli di immigrati e nati in Italia. Non vorrei sembrare superficiale, ma a parte motivazioni di stampo razzista non ne vedo altre che supportino le ragioni leghiste: né pratiche, né culturali, né, soprattutto, umane.

Scusate per gli otto anni

Tre simpatici individui vengono condannati a 8 anni di carcere a testa per stupro di una ragazzina di 14 anni. Parenti e amici dei "poverini", incazzati per - a loro dire - l'entità della pena troppo elevata, devastano il tribunale. Alla fine rimediano solo di essere arrestati pure loro. Mi ricorda un po' quei casi in cui i genitori se la prendono coi professori per aver redarguito con troppo impeto i rispettivi "angioletti". L'ho messa un po' sull'ironico, ma c'è ben poco da ridere, purtroppo.

Run, baby run


Belpietro che se la prende con Monti perché a una settimana dal suo insediamento non ha ancora varato una misura economica, è qualcosa che oltrepassa tutti i limiti di immaginazione (e ilarità) che potevamo eventualmente esserci posti.

Il quartier generale racconta/72


Come sapete, a volte sono un po' malizioso. Ma mi stavo domandando se quelli del Giornale avrebbero fatto una prima pagina così se per caso a suo tempo Casini avesse ceduto alle ripetute lusinghe di Berlusconi e ai pressanti inviti a entrare nella maggioranza.

lunedì 21 novembre 2011

Raccolta indifferenziata

L'immagine simbolo di quello che sta accadendo in Egitto sarà, probabilmente, il poliziotto che butta il cadavere di un manifestante tra i rifiuti, come se fosse un normale sacco di immondizia.

Nel frattempo, giusto per la cronaca, la repressione militare ha già prodotto 40 morti e le dimissioni del capo del governo, che ha rimesso il mandato nella mani delle forze armate. Pure le elezioni, già programmate, sono in forse. Non so fino a quando potremo permetterci il lusso di ignorare quello che sta accadendo su quella sponda del nostro mare Mediterraneo.

La Spagna a destra


Capisco bene che la batosta presa dal Psoe possa risultare sgradita a Repubblica. E probabilmente la crisi economica che ha colpito anche la Spagna avrà avuto pure il suo peso in tutto questo. Però, forse, tra quei 4 e passa milioni di persone che hanno voltato le spalle alla sinistra ci potrebbe anche essere qualcuno che non è rimasto contento del governo Zapatero.

domenica 20 novembre 2011

Stai zitto e soffri

Il cardinale Bagnasco, in riferimento al tanto vituperato testamento biologico, ha ribadito ancora una volta, casomai qualcuno se ne fosse dimenticato, che autodeterminazione e libertà non sono compatibili. E che occorre distinguere tra i vari tipi di umanesimo utilizzando come criterio il loro tipo di moralità (indicare quale sia la vera morale, come è noto, è prerogativa esclusiva della chiesa cattolica).

Tutto questo bel giro di paroloni e concetti altisonanti, in realtà ha l'unico fine di ricordare alle tante pecorelle ossequianti, ma non solo a loro, che non è possibile decidere cosa è vita e cosa no. Perché non sta a loro. Quindi, se per disgrazia dovesse capitare di restare immobilizzati in un letto per qualche lustro, magari tenuti in vita solo da una macchina, dobbiamo starcene zitti e buoni perché quella sarà comunque considerata vita, indipendentemente dal nostro punto di vista (anche se in quel letto ci siamo noi).

Non trovate che tutto ciò sia in perfetta sintonia con quanto ha detto ieri il papa, nella sua passeggiata in Africa, riguardo ai governanti che manipolano i propri popoli?

Comandamenti

Feltri, stamattina, consiglia a Monti di rigare dritto, perché è ancora B. che comanda. Poveretto: non ha ancora capito che c'è in gioco qualcosa di più grande delle leve del comando.

sabato 19 novembre 2011

Fine


Scilipoti, l'ex Idv passato con Berlusconi per "senso di responsabilità", vestito a lutto per la morte della democrazia è l'immagine più divertente della disfatta dell'armata brancaleone che ha preceduto l'arrivo di Monti.

Certo, avendo un po' di tempo si potrebbe provare a spiegargli che la nostra è una democrazia parlamentare. Che se il parlamento mi desse la fiducia, pure io potrei fare il presidente del Consiglio. Che non c'è nessun golpe o furto di democrazia perché questo governo ha avuto la fiducia sia alla Camera che al Senato, e questa fiducia è stata votata a larghissima maggioranza dagli stessi parlamentari che hanno vinto le elezioni del 2008.

Ma sarebbe tempo sprecato. E poi c'è pure il rischio che Scilipoti capisca.

