lunedì 28 febbraio 2011

Mosse intelligenti

Io non so se sia stata o meno una mossa intelligente quella di andare a rompere le scatole a Napolitano proprio adesso. Come sapete, i galoppini del cavaliere sono in questi giorni parecchio affannati perché vogliono portare a casa il famigerato ddl sulle intercettazioni entro marzo. Perché questa fretta maledetta?

Perché il 6 aprile si terrà la prima udienza del processo Ruby, e all'interno della porcata intercettazioni Ghedini e soci hanno infilato alcuni emendamenti per fare in modo che le intercettazioni che hanno mandato a giudizio Berlusconi non possano essere utilizzate dai giudici come prova. Il tipo di Arcore conta sul recente allargamento della sua maggioranza per portare a casa la legge senza grossi ostacoli. Il problema è che la firma di Napolitano su tutto il ddl non è affatto scontata. Già in passato, infatti, l'inquilino del Quirinale aveva storto il naso, e parecchio.

Diciamo che io, fossi stato in Berlusconi, avrei aspettato ancora un po'. Ma probabilmente sono gli ultimi rantoli di uno che - come scrive Il Fatto - ormai non ha più niente da perdere.

Allo stato attuale


(via leonardo)

La Wikipedia spiegata a Sgarbi


Qualcuno può spiegare a Sgarbi che se un articolo della Wikipedia non gli piace lo può modificare?

sabato 26 febbraio 2011

La scuola pubblica secondo lui

Vabbè, ha parlato a un convegno dei Cristiani Riformisti, e ovviamente il discorso se l'è preparato di conseguenza (si sa che a questa gente è facile strappare applausi). E quindi, togliendo la polvere a un repertorio che risale al '94, eccolo nuovamente paventare un ritorno dei pericolosissimi comunisti (e già andiamo bene che non ha consigliato di tenere i bambini in casa).

E poi, via via, tutto quello che, notoriamente, platee di questo tipo vogliono sentirsi raccontare: no ai matrimoni tra omosessuali, no alle adozioni per i gay e per i single, no a essere solo passivi spettatori nella vicenda della Libia (e lui, spettatore, con Gheddafi non lo è sicuramente mai stato).

Ma la perla più bella del suo delirio discorso l'ha riservata alla scuola, quella pubblica, naturalmente:

Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori.

Dopo aver attaccato nel corso di questi anni ogni organo e istituzione del paese che governa (Parlamento, magistratura, stampa, Corte Costituzionale e via dicendo), l'ultimo sassolino l'ha riservato per la scuola. Applausi.

L'aborto terapeutico spiegato dal papa

In realtà si tratta di una spiegazione piuttosto semplice: non esiste! Lo dice il papa nei suoi ultimi deliri. "L'aborto non può mai essere considerato 'terapeutico' e i medici 'non ingannino' le donne". "...la donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l'aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto terapeutico".

Ecco, lo dice il papa che l'aborto non può mai essere terapeutico. Che ci stanno fare i medici e la legislazione vigente? Spero che il pistolotto serva a convincere di ciò tutte quelle donne che hanno, o hanno avuto, la sventura di portare in grembo un feto malformato, o con patologie potenzialmente in grado di mettere a rischio la sopravvivenza di uno o dell'altra (per questo è previsto dalla nostra legislazione l'aborto terapeutico). D'altra parte il papa è notoriamente uno che di queste cose si intende.

E' interessante, poi, notare che seguendo il ragionamento del tipo a capo del Vaticano le donne sarebbero tutte delle povere gonze, senza un minimo di cognizione di causa, pronte a farsi abbindolare senza battere ciglio dal primo medico-macellaio in cui si imbattono. Penso che molte signore saranno felici di sapere che godono di così tanta considerazione da parte del successore di Pietro. Naturalmente, nella categoria dei suddetti gonzi rientrano anche i papà ("acceca la coscienza del padre"). Ce n'è per tutti.

Insomma, avete capito cari medici? Smettetela di ingannare le donne! E' il papa che ve lo dice.

La pillola del giorno del mai

Il comitato di bioetica permette ai farmacisti di esercitare obiezione di coscienza sulla vendita della pillola del giorno dopo. Però devono, dice sempre lo stesso comitato, essere garantiti anche i diritti dell'acquirente. In mezzo a questo patetico balletto c'è come al solito il cittadino, i cui diritti - pretendere un farmaco dietro prescrizione medica è un diritto, non un favore concesso dal farmacista - vengono regolarmente presi a calci da una assurda burocrazia impregnata di diktat vaticani.

Amore


Gheddafi: "chi non mi ama non merita di vivere". Le parabole finali di qualsiasi dittatore hanno sempre un che di surreale e divertente.

giovedì 24 febbraio 2011

Manifesti abusivi? Vai di sanatoria


Penso che tutti abbiate presente come vengono ridotte le nostre città in occasione delle elezioni (comunali, provinciali, regionali o politiche che siano). Manifesti in ogni angolo e nei posti più improbabili coi faccioni di chi vuole il nostro voto. Ad ogni tornata elettorale molti comuni appioppano multe ai partiti che affiggono abusivamente questi manifesti (il solo comune di Roma aveva comminato l'anno scorso, in questo periodo, sanzioni per 140.000 euro).

Bene. Nel famoso decreto "milleproroghe", di cui avevo parlato qui, una furtiva manina ha introdotto un emendamento che consente ai partiti di estinguere le proprie pendenze coi comuni pagando mille euro, indipendentemente dall'entità della multa comminata. Insomma, una bella sanatoria.

Con un blitz è stato inserito un emendamento che condona le multe dei partiti per manifesti abusivi dal 2010 a oggi - attacca Mario Staderini, segretario dei Radicali -. Si tratta di 100 milioni di euro di mancato introito per i Comuni italiani, un miliardo e 200 milioni se si considera che dal 1996 si fanno condoni.

