sabato 31 dicembre 2011

Capodanno col botto


Il botto, ovviamente, è quello del Giornale, passato stamattina, definitivamente, dalla categoria dei quotidiani di (dis)informazione a qualcosa di simile a Cronaca Vera.

venerdì 30 dicembre 2011

Terun diversi

Bossi del "terun" a Napolitano, riferendosi evidentemente alle sue origini partenopee. Guarda a caso le stesse origini di Nicola Cosentino, deputato del Pdl sotto inchiesta per mafia recentemente salvato dall'arresto anche grazie agli uomini di Bossi.
Evidentemente si tratta di due tipi di "terun" diversi.

Se telefonando

Non si capisce tutto il casino per la presunta telefonata della Merkel a Napolitano dell'ottobre scorso. L'unico errore che ha fatto la signora tedesca, se errore c'è stato, a mio avviso è stato quello di non aver telefonato prima.

giovedì 29 dicembre 2011

Oroscopi e smentite


Scusate se torno ancora sopra all'argomento, ma la chicca del Corriere di oggi non è da lasciarsi scappare. In home page compare infatti, bello in vista, il mega-link all'oroscopo del 2012. Nella stessa home page, scorrendo la pagina verso il basso, è linkato invece l'articolo che racconta le panzane astrologiche del 2011. Ho mandato una twittata a De Bortoli per segnalare questa genialata. Vediamo che succede.

mercoledì 28 dicembre 2011

Come ogni anno

Quelli del CICAP pubblicano, come è ormai loro ottima consuetudine, l'elenco delle castronerie che sono state predette dagli astrologi per il 2011. L'elenco è come sempre lungo e divertente (per modo di dire). Il buon Paolo ne fa un riassunto qui.
Commenti non ne faccio, perché non saprei che dire.

Dolore di stato


(via corriere.it)

martedì 27 dicembre 2011

Rinsavimenti postumi

Quelli della Corte dei Conti dicono che per cercare di porre un argine alla corruzione sistemica e dilagante nel nostro paese, occorre rivedere alcune leggi e cercare di renderle più incisive. Tra queste il famoso falso in bilancio.

Ovviamente è inutile ricordare che leggi abbastanza severe che punivano questa fattispecie di reati c'erano. Il problema è che sono state smantellate, con certosina pazienza e meticolosità, nel corso dell'ultimo quindicennio perché la suddetta fattispecie di reati era quella che più infastidiva lorsignori. Non occorre perciò fare chissaché, o introdurre chissà quali nuove misure. Sarebbe sufficiente riportare le cose a come erano prima.

sabato 24 dicembre 2011

Canone

Qualcuno spieghi a quelli del Giornale che non è stato il governo a rincarare il canone Rai. Questa tassa, infatti, viene adeguata automaticamente all'inflazione grazie a una norma contenuta nel Testo Unico della televisione.
Adeguamento che dal 2006 (allora costava poco più di 99 €) è avvenuto regolarmente ogni anno. Compresi quelli in cui al governo c'era il teleimbonitore.

venerdì 23 dicembre 2011

Il bluff

Come era facilmente prevedibile, il leggendario Sallusti ha dedicato stamattina il suo editoriale alle dichiarazioni di Mills rese ieri al pm De Pasquale. Peccato che nell'euforia, dovuta al fatto che secondo Sallusti Mills avrebbe scagionato Berlusconi, il direttore del Giornale sia probabilmente incappato in un paio di errori - cose che succedono quando si prendono per oro colato le dichiarazioni di un tipo come l'avvocato inglese.
Scrive infatti Sallusti che "[Mills] si inventò in un primo tempo la storia della «mancia» arrivata dal suo cliente italiano per giustificare al fisco inglese la provenienza di 600mila dollari avuti in nero da altre vie (un imprenditore di Napoli per una compravendita di motoscafi)".

Ecco, secondo il prode giornalista questa ennesima versione dell'avvocato inglese sarebbe la prova provata del bluff. Peccato che il misterioso "imprenditore di Napoli" (Sallusti stranamente non lo cita ma si chiama Diego Attanasio) abbia già smentito pubblicamente, nel giugno scorso, la versione data da Mills. Cosa fa credere a Sallusti che Mills sia più attendibile di Attanasio? Non si sa (e probabilmente non lo sa neppure lui). Ma c'è un altro passaggio interessante nel pistolotto del Giornale.