(fonte immagine: repubblica.it)

La crema e il tempo

Molto bello il capitolo finale. L'autore racconta di quando si trovò per caso in una grande profumeria di Parigi. Osservando le donne intente a chiedere informazioni alle commesse circa le proprietà e gli effetti dei prodotti esposti, si rese conto che quelle donne non stavano comprando una semplice crema, ma stavano comprando il tempo. Ossia un prodotto che consentisse loro di ingannarlo ancora guadagnando un altro po' di giovinezza. Insomma, stavano cercando di "truffare" qualcosa - il tempo, appunto - che in realtà non si può truffare.

venerdì 18 novembre 2011

Altri pianeti

Certo, avremo in futuro tutte le occasioni per criticarlo, mandarlo a quel paese, specialmente riguardo a quello che vuole o non vuole fare. Però diciamo la verità: si sentiva o no in parlamento la mancanza di una persona spiritosa e ironica ma pacata, mai sopra le righe e mai sguaiata? Beh, io la sentivo.

giovedì 17 novembre 2011

Il senso di Clini per il nucleare

Il nuovo ministro dell'ambiente, Corrado Clini, ha dichiarato che al nucleare si può guardare "a certe condizioni". Nell'attesa di saperne di più riguardo alle suddette condizioni, sarebbe forse il caso di ricordare al neoministro che il nucleare è già stato bocciato dagli italiani da ben due referendum, di cui l'ultimo appena qualche mese fa.

Il quartier generale racconta/71

‎"Il governo dei secchioni", titola stamattina Libero. L'infelice ironia è ovviamente dovuta al fatto che Monti ha scelto di inserire nel suo esecutivo personaggi pressoché sconosciuti, ma con i cosiddetti "attributi". Insomma, gente competente e capace sulla quale, ovviamente, terremo gli occhi bene aperti (vedi Passera, ad esempio).

Probabilmente Belpietro cerca di consolarsi della perdita delle varie Carfagna, Gelmini e compagnia bella ricorrendo all'ironia. Contento lui...

Cellulari peruviani

Il tipo delle cene eleganti, com'era del resto facilmente immaginabile, non ci sta a sparire dalla scena, e adesso che si è un po' rilassato dopo i giorni convulsi delle dimissioni, ha deciso di ripartire in quarta con le solite cretinate che lo hanno reso celebre non solo da noi.

Tra queste - il repertorio è sempre il solito - c'è la mai abbandonata idea di mettere mano alle intercettazioni, cosa di cui a Monti, probabilmente, non frega un fico secco dal momento che non è solito parlare al telefono con faccendieri, spacciatori, zoccole e papponi. In ogni caso, ha detto sempre il teleimbonitore, finché non sarà risolta questa cosa "ho deciso che di non avere più il cellulare".

Quindi, si presume che a Ceron Caceres ridarà la sua scheda sim.

mercoledì 16 novembre 2011

Chi c'è e chi c'era




(via nonleggerlo.blogspot.com)

Coesione territoriale

Leggo adesso la lista dei 17 ministri (quelli di Berlusconi erano 23) che Monti sta per sottoporre a Napolitano. Non conosco neppure un nome. Nessuno che mi riporti alla mente qualcosa. Ma va bene, anzi benissimo.

Noto con un certo divertimento che spariscono, tra gli altri, quello delle Riforme per il federalismo e della Semplificazione normativa, a capo dei quali c'era il leggendario duetto Bossi-Calderoli. E spunta invece il ministero per la Coesione territoriale - non so bene cosa sia, ma sicuramente qualcosa di buono, visto che ha già mandato su tutte le furie Calderoli.

Sono tutti tecnici, nessun politico. E questa dovrebbe essere cosa buona perché si tratta di gente con le "mani in pasta", come si suol dire. Persone esperte che dovrebbere conoscere bene la materia che si apprestano ad amministrare. Insomma, il tempo triste degli Alfano alla Giustizia e dei La Russa alla Difesa dovrebbe essere definitivamente alle spalle.

Forse adesso si potrà ricominciare a parlare di programmi, idee, di politica insomma. Speriamo bene.

martedì 15 novembre 2011

Un reparto psichiatrico?

Vi ricordate Anders Behring Breivik, il fondamentalista cattolico autore della strage a Oslo del luglio scorso? Bene. Il tipo ha dichiarato al giudice di essere un templare, e ha anche rigettato la competenza del tribunale giudicante in quanto espressione del multiculturalismo. Ecco, anch'io penso che per questo tipo non serva un tribunale.

In caso Monti non sapesse da dove cominciare


(via repubblica.it)

lunedì 14 novembre 2011

Promemoria

"Io sono pronto a dimettermi nello stesso momento in cui Berlusconi si dimette da presidente del Consiglio".

Gianfranco Fini, 24 febbraio 2011.