Non c'è che dire, la politica trova sempre il modo di dimostrare ai comuni cittadini, specialmente a quelli che pagano sempre le multe senza fiatare, quanto sono fessi.

"E' un pazzo"

Ha tirato in ballo Bin Laden, che sarebbe passato a distribuire (porta a porta?) "delle pillole stupefacenti e droghe agli abitanti di Zawia per combattere contro il nostro caro Paese". Poi ha dato la colpa pure al malocchio. Alla fine pure Berlusconi si è dovuto ricredere.

mercoledì 23 febbraio 2011

Con la Libia si chiude e basta

Gheddafi, nel suo ultimo disperato colpo di coda, ha ordinato il bombardamento dei pozzi di petrolio. I piloti dei suoi caccia pare si siano rifiutati. Qui non è questione di rompere o meno il famigerato trattato Italia-Libia; è questione che con questo signore, che sta attuando un genocidio contro il suo stesso popolo, bisogna rompere definitivamente e inequivocabilmente. Nonostante tutto quello che c'è stato nel passato (accordi con Gheddafi li hanno fatti tutti i governi negli ultimi 40 anni).

Un paese come il nostro, già coperto di ridicolo a livello planetario a causa delle "imprese" del signore che ci governa, non può permettersi il lusso di non prendere le distanze in maniera chiara da un dittatore pazzo e sanguinario. C'è un limite anche alla realpolitik, agli accordi commerciali e alle convenienze economiche.

Prendiamo atto


"Prendiamo atto con grande favore che il vento della democrazia" sta soffiando sui paesi del nord Africa dove ci sono "tanti giovani che vogliono essere liberi, armati di coraggio e di internet", ha detto quello che solo qualche mese fa faceva il baciamano al dittatore.

Era più potente da imprenditore


A parte il fatto che nessuno gli impedisce di tornare a essere solo un imprenditore, ma questa cosa non la sapeva quando è sceso - ahinoi! - in politica? Era cioè all'oscuro del fatto che l'Italia è una repubblica parlamentare in cui i padri costituenti hanno - per fortuna - dato maggior potere al Parlamento rispetto al capo del governo? (sapete com'è, si veniva dall'esperienza del fascismo e hanno preferito, giustamente, essere prudenti).

Ecco, Berlusconi questa cosa l'ha scoperta oggi, dopo 17 anni di governo. E ha scoperto anche che "senza riforme costituzionali non si governa". In realtà non c'è alcun bisogno di riforme costituzionali, per il semplice fatto che la Costituzione non va riformata, va applicata. E' un tantino diverso. Mi dispiace che abbia fatto male i suoi calcoli: forse qualcuno doveva avvisarlo prima.

martedì 22 febbraio 2011

Riforme?

Cioè, fatemi capire. Un paese distrutto, centinaia (migliaia?) di morti, i palazzi del potere in fiamme, cacciabombardieri sui manifestanti, e Gheddafi che annuncia riforme. O è scemo o è pazzo. O magari entrambe le cose.

Gheddafi? "Pensa di farcela"



Per Emilio Fede, invece, non c'è più niente da fare.

Dov'è che vanno in galera?

Per giustificare in qualche modo l'intenzione, mai sopita, di rimettere mano alle intercettazioni, il tipo di Arcore aveva blaterato qualche giorno fa di paesi in cui chi le pubblica va in galera. L'America, per la precisione ("...tra l'altro come avviene negli Stati Uniti, dove chi passa le intercettazioni alla stampa va in galera, e ci resta per molti anni").

Naturalmente sono tutte balle, ma si sa, ormai raccontarle è una prassi consolidata da parte del teleimbonitore. D'altra parte non corre più neppure il rischio di perdere la faccia. In ogni caso, stamattina il Fatto pubblica un interessante articolo ("Altro che le balle del caimano, in USA si intercetta e si pubblica") in cui si spiega come funzionano le intercettazioni negli USA. Non sono riuscito a trovarlo nelle rassegne stampa e quindi vi metto qui di seguito le scansioni della versione cartacea. Se cliccate su ogni immagine dovreste riuscire a leggerlo senza problemi.

lunedì 21 febbraio 2011

Democrazia, non si esporta più?


Franco Frattini, l'unico ministro delgli esteri, in Europa, a non aver condannato la brutale repressione del regime libico contro i manifestanti, ha dichiarato che "l'UE non deve interferire". "L'Europa non deve esportare la democrazia".

Insomma, in sostanza i libici che se la vedano da soli. Chissà perché, invece, quando si trattava di Iraq o Afghanistan esportarla andava benissimo.

Lavorare in Parlamento


Sono lì, tutti presi a cercare una scappatoia, una qualunque, un escamotage per tentare di salvare le chiappe al premier. Ministri, avvocati (che in questo caso sono la stessa cosa) che pensano, progettano, studiano, mettono in campo tutte le loro energie per salvarlo. Poi dicono che in Parlamento non si lavora.

Fine vita, ci stanno riprovando


Ci stanno riprovando. In ossequio, naturalmente, ai voleri del Vaticano (mai come adesso hanno bisogno di tenerselo buono). Di solito non mi entusiasmano gli appelli, ma in fondo sottoscriverlo non costa niente.

Con calma, e per piacere

Egitto, Tunisia, Algeria, adesso la Libia. L'intero Maghreb si sta ribellando ai dittatori. A quando un accenno di rivoluzione anche da noi?

domenica 20 febbraio 2011

E se io scarico Ubuntu?

Scrive Alessandro Longo, su Repubblica (qui l'annuncio sul sito ufficiale di Telecom Italia), che dal 1° marzo prossimo Telecom potrà limitare la banda agli utenti che fanno uso di applicativi che ne richiedono elevate quantità (il p2p, per intenderci).