Sallusti, infatti, scrive riguardo a Mills che è stato "già assolto per prescrizione nello stesso processo". Non sono espertissimo di queste cose, ma mi pare che l'assoluzione per prescrizione sia una situazione un tantino forzata, volendo usare un eufemismo. La prescrizione, infatti, tecnicamente estingue il reato per decadenza dei termini entro cui questo reato andava giudicato. Ma estinzione e assoluzione sono due cose diverse. E Mills in Cassazione, ultimo grado di giudizio, è stato prescritto, non assolto (lo stesso errore lo fece, volutamente, a suo tempo Minzolini, ricordate?). Oltretutto se Mills fosse stato assolto non si spiegherebbe come mai nella medesima sentenza sia stato condannato a risarcire la Presidenza del Consiglio con 250.000 euro.

Insomma, ho l'impressione che nella foga di smascherare il famoso bluff, Sallusti ne abbia infilati altri due.

Volo


Intendiamoci, non ho assolutamente niente contro Fabio Volo. Anche perché non avendo mai letto nessun libro suo, non posso certo esprimere giudizi. Però questa cosa mi ha fatto un certo che.

mercoledì 21 dicembre 2011

Di lotta e di governo

Sarebbe interessante capire come potrebbero spiegare, Calderoli o qualche altro soggetto simile, all'elettorato leghista la decisione della lega di contribuire col voto a salvare Nicola Cosentino, ministro campano di cui è stato chiesto l'arresto per presunta collusione con la camorra.

Giornate impegnative

Oggi la Camera è stata impegnata a discutere se concedere il permesso di utilizzo delle intercettazioni contro Saverio Romano, sotto indagine per mafia, e il voto sull'arresto di Nicola Cosentino, sotto indagine con l'accusa di associazione camorristica. Un bell'ambientino, eh?

martedì 20 dicembre 2011

Economia delle anime

La notizia non è, come vogliono farci sembrare, l'uscita o meno della cordata vaticana dal San Raffaele. La notizia è che il tipo che si è autoproclamato successore di Pietro in base a una stiracchiata interpretazione delle sacre scritture, si è incontrato col segretario di stato vaticano e col presidente della CEI per discutere della cosa.
La linea già molto sottile che divide gli affari delle anime dagli affari economici della chiesa si fa sempre più sottile.

Pronti per le prime pagine di Libero e Giornale, domattina?


(via corriere.it)

domenica 18 dicembre 2011

War is over

Dopo 4500 morti solo tra gli americani e 9 anni di guerra, gli USA lasciano l'Iraq, la cui invasione fu voluta da Bush con la scusa delle famose armi di distruzione di massa che avrebbe dovuto avere Saddam Hussein. Armi che naturalmente non sono mai state trovate, per il semplice fatto che non sono mai esistite. Ed è difficile pensare che Bush non lo sapesse.

Pene accessorie


(via repubblica.it)

sabato 17 dicembre 2011

Il quartier generale racconta/73

Uno stratosferico Sallusti se la prende stamattina col piano svuota carceri del ministro Paola Severino, che tra le altre cose prevede che alcune tipologie di detenuti, stimati attorno alle 3300 unità, possono scontare ai domiciliari una eventuale pena residua inferiore ai 18 mesi.
Naturalmente, lo scandalizzato Sallusti si è già dimenticato che nel 2006 Forza Italia votò compatta il celeberrimo indulto Mastella, che ne mise fuori circa 20.000. E' la nota variante giornalistica della famosa pagliuzza e della famosa trave.

Fare sempre finta di non capire

Qualcuno, per piacere, potrebbe spiegare una volta per tutte a Bagnasco che il problema non è la "cresta" che i vescovi farebbero o non farebbero sull'8 x 1000, ma il suo meccanismo di attribuzione?

giovedì 15 dicembre 2011

La fiducia leghista

Certo che i leghisti sono forti. Hanno ripetuto oggi, alla Camera, la loro pagliacciata di ieri al Senato. E tutto perché Monti ha deciso di mettere la fiducia alla manovra. Evidentemente si sono già dimenticati di essere stati alleati fino a ieri di un governo che ne ha messe più di 50 in tre anni.

mercoledì 14 dicembre 2011

Chi rinuncerà al vitalizio?