5 in ginnastica

Com'era facilmente prevedibile, gli house organ di casa non sono certo rimasti con le mani in mano. D'altra parte, quello che ha osato prendere il posto del teleimbonitore non penserà mica di cavarsela così a buon mercato? Insomma, qualche scheletro nell'armadio deve averlo pure lui. Per adesso hanno scoperto che aveva 5 in ginnastica.

Ma non vi preoccupate: non è finita qui.

domenica 13 novembre 2011

La gazzarra

Aldo Cazzullo, stamattina, sul Corriere, se la prende con quelli che ieri sera hanno festeggiato dopo le dimissioni del teleimbonitore, accusandoli di irresponsabilità e mancanza di coraggio. Caro Cazzullo, nessuno, tanto meno la maggioranza di quelli che festeggiavano, pensa che con l'uscita di scena di Berlusconi siano finiti i guai. Anzi.

Ma visto che il responsabile principale della situazione in cui ci troviamo è lui, così come lui è stato l'ostacolo principale che ha impedito di provare a porvi rimedio, non ci vedo niente di male a festeggiare la sua uscita di scena come una liberazione. D'altra parte è normale festeggiare quando finisce un ventennio, no?

sabato 12 novembre 2011

The end


Berlusconi si è dimesso. Cosa accadrà ora non si sa bene. E non mi riferisco solo all'immediato (Monti, Dini o qualcun altro), ma al prossimo medio-lungo termine. Quello che si può dire con quasi certezza è che dovrebbe essere finito per sempre il tempo della politica ad personam. Il tempo dei lodi Alfani, dei bavagli, delle salva-azienda, dei processi brevi o lunghi e delle prescrizioni idem.

Così come speriamo sia finito il tempo delle istituzioni vilipese e offese da un capo di governo capace solo di usare un linguaggio da bettola di quarta categoria, probabilmente l'unica cosa che sarebbe in grado di governare; il tempo delle infinite promesse mai mantenute (una rivoluzione liberale e un miracolo italiano strombazzati per 17 anni di cui non è mai vista neppure l'ombra); il tempo delle balle raccontate e urlate a tamburo battente, trasformate in realtà con la complicità dei tanti trombettieri governativi prezzolati. Adesso c'è da recuperare (almeno provare) quella credibilità internazionale che l'ultimo decennio berlusconiano ha portato ai livelli più bassi mai raggiunti dal nostro paese. E soprattutto c'è da sperare che si faccia tesoro di questa triste e tragica epopea, in modo che non si abbia più a ripetere un'esperienza simile.

Non ci resta quindi che provare a cancellare questi anni di dominio del malaffare e cominciare a rimuovere le macerie da questo paese devastato, economicamente e moralmente. E provare un po' alla volta a ricostruire. Con una triste certezza: Berlusconi è finito, ma per il berlusconismo ci vorrà molto più tempo.

Monti fa paura?


Quelli che pensavano che l'annuncio delle dimissioni del tipo di Arcore rappresentasse la sua uscita di scena, si sbagliavano. Basta guardare la prima pagina del Giornale di stamattina per rendersene conto. La giravolta del cavaliere questa volta è stata più repentina del solito. Prima ha finto di avallare un eventuale governo tecnico guidato da Monti, poi, dopo la fila di vertici a casa sua, la retromarcia. Il tutto, come sempre, per non rompere definitivamente con la Lega, che, come è noto, di Monti non vuole proprio sentire parlare.

Ma la vera goccia che ha fatto traboccare il tipo di Arcore è l'umiliazione, dice lui. Insomma, non si può decidere tutto senza che lui abbia voce in capitolo. A questo proposito è abbastanza curioso che il responsabile unico della credibilità italiana colata a picco del mondo venga a parlare di umiliazione. Ma ormai ci siamo abituati. Ed è altresì curioso notare come questi qui siano ancora disposti a giocare sul filo del baratro. Fateci caso: è bastato che cominciasse a circolare la voce di un esecutivo provvisorio guidato dall'economista bocconiano per far volare i mercati e far rientrare lo spread entro limiti accettabili. Nonostante questo, Berlusconi vorrebbe ancora affidare un mandato esplorativo ad Alfano.

Pensate a cosa succederebbe lunedì, alla riapertura dei mercati, se ci trovassimo con Monti in forse e il tipo del lodo bocciato dalla Consulta a spasso nei palazzi per vedere di mettere insieme qualcosa. Intendiamoci: come ho già scritto in precedenza, qui nessuno guarda con eccessiva simpatia a questo Monti, non fosse altro perché è ancora impossibile sapere cosa intende fare. Ma, come scrive giustamente Massimo Franco, stamattina, sul Corriere, il tempo di giocare col fuoco è finito.

giovedì 10 novembre 2011

Alfanate


Il tipo che passerà alla storia come l'inventore dell'omonimo lodo, ha rilasciato la sua app per l'iPad. Mai come in questi momenti sono felice di non aver mai avuto a che fare col gingillo della mela morsicata.