La prima obiezione che mi viene in mente è la seguente: come fa Telecom a sapere se da un circuito p2p sto scaricando un film (è illegale) o l'ultima release di Ubuntu (è perfettamente legale)?

L'omosessualità? "Un problema da estirpare"

Difficile fare spallucce a dichiarazioni come questa. Sì, è vero, a farle è un vescovo, e quindi, come al solito, un certo numero di sciocchezze sono sempre da mettere in conto. Ma quando sono così assurde meritano almeno un commento.

"L’omosessualità è un problema che va estirpato ai primi sintomi attraverso sedute di psicoterapia". Personalmente ritengo che un omosessuale non sia un malato, ma una persona che intende la sessualità in un'altra maniera rispetto a quella che ci hanno sempre detto essere quella canonica. Dove sarebbe la malattia? E quale sarebbe, in definitiva, questa malattia? E se non è una malattia, a che serve lo psicologo? Ma il punto centrale non è forse neppure questo. Il punto è che "l'omosessualità è un problema", dice sempre l'ispirato monsignore.

La domanda, anche qui, sorge spontanea: perché è un problema? E, soprattutto: per chi è un problema? E' un problema per l'omosessuale? Sotto certi punti di vista, sì, per chi è affetto da questa terribile "malattia" i problemi non mancano. Dovuti a una spessa coltre di intolleranza e diffidenza che un certo tipo di società, conservatrice e clericale, da sempre impone. E sulla quale, come dimostrano le strampalate e penose dichiarazioni di questo vescovo, si continua a spingere.

"Un matrimonio celebrato per nascondere l’omosessualità di un individuo è destinato a naufragare". A parte il fatto che non si capisce come possa un vescovo pontificare di matrimonio, visto che non ci ha mai avuto a che fare, ma all'illustre monsignore non viene il dubbio che addebitare all'omosessualità il fallimento del suddetto matrimonio sia un po' una forzatura? Il matrimonio, nel nostro paese, è un istituto profondamente in crisi, e da anni, e non mi sembra che lo sia a causa dell'omosessualità di uno dei due coniugi. Mi pare che le cause siano ben altre.

"Quando purtroppo l’omosessualità è incancrenita è difficile estirparla". E' vero. E' un po' lo stesso discorso dei pregiudizi e dei luoghi comuni: una volta che si sono incancreniti è difficile estirparli. D'altra parte l'aveva capito benissimo, a suo tempo, lo stesso Einstein: "è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio". Da parte mia non provo rancore o irritazione per le dichiarazioni di questo monsignore e di tutti quelli che la pensano come lui. Provo solo una grande compassione.

Chiamami ancora amore



Per me aveva già vinto comunque.

Buona domenica.

sabato 19 febbraio 2011

"Non voglio disturbare"


Massì, in fondo le vittime sono solo 84 (per ora), lasciamolo pure fare con calma.

C'è problema e problema

Molti, me compreso, pensavano che la distruzione definitiva del nostro sistema giudiziario, quella che senza nessun pudore chiamano "riforma", il cavaliere e i suoi l'avessero ormai accantonata. Ci sbagliavamo. Galvanizzato dagli ultimi ritorni all'ovile, dopo la disgregazione di Futuro e Libertà, il premier più imputato del pianeta è tornato a spingere sull'acceleratore (i suoi processi hanno ripreso a correre) e ha ritirato fuori dal cassetto la separazione delle carriere tra giudici e pm, la riforma del CSM, le intercettazioni e l'immunità parlamentare, quest'ultima abolita ai tempi di tangentopoli per evitare qui da noi l'equivalente di ciò che è successo in Egitto nei giorni scorsi.

Onde evitare fraintendimenti, è bene ribadire che nessuna delle cosiddette riforme che ha in mente il cavaliere serve a lenire l'unico problema storico che affligge la nostra macchina giudiziaria: la sua lentezza. Non serve a questo scopo la limitazione delle intercettazioni, non è di nessuna utilità la separazione tra magistratura inquirente e giudicante e, tantomeno, è di alcuna utilità la paventata reintroduzione dell'immunità parlamentare - figurarsi!. Non occorre infatti una laurea in giurisprudenza per capire che la grande riforma della giustizia che hanno in mente ha solo una utilità contingente: cercare di bloccare i guai giudiziari in cui si è cacciato il premier.

E questa volta pare intenzionato a fare sul serio, arrivando pure a sfidare il Quirinale. Napolitano aveva infatti già avuto modo di far conoscere a lorsignori come la pensa su intercettazioni e limitazione alla libertà di stampa. Anche per questo la porcata era stata accantonata. Ma stavolta è diverso. Prima c'era il legittimo impedimento a fare da paravento al premier. Adesso, dopo che la Consulta lo ha azzoppato, è di nuovo emergenza. Anche se sa benissimo che Napolitano si metterà di traverso, lui è determinato ad andare avanti lo stesso, perché adesso bisogna giocare il tutto per tutto.

Gli italiani possono stare tranquilli: finché avremo un premier così, prima verranno i suoi problemi, poi, eventualmente, quelli di tutti.

venerdì 18 febbraio 2011

"Un danno per l'Italia"


Per chi segue un po' la politica e le faccende italiane, quello che pensano gli Stati Uniti riguardo al più grande statista degli ultimi 150 anni non sorprende più di tanto. Sorprende, semmai, il ragionamento che fa l'amministrazione americana: trarre vantaggio dall'inaffidabilità e irresponsabilità della governance italiana.

E lo dice non un pinco pallino qualsiasi o una "funzionaria di terzo grado", come si erano affrettati a dichiarare i pidiellini quando è uscita la prima ondata di Wikileaks. Lo dice l'ambasciatore Ronald Spogli, spedito qui da noi personalmente da Bush nel 2005.