Se questa cosa non verrà cancellata già domani, com'è altamente probabile, con le modifiche introdotte al regolamento della Camera sarà possibile per i Deputati rinunciare al vitalizio. Sì, avete capito bene. Mi pare che sia una di quelle poche occasioni in cui si potrà vedere chiaramente chi è coerente con ciò che predica e chi no.

E' infatti noto che contro questo tipo di assurdo privilegio si sono scagliati, specialmente in questo ultimo periodo, politici di ogni schieramento, abbracciando un ventaglio che va da Di Pietro fino a Calderoli. Adesso avremo la possibilità di vedere chi diceva sul serio e chi faceva demagogia.

Cambi al vertice


Speriamo adesso che al suo posto non vada Minzolini.

martedì 13 dicembre 2011

Voleva punire Jovanotti

In questo momento la pagina del sito cattolico Pontifex non è raggiungibile. Io non so se l'abbiano resa inaccessibile gli stessi gestori del portale, magari perché hanno pensato che quello che avevano scritto fosse troppo pure per loro (ma ne dubito). Fatto sta, ve la faccio breve, che secondo questi signori la morte del giovane che allestiva il concerto di Jovanotti sarebbe stata permessa da Dio per punire Jovanotti stesso. Il motivo? Essere stato ospite di Fiorello la sera in cui aveva fatto il famoso pistolotto pro-preservativo.

La prima domanda che mi viene in mente è: ma se Dio avesse davvero voluto punire Jovanotti, perché fare fuori uno che non c'entrava niente? Faceva secco Jovanotti e chiusa lì. Da quando in qua si punisce per interposta persona?
Ovviamente, ho fatto questo ragionamento perché ho voluto provare l'ebbrezza di abbassarmi ad argomentare cose che non meriterebbero neppure di essere menzionate.

Al di là di tutto, infatti, quello che a me provoca abbastanza inquietudine è il fatto che molte persone di fede non avranno nessuna difficoltà ad accettare questo ragionamento. Cioè crederanno sul serio che Dio ha permesso la morte del giovane per quei motivi lì. E qui non è questione di credere o non credere; non è questione di essere cattolici o non cattolici. La questione è molto più semplice (apparentemente): riuscire a ragionare oppure no. E' tutto qui. Se volete farvi male, la pagina di Pontifex è (ancora) raggiungibile tramite la cache di Google.

Una vittoria lunga 2000 anni

Mons. Nuvoli, responsabile economico della curia di Bologna, risponde così alla richiesta del Comune di pagare l'ICI: "È da duemila anni che ci vengono addosso, ma il Signore è risorto, abbiamo vinto noi. Chi è contro il Signore si è messo dalla parte sbagliata". Ora, che abbiano vinto loro è fuori discussione. Ma sarebbe stato interessante che il ciarliero monsignore avesse detto qualcosa circa i metodi che hanno utilizzato nel corso dei famosi 2000 anni per vincere sempre loro.

A parte questo, mi pare che ormai la famosa scusa del "non paghiamo perché facciamo beneficenza e ci sostituiamo allo stato" sia abbastanza stucchevole. Gliel'ha chiesto qualcuno di farlo? Come scriveva giustamente (per una volta) ieri Facci su Libero, "che senso ha che una istituzione religiosa compensi ciò che lo stato laico dovrebbe darmi?". E poi chi mi dice che se dall'oggi al domani, magari per un miracolo, lo stato riprendesse a fare quello che deve fare la chiesa pagherebbe quanto deve senza fare storie?

Morire di lavoro

Le speculazioni e le polemiche, sempre posticce, sul fatto se il ventenne deceduto prendesse 5 euro all'ora o 13,50, come specifica la ditta che allestiva lo spettacolo di Jovanotti, mi paiono di importanza relativa. Quello che mi sembra più importante, è che forse questa vicenda può meglio di tante altre contribuire a dare ampia visibilità a un problema che è noto da anni e che nessuno può (o sa) risolvere: quello delle morti sul lavoro.
Tutti i giorni c'è gente che, come Francesco, lascia la pelle sul posto di lavoro. L'unica differenza è che di solito si muore in silenzio, nell'anonimato, perché non si sta allestendo lo spettacolo di un musicista famoso. Ma se si vanno a vedere i dati e le statistiche, si scopre che quello che è successo ieri non è un evento straordinario, come i titoloni di oggi tenderebbero a far credere, ma è purtroppo la normalità.

lunedì 12 dicembre 2011

Aldo Grasso, il rancoroso

Ci è andato giù pesantino, stamattina, il Sallusti su Aldo Grasso, il noto critico televisivo del Corriere della Sera. Alcuni epiteti con cui è stato apostrofato: egocentrico, privo di autorevolezza (da che pulpito, verrebbe da dire), rancoroso, frustrato, codardo, ecc.