Monti


La probabile, prossima designazione di Mario Monti alla guida di un governo tecnico in grado di traghettarci fuori dal baratro in cui ci siamo infilati, non mi entusiasma, lo dico senza problemi. D'altra parte, l'idea che a capo di un esecutivo ci sia un tecnocrate culo e camicia con organismi finanziari sovranazionali, dovrebbe fare storcere il naso a parecchi. E se si guarda alle reazioni del mondo politico, effettivamente è così.

Se però si guarda in faccia la realtà, si capisce bene come ci siano ben poche alternative. Le macerie e la distruzione lasciati da 10 anni quasi ininterrotti di governo del tipo di Arcore sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna iniziare a ricostruire, e occorre farlo adesso senza fare troppo gli schizzinosi. Sperando di essere ancora in tempo.

mercoledì 9 novembre 2011

L'incertezza politica della... Grecia

Spettacolare articolo dei soliti noti, i quali, analizzando le cause che hanno portato, oggi, alla caporetto della borsa e lo spread oltre la soglia dei 500 punti (560 al momento in cui scrivo), hanno scritto: "Sul mercato pesano diversi fattori, tra cui l'incertezza politica della Grecia".

Sì, avete letto bene. Se la nostra borsa è crollata e il differenziale di rendimento tra i nostri Btp e i Bund tedeschi è alle stelle, la colpa è della Grecia. Ovviamente non una parola sui reali motivi, e cioè le dimissioni "a tempo" del teleimbonitore.

Piccola nota a margine. I rendimenti sui nostri buoni del tesoro, oggi hanno tutti superato per la prima volta la soglia del 7%. Solo tre paesi, finora, all'interno di eurolandia, l'hanno superata: Grecia, Irlanda e Portogallo. Adesso fate un po' voi.

Melina

Non so se vi rendete conto quanto ci sta costando la melina sulle dimissioni del tipo delle cene eleganti.

martedì 8 novembre 2011

Occhio a italia-programmi.net

Ieri mi è arrivato questo commento a un vecchio post che scrissi nel 2007. E' da un po' che non mi occupo più di questo genere di cose, ma la segnalazione mi ha comunque alquanto incuriosito.

Una veloce googlata mi ha permesso di risalire a questo ottimo articolo di Dario d'Elia, dell'agosto scorso. Qui è spiegato molto bene cos'è italia-programmi.net e cosa fa. Vicende come questa dimostrano, ancora una volta, che bazzicare in rete con occhi bene aperti e buon senso è sempre cosa buona.

Licenziato


(via ilmessaggero.it)

domenica 6 novembre 2011

Titanic remake


In queste ore l'Udc sta diventando una specie di arca di Noé. Penso che le dimissioni del tipo non siano, a questo punto, più rinviabili. Domani?

(Ivan Scalfarotto via Twitter)

Ipotesi alternative

Gli illuminati del leggendario Pontifex, quelli secondo cui "la verità è nella tradizione", hanno notato una curiosa coincidenza riguardo a quello che è accaduto a Genova.

Di quale città è il comico Crozza che aveva scherzato con i santi e la Madonna? Di Genova, naturalmente.

Ecco, adesso ognuno interpreti questa cosa come meglio crede.

sabato 5 novembre 2011

venerdì 4 novembre 2011

Ristoranti pieni

La storiella dei ristoranti pieni è uno dei luoghi comuni più stupidi e più utilizzati del mondo. Il guaio vero, però, è che scemenze di questo genere, partorite ormai quotidianamente da un tipo che dovrebbe essere un capo di governo, sono ormai entrate nel novero della normalità.

Genova per noi


Mi pare che il commento più azzeccato a quello che sta succedendo a Genova in questi minuti, sia quello di Leonardo. E' anche il più ovvio, lo so, ma ormai abbiamo imparato - purtroppo - che le cose più ovvie sono quelle a cui generalmente si dà meno peso.

(fonte immagine: repubblica.it)

Servizio Pubblico


Tutto sommato mi fa piacere che l'esperimento di Santoro sia andato bene.

martedì 1 novembre 2011

Business internazionale

Mons. Negri, il vescovo di San Marino e del Montefeltro, ha accostato Halloween al satanismo (tanto per essere originale) e al business internazionale. Lasciando perdere la favoletta di Satana e relative, patetiche, implicazioni, c'è da far presente, visto che si parla di business internazionale, che il Vaticano fino al 2002 deteneva titoli americani per 298 milioni di dollari, equamente divisi tra azioni e obbligazioni a lungo termine.

Tutto questo tralasciando certi investimenti di qualche banca cattolica tedesca: armi, tabacco, profilattici, ecc... Così, per dire.

L'angolo del buonumore


(via corriere.it)