Benigni a Sanremo


Non so se è vera la storia, che sta girando su alcuni siti, del suo compenso devoluto al Meyer di Firenze. Se anche se li fosse intascati, a mio avviso sarebbero stati più che meritati. Non apprezzo tanto il Benigni attore di cinema, quanto il Benigni intelligenza, "cultura", letteratura: merce rara di questi tempi in TV. Cultura di cui ha dato, ancora una volta, grande prova ieri sera.

17 marzo

Scusate, ma non riesco ad appassionarmi al dibattito (la maggioranza si sta scannando in queste ore) sulla festività del 17 marzo. Forse perché della cosa non mi può fregar di meno?

giovedì 17 febbraio 2011

Milleproroghe

Mentre a farla da padrone è sempre la vicenda Ruby, i guai giudiziari del premier e il festival di Sanremo, ha fatto il suo primo passaggio in Parlamento, al Senato, il cosiddetto decreto milleproproghe. Come accade tutti gli anni, in questa specie di calderone ci finisce un po' di tutto.

Si scopre così che quando il decreto sarà approvato definitivamente, il biglietto del cinema costerà un euro in più. Certo, magari a molti della cosa importerà poco o niente, ma al sottoscritto sinceramente un po' dispiace. Anche perché la motivazione sembra avere un che di ironico: "servirà per finanziare le agevolazioni fiscali nel settore della produzione cinematografica". Scusate, ma visto che proprio in questo settore si è maggiormente abbattuta la scure di Tremonti, non si poteva tagliare un po' di meno e lasciare il costo del biglietto come era? E' curioso poi che da questo aggravio siano escluse le sale parrocchiali. Forse è meglio lasciare stare.

Altra misura inserita nel decreto: "I proprietari delle case 'fantasma' avranno tempo fino al 30 aprile per mettersi in regola. La versione originale del decreto milleproroghe prevedeva un rinvio, rispetto al termine inizialmente fissato al 31 dicembre 2010, di tre mesi, spostando la dead line al 31 marzo". Ora, non sono un esperto, ma questa cosa non puzza di mini-condono edilizio lontano un chilometro?

Ce n'è anche per gli insegnati precari. "Saranno congelate sino al 2012 le graduatorie ad esaurimento degli insegnanti precari. Inoltre si stabilisce che i supplenti chiamati dalle scuole potranno provenire solo dalla provincia in cui ha sede l'istituto stesso". Se ben ricordo, la Consulta su questo punto si era già espressa poco tempo fa. Staranno mica tentando di far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta?

"Slitta ancora una volta il pagamento delle multe sulle quote latte, dando altri sei mesi di tempo agli allevatori. È prevista uno slittamento di altri sei mesi, rispetto all'ultimo termine fissato al 31 dicembre 2010, della partenza dei piani di rateazione delle multe". Un regalino alla Lega da parte del governo ci sta sempre bene.

Altra cosa interessante da segnalare è il taglio dei fondi per la banda larga. Trenta milioni di euro destinati alla riduzione del cosiddetto digital divide sono infatti finiti al digitale terrestre, anche se Romani si è affrettato a minimizzare la cosa. Niente di cui stupirsi, intendiamoci, nel nostro paese è sempre venuta prima la televisione di internet. Del resto, se siamo messi come siamo un motivo ci sarà.

Il quartier generale racconta/52


Nello stesso giorno in cui il Giornale, tramite la penna del mitico Sallusti, sentenzia senza timore di smentite che la prova che inchioderebbe Berlusconi alle sue responsabilità non c'è, in rete comincia a circolare la versione integrale del decreto con cui il giudice Cristina Di Censo ha accolto le richieste dei pm.

Chiunque può quindi leggere l'articolo di Sallusti e il decreto del Gip, intuendo facilmente che ha ragione Sallusti.

Niente contro la Bindi, però...


Ora, ammettiamo pure, senza timore di smentite, che qualsiasi personaggio (compreso il benzinaio vicino a casa mia) potrebbe tranquillamente fare il presidente del Consiglio in maniera migliore dell'attuale. Ma qualche candidato nuovo, invece dei soliti vecchi volti, non era proprio possibile trovarlo?

mercoledì 16 febbraio 2011

Dritto e rovescio

Tra le tante cose da cui si capisce che un paese va a rovescio, ci potrebbe essere anche il fatto che gli insegnanti di religione aumentano mentre gli studenti che chiedono di avvalersene diminuiscono.

(via metilparaben)

Semplice ed efficace

E, siccome in casi così rapidi ed evidenti il Codice prevede il rito immediato, i pm lo chiedono. Il gip Di Censo sa quel che le accadrà se lo accorderà: verrà insultata, spiata, screditata, dossierata, trascinata alla Consulta. Eppure mantiene i nervi saldi e decide secondo coscienza, "sine spe ac metu", uniche bussole il Codice penale e la Costituzione. Dopo i 5 giorni canonici, rinvia B. a giudizio immediato. Ritiene che le accuse siano provate e meritino il vaglio processuale. Il Tribunale stabilirà se è provata anche la colpevolezza dell’imputato B. Incidentalmente il gip spiega anche perché il caso è roba da tribunale ordinario: basta leggere la Costituzione per sapere che è reato ministeriale quando un membro del governo abusa delle proprie funzioni.

Un breve, ma semplice, articolo di Travaglio spiega la situazione meglio di 1000 pagine di quotidiani.

martedì 15 febbraio 2011

Crescere bene

Scusate, qualcuno (magari dalle parti del Vaticano) mi sa dire dove starebbe scritto che è dannoso per un bambino crescere con un solo genitore?