Ma cosa avrà mai fatto il povero Grasso per meritarsi una fila di complimenti così lunga? Beh, diciamo che ieri ha pubblicato sul Corriere un breve articoletto in cui commentava la sostituzione di Minzolini ai vertici del Tg1. "Addio al re del più brutto Tg1 della storia di tutta la Rai", titola l'articolo incriminato (il resto, quindi, potete immaginarlo da soli).

Ora, è storia nota (e triste) che i direttori del principale tiggì della tv di stato vengono messi lì da chi vince le elezioni politiche. Minzolini non è stato da meno, essendo stato "nominato" da Berlusconi dopo le politiche del 2008 (il copyright dell'appellativo "direttorissimo" è suo). Ma, a memoria, mi pare sia difficile, andando indietro nel tempo, trovare il livello di servilismo che ha contraddistinto l'era minzoliniana del Tg1 nei confronti dell'esecutivo del tipo delle cene eleganti. E pure gli ascoltatori se ne sono accorti (vedi la caporetto dell'audience).

Grasso, nel suo articolo ha solo evidenziato tutto ciò. Troppo anche per chi del servilismo ha fatto una ragione di vita.

domenica 11 dicembre 2011

Durban

Mi piacciono questi grandi vertici internazionali sul clima, che generalmente vengono ricordati dimenticati subito perché non servono a un tubo. Quello di Durban, che a me ricorda vagamento il nome di un dentifricio, mi pare infatti che sia esattamente sulla falsa riga dei precedenti (da Kyoto in qua, per intenderci). Si è stabilito infatti che nel 2015 (forse) ci sarà un'intesa che (forse) diventerà operativa nel 2020.

Falò a Torino

Giusto per chiarezza, incendiare quel campo rom sarebbe stato un errore anche se i responsabili fossero stati di quel gruppo lì. Per il semplice fatto che sullo stesso principio si dovrebbero allora bruciare le abitazioni di tutti gli stupratori del nostro paese (italiani compresi).

sabato 10 dicembre 2011

Stipendi in autonomia

La scusa della lesione "dell'autonomia del Parlamento" è tra le più ridicole che potevano trovare.

Adesso si fa sul serio


Un articolo della manovra Monti obbligherebbe più di due milioni di pensionati, quelli che ogni mese si recano materialmente alle poste a ritirare i pochi euro che spettano loro, ad apriere un c/c e attivare carta di credito o bancomat (per indorare un po' la supposta quelli dell'ABI stanno pensando di ridurre le spese su queste operazioni). Insomma, pare che i grandi evasori abbiano ormai i giorni contati.

venerdì 9 dicembre 2011

Possibilismi


Non trovate che sarebbe stato bello se l'avessero chiesto ai comuni mortali? Qualcosa tipo: siete disposti a discutere di ICI?

Libertà di scelta, però...

Ogni tanto capitano quei casi di cronaca sui quali anche io faccio fatica ad avere una posizione netta, chiara. Uno di questi è quello della sedicenne incinta di Trento di cui parlano i giornali oggi. Tecnicamente i genitori hanno sbagliato a rivolgersi al tribunale (spero anzi che non siano stati consigliati da un avvocato, perché vorrebbe dire che forse ha sbagliato mestiere). L'aborto è infatti, a certe condizioni, un diritto, non certo un dovere. E quindi è logico che nessun giudice potrà mai imporlo o ordinarlo.
Dall'altra parte, però, mi metto anche nei panni dei genitori della ragazza. Insomma, diciamo che io sarei per lasciare la libertà di scelta a lei. Però...

mercoledì 7 dicembre 2011

Non l'hanno presa bene

Ogni volta, e accade sempre più spesso, che vengono richiesti sacrifici alle italiche genti, torna la solita polemica su quelli che invece dai suddetti sacrifici non vengono neppure sfiorati. E il pensiero va inevitabilmente alla chiesa cattolica. La manovra di Monti prevede il ritorno della famosa ICI (ha cambiato nome ma è sempre quella, anzi questa è peggio).