Nei paesi normali

Non c'è molto da dire. Nei paesi normali quando un capo di governo viene rinviato a giudizio con rito immediato, data l'"evidenza delle prove", sono i colleghi di partito stesso a chiedergli di farsi da parte, non solo l'opposizione. Nei paesi normali, appunto.

lunedì 14 febbraio 2011

Scavare ancora


Secondo quelli del Giornale, il vero scandalo non è il "puttanaio" che ruotava attorno ad Arcore, ma Vendola che nel 1979 andava a spasso nudo nel campo nudisti di Capo Rizzuto. Con Sallusti e soci non ci si annoia mai. Uno pensa che il fondo sia stato toccato e loro scavano ancora.

Fare scuola


(via repubblica.it)

La faziosità e l'acqua calda


Metilparaben fa notare che è difficile e molto improbabile che una manifestazione pro o contro qualcosa non sia faziosa.

domenica 13 febbraio 2011

All'attacco (di Napolitano)



I giornali berlusconiani non hanno digerito per niente l'intervento di Napolitano in cui, in sostanza, il capo dello Stato esorta il tipo di Arcore a smetterla di piagnucolare e di andare a farsi processare.

E quindi, come è già successo coi casi Boffo, Fini, Di Pietro, Boccassini e via dicendo, hanno ricominciato a girare le pale del fango. Obiettivo: Napolitano. Gli articoli e i titoli di stamattina di Libero e Giornale, del resto, sono abbastanza eloquenti (se siete forti di stomaco potete leggerli qui e qui).

Niente di nuovo, intendiamoci. Come è già stato detto e ridetto, finché a capo del governo ci sarà un signore che controlla giornali e TV, da questa cosa non usciremo mai.

Lode all'Inviolato

1993. Franco Battiato dà alle stampe Caffé de la paix, all'interno del quale c'è questo bellissimo pezzo.

Buona domenica.

sabato 12 febbraio 2011

Ah, Pertini...

Ecco, è stato più o meno a questo punto del colloquio che Napolitano ha alzato un muro invalicabile per il premier, ripetendo quanto aveva detto in mattinata ricevendo il vicepresidente del Csm Vietti e, di fatto, mandando un segnale preciso di quelli che avrebbe voluto fossero i toni del colloquio successivo. “Il giusto processo – ha quindi detto Napolitano – è garantito dalla Carta, basta strappi sulla giustizia”. Un messaggio netto, senza possibilità di interpretazioni sulle sfumature del grigio. Il capo dello Stato ha fatto capire chiaramente a Berlusconi che ogni sua necessità di difesa è già garantita dalla Costituzione.

Continuo a pensare che se al posto di Napolitano ci fosse stato ancora il compianto Pertini, non si sarebbe mai arrivati a questo punto.

venerdì 11 febbraio 2011

Manifestazione anti-giudici. Ma quanti erano?


Il Giornale, stamattina, lanciava in pompa magna la grande manifestazione anti-giudici (politicizzati, secondo loro). Ma quante persone hanno partecipato all'evento? Secondo il Corriere "un centinaio". Secondo Il Fatto, che dimostra di essere più generoso del Corriere, 150. E Il Giornale che dice?

Non lo dice. Si limita vagamente a parlare di "presidio", senza indicare cifre. Diciamo che si è trattato di una di quelle manifestazioni, caso abbastanza raro, in cui tra organizzatori e questura non dovrebbero esserci grosse divergenze.

Manifestare?


Intendiamoci, manifestare è un diritto di tutti. Resta solo da vedere se esistono altri paesi, di quelli cosiddetti civili e democratici, in cui si manifesta contro un organo dello stato solo perché fa il suo dovere.

Mubarak si è dimesso


So bene cosa state pensando.

giovedì 10 febbraio 2011

Nemmeno questa?

"...in una democrazia il giudice di ultima istanza, quando si tratta di decidere chi governa, è il popolo elettore".

Art. 1 della Costituzione Italiana (l'evidenziazione è mia):

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Qui siamo proprio all'abc, eh?

Scorie?

Nell'indifferenza generale, alcuni giorni fa c'è stata qualche protesta durante il passaggio di un treno che trasportava scorie nucleari da Torino verso la Francia per essere riprocessate. Scorie prodotte dalla centrale di Trino Vercellese, chiusa nel 1987. Quelli che oggi pontificano di nucleare, lo sanno che abbiamo ancora problemi con le scorie prodotte 30 anni fa?

Chi la spara più grossa


Dopo l'idea geniale del tipo che (ufficialmente) ci governa di intentare causa allo stato - semmai sarebbe lo stato che dovrebbe fare causa a lui per danni d'immagine - oggi è uscito un altro pezzo da 90, Frattini, con una idea pari, se non migliore, di quella di ieri del suo capo: un esposto alla Corte europea dei diritti dell'uomo per la violazione della privacy di Berlusconi.

Ecco; se avete finito di ridere, anche se in realtà non c'è molto da stare allegri, vale la pena ricordare che il ministro Frattini è quel signore noto alle cronache internettiane per aver proposto di abolire i termini "bomba", "genocidio" e altre dai motori di ricerca. La sua uscita di oggi, quindi, in fondo non dovrebbe stupire più di tanto. Tutto quadra.

Quello che preoccupa è cosa proporranno domani.

mercoledì 9 febbraio 2011

La lunga lista


"Sbarrare la strada ad un supplente che si vuole inserire in graduatoria a Varese solo perché è nato a Trapani è incostituzionale".

Si allunga la lista delle leggi e dei provvedimenti incostituzionali partoriti da questo governo. Dispiace solo che a ribadire una cosa così ovvia debba pensarci la Consulta. Per le persone normali si tratta di una ovvietà.

Alla frutta

Cos'ha che non va l'art. 41?