La domanda, semplice, che si pone chiunque sia proprietario di un immobile è: perché io la devo pagare e gli immobili ecclesiastici no? Non è una questione di poco conto, se ci pensate bene, dal momento che in questi giorni uno dei termini più in voga è "equità". Comunque sia, pare che questa volta la suddetta polemica si sia spinta un po' troppo in là, tanto che stamattina quelli Avvenire hanno deliziato i lettori con un editoriale leggermente infuocato.

Peccato che i dati e le cifre raccontino una realtà un tantino diversa da quello che ci racconta il quotidiano della CEI, ma tant'è. Ognuno ha la possibilità di verificare da sé come stanno le cose. Come piccola nota a margine, vorrei dire che dal mio punto di vista la distinzione tra edifici adibiti a scopi religiosi (esentati dall'ICI) e commerciali (non esentati solo in teoria) è totalmente infondata, in quanto ogni religione dovrebbe per serietà e correttezza riuscire a sostenersi con il solo contributo dei fedeli.

Ovviamente sto ragionando per assurdo.

lunedì 5 dicembre 2011

Chi deve piangere per davvero

Non mi accodo alla lunga fila di quelli che hanno sbertucciato la signora Fornero per le lacrime di ieri, generosamente versate durante la conferenza stampa di presentazione di quello che ormai è noto come "decreto salva-Italia" (copyright Monti). A tal proposito, un discorso a parte meriterebbero quelli di Libero, secondo i quali il ministro avrebbe addirittura recitato. Vabbè, non sarebbe Libero.

Fatta questa doverosa premessa, però, non posso non notare, come del resto hanno già fatto in molti, che se la signora Fornero piange, alcuni milioni di pensionati e di lavoratori italiani non ridono. Senza girarci tanto attorno, infatti, è ormai assodato che questo decreto colpirà i lavoratori, mandandoli in pensione più tardi, e quelli che in pensione ci sono già, abbassandogliela (di fatto, la fine dell'adeguamento degli scatti al costo della vita è un abbassamento).

Per il resto non c'è molto da dire. La delusione principale deriva dal fatto che - anche qui potete girarla come volete ma il succo è quello - il perno principale su cui ruota tutto è un inasprimento delle tasse e della pressione fiscale. E' tornata l'ICI (anche se ha cambiato nome), aumenteranno le imposte comunali e l'IVA. Dall'altra parte, manca una patrimoniale che colpisca i grandi capitali, manca un innalzamento dell'IRPEF a chi guadagna 70, 80, 90mila euro all'anno o anche di più. Non si è toccato un centesimo alla Chiesa Cattolica e ai suoi assurdi privilegi fiscali, e non c'è niente che possa assomigliare a qualcosa in grado di contrastare la mostruosa evasione fiscale nostrana.

Insomma, siamo in presenza di un governo autorevole, serio, preparato, seriamente intenzionato (sembra) a fare quelle riforme strutturali di cui si parla a vuoto da anni. Ma per ora, dati alla mano, mi pare che una manovra di questo genere l'avrebbero tranquillamente potuta fare anche quelli che c'erano prima.

A costo di diventare noiosi


(via ilfattoquotidiano.it)

domenica 4 dicembre 2011

Ultime da Vicenza

Approfittando del fatto che è domenica, giornata in cui notoriamente il tempo dedicato al cazzeggio abbonda e non si hanno cose serie o impegnative cui dedicarsi, mi sono divertito a leggere le gag rilasciate dai tromboni padani al termine dell'inaugurazione del loro parlamento-padano-farsa. Ecco alcune delle più divertenti, marchiate B&C (Bossi e Calderoli).