Per cercare di buttare un po' di fumo negli occhi, e magari provare anche a sviare un po' l'attenzione dai suoi guai giudiziari, il teleimbonitore ha annunciato il varo di un decreto per rilanciare l'economia, che sostanzialmente non è altro che l'ennesima riproposizione degli incentivi.

Per cercare di aumentare ulteriormente la quantità di fumo da buttare negli occhi, ha anche annunciato la modifica di ben tre articoli della Costituzione. Tra questi - per quelli del Pdl è da tempo un chiodo fisso - il famoso art. 41, che recita:

L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Sarebbe interessante sapere cosa intendono modificare di questo articolo; così, giusto per sapere cos'ha che non va. Ma questo eventualmente lo vedremo poi.

Anzi, non lo vedremo mai, perché Berlusconi e i suoi sanno benissimo che con la striminzita maggioranza che si ritrovano, una modifica alla Costituzione (2/3 del Parlamento e doppia lettura Camera-Senato) non la faranno mai. Ma il punto non è questo.

Fino a metà degli anni '80, circa, l'economia italiana cresceva a ritmi cinesi pur in presenza di questo articolo. E allora? Cosa fa pensare a questi qui che una sua modifica sia da incentivo all'economia? E poi, scusate, avete mai sentito un imprenditore, magari qualche pezzo grosso di Confindustria, chiedere la modifica di questo benedetto articolo? E allora?

Da 16 anni

"Mi domando chi pagherà per questo schifo e questa vergogna", dice il tipo di Arcore. Anch'io mi faccio spesso la stessa domanda. E da almeno 16 anni.

Aggiornamento 16,04.

Scusate, ma nella fretta mi ero perso queste altre perle: "farò causa allo Stato"; "Io non sono preoccupato per me, sono un ricco signore che può passare la sua vita a fare ospedali per i bambini del mondo...".

Ok, si può chiamare la neuro.

lunedì 7 febbraio 2011

Esemplare questo qui


Il buon Gilioli si permette di far notare al nostro ministro degli Interni che in un paese civile in cui vige, almeno si presume, lo stato di diritto, le condanne non devono essere "esemplari". Devono essere commisurate al tipo di reato commesso e comminate sulla base delle leggi vigenti. Le dittature sono un'altra cosa.

"Io non costringo, curo"



(via fpcgil.it)

Colpa dei pm? Ovvio: no


Il Giornale non poteva restare impassibile di fronte agli incidenti che si sono verificati ad Arcore. Figurarsi quindi alla notizia che due dei presunti responsabili sono stati rilasciati. Quale occasione più ghiotta, dopo le panzane sulla Boccassini, per dare ancora contro ai famigerati pm? Peccato che i pm in questo caso non c'entrino assolutamente niente, e che il Giornale smentisca se stesso addirittura nella stessa home page.

Nel titolo, infatti, si legge: "Il giudice libera subito i teppisti", mentre nel sottotitolo si legge: "Napolitano condanna gli scontri di Arcore. Maroni: punizioni esemplari. Ma i pm...", dando da intendere agli allocchi che i Pubblici Ministeri sono quelli che hanno scarcerato i cattivoni. Peccato che Pubblico Ministero e Giudice siano due cose completamente diverse, e che i pm, quelli che il Giornale furbescamente addita come responsabili della liberazione dei due, siano in realtà quelli che hanno chiesto le misure restrittive per i fermati; misure restrittive rigettate dal giudice, non dal pm.

Ed è lo stesso Giornale che lo scrive nel relativo articolo: "Il giudice [non il pm, ndr] ha convalidato l’arresto compiuto dalle forze dell’ordine ma ha ritenuto che non sussistano le esigenze per disporre alcuna misura cautelare".

Ma ai lettori del Giornale non viene mai il sospetto che li stiano prendendo per i fondelli?

Fretta breve

Hanno fretta, bisogna fare qualcosa. I processi Mediatrade, diritti Mediaset e Mills sono ripartiti e il premier è senza scudo. Poco importa che il processo breve sia stato "affossato" l'anno scorso dallo stesso governo perché una porcata di questo genere aveva sollevato le proteste anche di chi ha sempre dormito, compreso Napolitano. Adesso non c'è più tempo per i tentennamenti: o la va o la spacca.

domenica 6 febbraio 2011

Ultimi arrivi


"Vuole comprarci, non saremo il suo bancomat", "ladro", "sleale", "siamo integri, noi", "se dovessimo essere decisivi al Senato non voteremo mai la fiducia a Berlusconi", e si potrebbe continuare.

Poi, come prima di lui la Santanché ("Silvio vede le donne solo orizzontali"), è arrivato il posto da sottosegretario per il fedelissimo e tutto ha assunto un'altra luce.

"There's nothing in it!"


Ieri e oggi, in diverse parti del mondo gruppi di persone si sono radunate davanti a delle farmacie ingurgitando massicce dosi di farmaci omeopatici. Come dimostrazione reale del “there’s nothing in it!”. Ne parlano Attivissimo e Medbunker.

Deliri domenicali

Diciamo la verità: non sarebbe stata una domenica normale senza i deliri di quest'uomo ormai ridotto alla disperazione. Ecco quindi che, per chiudere in bellezza la settimana, giornali e tiggì ci propinano il solito ritornello, ormai nauseabondo, che questa specie di macchietta ambulante continua a ripetere come un disco rotto nella speranza di poter ancora imbambolare qualcuno.

E allora ricominciamo con il suo chiodo fisso, quello delle intercettazioni. "Non c'è libertà in un Paese in cui telefoni e non hai la certezza dell'inviolabilità della tua conversazione". Eh, certo. Infatti, come ben tutti sanno, il problema principale degli italiani è la paura di essere intercettati, mica quella di riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena o di riuscire a trovare un lavoro. Macché, queste sono quisquilie, il problema vero è quello di non poter parlare al telefono. Poco importa che gli italiani realmente intercettati siano in realtà meno dello 0,2% del totale. Ripeti una balla all'infinito, e diventerà realtà.

"Quando le leggi non piacciono ai pm, le impugnano di fronte alla Consulta". Altra balla colossale. Qui siamo all'abc del diritto. Come è noto, infatti, il pm non ha il potere di impugnare alcunché di fronte alla Consulta. Le eccezioni di costituzionalità di fronte al massimo organo giuridico del nostro paese possono essere sollevate solo dai giudici delle corti d'Appello e della Cassazione, che non c'entrano assolutamente niente coi Pubblici Ministeri invocati da Berlusconi. Ma tanto, ormai, a una opinione pubblica apatica e assuefatta si può dare a bere qualsiasi cosa.

"Perché è composta [la Corte Costituzionale, ndr] da 11 membri che vengono dal centrosinistra e solo da 4 del centrodestra". Anche questa balla è stata più volte sbugiardata, e non varrebbe neppure la pena di tornarci sopra. Soltanto un terzo dei 15 giudici della Corte Costituzionale viene infatti nominato dal Parlamento, gli altri vengono nominati dal Presidente della Repubblica e da altri organi amministrativi dello stato. I famosi 11 giudici di sinistra, quindi, sono solo nella testa di quel raccontaballe che ci governa. E ovviamente nella testa di tutti quelli che ancora bevono le sue frottole.

A volte mi chiedo in quale altro paese del mondo un capo di governo può permettersi di raccontare alla opinione pubblica una fila così lunga di cretinate senza che ci sia nessuno, compresi i giornalisti, che in un sussulto di orgoglio lo mandino una volta per tutte a quel paese.

Stranamore (anche questo è amore)

La versione originale è del 1978 ed è del grande Roberto Vecchioni. I Nomadi l'hanno reinterpretata nell'ultimo album. Poi sono arrivato io, che ho provveduto a rovinare il tutto con qualche immagine.

Buona domenica.

sabato 5 febbraio 2011

Ma dove vanno i marinai?

Dunque, vediamo di ricapitolare. Marchionne obbliga gli operai a firmare un referendum col quale toglie diritti in cambio del posto di lavoro e della promessa di investire in Italia. Poi, oggi, ci viene a dire con nonchalance che la Fiat se ne andrà comunque a Detroit e diventerà americana. Adesso fate un po' voi.

Risparmi quirinalizi

I responsabili del Quirinale ci tengono a far sapere che la linea dell'austerità, voluta da Napolitano all'inizio del suo settennato, comincia a dare i suoi frutti (saranno restituiti all'erario 15 milioni di euro da qui al 2013).

Tutto bello, ci mancherebbe. Ma c'è una cosa che mi lascia un po' perplesso: l'invito del Quirinale a non fare paragoni con altri palazzi presidenziali. Non me lo spiego.

venerdì 4 febbraio 2011

Tra il pugno e la carezza

"Lo schiaffo del Colle". Sono fantastici quelli del Giornale. Mica parlano dell'anomalia di un decreto varato in fretta e furia, di notte, dopo essere stato bocciato dal parlamento. Per loro lo schiaffo è di Napolitano, colpevole di aver fatto notare l'anomalia, non di chi fa scempio di ogni regola e procedura parlamentare e democratica. Poi si incazzano con chi, giustamente, ha parlato di golpe.

Gatti e decreti


Napolitano, come del resto era ampiamente prevedibile, non firma quella specie di pastrocchio che hanno chiamato federalismo. Vi ricordate la storiella della gatta frettolosa?

Paura?


Cioè, fatemi capire: i legali del premier presentano denuncia contro ignoti per foto che non sono ancora state pubblicate da nessuno e che gli stessi legali dicono non esistere?

Mini Cooper


‎"Il fatto è che sono uno generoso, se qualcuno mi dice che non può comprare una macchina io la regalo. Di solito regalo mini Cooper". Ecco, lui è generoso: se uno ha bisogno basta che chieda. Naturalmente sono escluse persone di sesso maschile, anziane, con problemi gravi. Diciamo che le preferisce femmine, di bella presenza, giovani e possibilmente dalla quarta in su.

giovedì 3 febbraio 2011

Federalismo o voto? Abbiamo scherzato


Cioè, fatemi capire. Questo qui è da un anno ormai che chiede le elezioni. Berlusconi ha dovuto fare con le mani e coi piedi per tenerlo buono. E adesso che non ha più scuse per non andarci, come aveva detto Maroni appena l'altro ieri in caso le cose fossero andate come effettivamente sono andate, ci ha ripensato. Sono fantastici.

Ma, gli elettori leghisti? Vabbè, lasciamo stare, va...

Il quartier generale racconta/51


Il Giornale continua la sua personale guerra contro il pm che ha disposto la perquisizione della giornalista Anna Maria Greco, l'autrice dell'"articolo" sulla Boccassini apparso qualche giorno fa sul prestigioso quotidiano. Oggi tira in ballo addirittura alcune sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, tramite le quali si proibiscono le perquisizioni nei giornali e nelle abitazioni private dei giornalisti.

Fa piacere, naturalmente, che quelli del Giornale prendano ad esempio alcune sentenze del prestigioso organismo europeo. Peccato che la suddetta Corte sia la medesima che a novembre del 2009 si pronunciò contro le esposizioni del crocifisso nelle aule scolastiche. Quella sentenza, ricorderete, fece parecchio rumore, come del resto era prevedibile. Bene, oggi le sentenze della Corte di Strasburgo vengono prese come esempio dal Giornale. Il 4 novembre 2009, giorno successivo alla famosa sentenza, Vittorio Feltri dalle colonne dello stesso Giornale sentenziava che i giudici di Strasburgo erano degli ubriaconi.


Chissà a quale Giornale dobbiamo credere?