"L'Italia ha perso la guerra economica, la Padania ha vinto". Qui cominciano già le prime difficoltà, principalmente dovute al fatto che è impossibile entrare nella testa del senatùr per capire (a) cosa intenda per "Padania" e (b) cosa intenda con "ha vinto". Più che altro, la difficoltà è dovuta al fatto che non è chiaro quale guerra economica avrebbe vinto la Padania: le aziende del nord e i lavoratori del nord hanno infatti gli stessi problemi che hanno quelli del resto d'Italia: le aziende chiudono, i lavoratori perdono il posto (quando va bene c'è la cassa integrazione), il regime fiscale per lavoratori e imprese è alle stelle e i costi del lavoro sono ormai improponibili. Tutti problemi che che ci sono adesso e che c'erano prima, quando la lega è andata al governo assieme al teleimbonitore proprio con la promessa di risolvere queste cose qua. Quindi, alla fine, di quale guerra economica vinta vada cianciando Bossi, non è dato sapere.

"Stronzi che parlano, anzi ragliano e sperano che la Lega si possa dividere". Questo commento, espresso con cotanto forbito linguaggio di chiara influenza oxfordiana, è sempre di Bossi, il quale si incavola coi giornalisti che parlano di lega divisa. Ovviamente, come Bossi sa benissimo, non c'è niente da dividere, per il semplice fatto che la lega è già divisa da tempo in correnti: Maroni da una parte, Bossi dall'altra, Cota da un'altra ancora, Tosi poi non ne parliamo. Evidentemente Bossi ha già dimenticato i cartelli a Pontida che inneggiavano, quando già il cavaliere era sull'orlo del precipizio, a Maroni presidente del consiglio. Ma, d'altra parte, l'elettorato leghista non è famoso per essere costituito da gente abituata a surriscaldarsi le meningi a furia di pensare e capire: basta spiattellare loro sotto il naso una panzana qualsiasi, e questi ci credono. A margine, è da sottolineare, anche con un certo divertimento, il fatto che Bossi abbia apostrofato i giornalisti come asini ("ragliano"). Una considerazione che fatta da uno che passerà alla storia (se ci passa) per la sua forma espressiva principalmente composta da parolacce, scoregge e dito medio, è tutto dire.

Tornando alla annosa, e a questo punto ormai grottesca, questione della secessione, vale la pena segnalare questa perla di Calderoli: "Spero possa nascere quella separazione consensuale sul modello della Cecoslovacchia che cerchiamo da tempo". Bello l'ossimoro sulla "separazione consensuale". Peccato che questo consenso B&C se lo possano sognare (e lo sanno benissimo). Non glielo darà infatti né il resto d'Italia né, tantomeno, gran parte del settentrione. E anche questo sanno benissimo.

sabato 3 dicembre 2011

venerdì 2 dicembre 2011

Pericoli scampati

Leggo sulla prima pagina del Corriere che ieri, Giornata mondiale per la lotta all'Aids, in Rai non è mai stato pronunciato il termine profilattico. Io sono d'accordo, intendiamoci, visto che il rischio che si correva era effettivamente di quelli da non sottovalutare. Qualche giovane virgulto, ad esempio, avrebbe potuto udire tale terribile parola e chiederne il significato a mamma o a papà. Certi rischi meglio evitarli.

Come Gesù Cristo

Lo ha detto don Verzè, in merito alla vicenda della bancarotta del San Raffaele di Milano. E ha aggiunto: "Mi offro al giudizio di tutti, dei signori pubblici ministeri, del consiglio di amministrazione, dell'opinione pubblica".

Bello. Specialmente sapendo che dopo una certa età per i reati fiscali non è prevista la detenzione. E il tipo ne ha 91.

giovedì 1 dicembre 2011

Don Gallo replica al tipo dello yoga satanico

Vi ricordate l'esorcista modenese balzato agli onori delle cronache qualche giorno fa per aver tirato fuori la barzelletta dello yoga satanico? Dopo essere stato spernacchiato (giustamente) dal web intero, o quasi, qualche bacchettata se l'è presa pure dal mitico don Gallo.

Che è sempre un prete, intendiamoci, ma è uno di quelli che in fondo non mi dispiacciono.

Giornata mondiale contro l'Aids

Oggi è la giornata mondiale contro l'Aids. Vale la pena segnalarlo, giusto per ricordare che l'emergenza non è affatto superata (anche se i giornali non fanno più i titoloni di una volta).

mercoledì 30 novembre 2011

Era ora

Premesso che la manovra di Monti sulle pensioni, almeno da quello che ho letto finora, non mi piace, non posso comunque non divertirmi quando leggo i titoli del Giornale. "Monti riforma le pensioni: era ora". Cioè, questo qui ci ha messo poco più di 2 settimane ha dare il via a una riforma strutturale che il tipo delle cene eleganti non ha fatto in tre anni e mezzo, e il Giornale dice "era ora". Continuate pure a farci ridere.