Pil come la Germania


Tenetevi forte! Il noto teleimbonitore ha dichiarato ieri che darà una scossa poderosa alla nostra economia: un aumento del Pil di 3-4 punti percentuali nei prossimi 5 anni. In pratica, il risultato ottenuto dalla Germania nel solo 2010, mentre noi, come al solito, esultiamo per un misero 0,9 relativo al 2010.

Bene, non resta che aspettare con impazienza il 2016. Tanto lui non ci sarà più (politicamente), e le italiche genti si saranno già dimenticate di quest'ennesima panzana.

mercoledì 2 febbraio 2011

Cerchiobottismi nucleari


Me li immagino adesso i vari Formigoni, Errani, Cota, ecc., dire chiaramente, e senza tanti cerchiobottismi, se vogliono o no sul loro territorio una centrale nucleare.

E non è un benefattore?

Pare che - scrive oggi Repubblica - dal famoso conto "bunga bunga" siano partite alcune decine di migliaia di euro anche in direzione della mamma di Noemi Letizia. Oltre, naturalmente, alle altre destinazioni che più o meno si sapevano già.

È il conto dal quale partono 21 mila euro in due tranche per Nicole Minetti, consigliere regionale e igienista dentale. Partono di qua anche un bel po' dei soldi per la bella cagliaritana Alessandra Sorcinelli, una show girl che ha ricevuto in tutto 160mila euro dal premier, sotto la voce (che sfiora il patetico) di "aiuto per gli studi", degni di Einstein, evidentemente. Sempre da questa banca, non lontana dalla società Dolcedrago (guarda che combinazione, a volte, i nomi) che i deputati hanno vietato alla procura di perquisire, erano volati a suo tempo - aprile 2008 - euro per un milione e mezzo a favore di Marcello Dell'Utri, sui suoi conti nella banca di Denis Verdini. E un milione e 450 mila euro in assegni circolari viene emesso da questo conto proprio nei giorni in cui Emilio Fede e Lele Mora - siamo alla fine della scorsa estate - parlano di una somma da parte del premier di "uno e mezzo". Ora, sempre attraverso questo conto, si scopre che il destino di Noemi e della sua famiglia continua ad essere intrecciato con le risorse finanziarie del premier.

Voglia vedere chi osa ancora mettere in dubbio che il premier sia un benefattore.

Ci ricamiamo un po' su?


La vicenda della perquisizione, sia della sede del Giornale, sia della giornalista autrice della porcata dell'articolo di qualche giorno fa sulla Boccassini, ha ispirato la prima pagina di stamattina del Giornale. Ovviamente a modo suo. Sul sito del Giornale si parla di "metodi da KgB", "braccio violento dei magistrati!". Insomma, se i berluscones cercavano ulteriori pretesti per dare contro ai magistrati, direi che la procura di Roma ha fornito loro un assist straordinario.

Ma al di là degli annunci roboanti e ad effetto, cosa c'è in realtà dietro la vicenda? Ben poco di preoccupante o di cui allarmarsi, mi pare. Come scriveva poco fa Luca sul suo blog, infatti, "la giornalista del Giornale non è indagata, ha subito una perquisizione, un atto giudiziario, nell’ambito di un’inchiesta contro qualcun altro. La perquisizione si è resa necessaria dall’intenzione di verificare se l’indagato ha commesso un reato e perseguirlo".

Nello specifico, l'unico indagato in questa vicenda è infatti tale Matteo Brigandì, membro del CSM in quota Lega, il quale, secondo la procura di Roma, avrebbe sottratto il fascicolo, riservato, riguardante la vicenda della Boccassini e l'avrebbe passato al Giornale. Su tale documentazione la giornalista Anna Maria Greco avrebbe poi costruito il suo "articolo". Ora, è chiaro che essere perquisiti è sempre una cosa poco piacevole, ma da qui ad arrivare a dire che è minacciata la libertà di stampa mi sembra un tantino esagerato. La libertà, e anche la credibilità, di stampa è minacciata semmai da chi tira fuori articoli come quello sulla Boccassini, che perpetuano nel tempo la famigerata strategia Boffo.

Promesse


Dopo una settimana di guerra, 300 morti nelle strade e 2.000.000 di persone in piazza per chiederne le dimissioni, l'unica concessione che l'83enne coi capelli finti è riuscito a fare è la promessa di non ricandidarsi il prossimo settembre. La faccia tosta non gli manca.

martedì 1 febbraio 2011

Cani in esubero


Sembra che al termine delle olimpiadi invernali di Vancouver, tenutesi nel febbraio dello scorso anno, gli organizzatori si siano trovati un centinaio di Husky, di quelli utilizzati per trainare le slitte con sopra i turisti, in più. Perché non impiegare questi stupendi animali per riempire una bella fossa comune?

Qui la notizia riportata dall'Ansa, e qui come riportata da CTV News.

Il quartier generale racconta/50


Alla prima pagina di oggi di Libero ha già risposto Gilioli. E' solo per mostrare a che punto sono arrivati.

Per fare un lavoro fatto bene


Beh, dopo aver spento internet e telefonia cellulare, era il passo successivo più logico da fare, no?

Non si contestualizza più


E' abbastanza comprensibile che mons. Fisichella si indigni alla domanda di un giornalista: "anche il caso Ruby va contestualizzato?" Però, forse, poteva pensarci prima. Del resto ci sono alcuni milioni di italiani che, prima di lui, si sono indignati.

Tentare il tutto per tutto

Dopo la sentenza della Consulta sul legittimo impedimento il re è nudo. E' tornato ad essere un cittadino (quasi) normale, con tutto ciò che ne consegue relativamente alle sue pendenze giudiziarie, che hanno ricominciato a correre.

E' adesso che bisogna tentare il tutto per tutto.