La soluzione di Libero al calo di natalità


Se proprio ci tenete, l'articolo è qui.

martedì 29 novembre 2011

Decido io

Mi sto già preparando agli editoriali indignati di domattina su Avvenire e simili, e anche a quelli scandalizzati dei cosiddetti laici appartenenti all'ortodossia benpensante.

Per quel che mi riguarda, penso una cosa molto semplice: Lucio Magri ha esercitato il diritto primo che dovrebbe essere di ogni individuo (e che una certa politica e la chiesa cattolica tentano con ostinazione di demonizzare): quello di decidere cosa fare della propria vita, compreso interromperla se il "titolare" ritiene che non sia più vita o pensa che non valga più la pena di essere vissuta. Tutto il resto sono solo chiacchiere al vento.

Promemoria

Pare che Ratzinger abbia telefonato personalmente a Monti poco prima che prendesse il posto del tipo delle cene eleganti. Niente di male, intendiamoci. Poi mi viene in mente che la legge sul testamento biologico, se non ricordo male, è ancora ferma in parlamento in attesa dell'ultimo passaggio in Senato.

domenica 27 novembre 2011

Ciao Danilo


(via bresciaoggi.it)

Nuove dinamiche dell'informazione politica

Per certi versi (per altri no) è divertentissimo vedere come sono cambiate le dinamiche dell'informazione dopo l'uscita di scena del tipo delle cene eleganti. Sintetizzando brutalmente, i vari house organ che facevano capo - lo fanno ancora, per la verità - al teleimbonitore, se ricordate si scagliavano a spron battuto contro chi diceva: per risollevarsi e riacquistare fiducia da parte dei mercati se ne deve andare.

Adesso che è palese che il problema non era lui - i mercati ci prendono a pesci in faccia come e più di prima - i suddetti house organ gongolano: avete visto che avevamo ragione? Ovviamente è inutile spiegare a questi signori che il nostro problema non era solo la borsa e lo spread, ma anche la credibilità internazionale. E sfido chiunque a dimostrare che qui non ci abbiamo guadagnato.

Dall'altra parte della barricata le cose non vanno ovviamente meglio. Stamattina, ad esempio, Scalfari inizia il suo consueto editoriale della domenica così:

La crisi dei debiti sovrani dell'Europa - di tutta l'Europa, Germania compresa -

Se ci pensate, è lo stesso ritornello che abbiamo sentito fino allo sfinimento da Emilio Fede e soci finché al governo c'era il tipo di Arcore.

Nuovi idoli

Massimo Fini, dopo il suo articolo pubblicato ieri sul Fatto, è definitivamente entrato nelle grazie di Libero e Giornale (basta guardare le prime pagine di oggi). I quali, però, ignorano - anzi, fingono di ignorare - che l'"Aridatece subito il Cainano" finale è ironico. Detto questo, mi pare che il suo articolo sia comunque largamente condivisibile.

sabato 26 novembre 2011

Intransigenze

Leggo che Ratzinger si è avventurato in alcune dichiarazioni sul tema della pedofilia; argomento che, come è noto, da certe parti è sempre un qualcosa che assomiglia a un campo minato. Tra queste dichiarazioni, particolarmente interessante mi sembra questa: "così come la Chiesa è giustamente tenuta a esigere norme di comportamento a questo riguardo, tutte le altre istituzioni, senza eccezioni, dovrebbero essere tenute alle stesse regole".

Messa giù in questo modo, sembra quasi che tutte le suddette istituzioni (quali?) di cui parla Ratzinger hanno l'obbligo di osservare certe regole in virtù del fatto che pure la Chiesa le segue. Per essere più chiari: la Chiesa sul tema della pedofilia non transige, quindi devono essere intransigenti anche gli altri.

Se non ho preso un abbaglio e se il Ratzinger-pensiero è effettivamente questo, vorrei sommessamente fare presente che la pedofilia è un reato penale perseguito in tutti i paesi del mondo. Ed è perseguito in qualunque ambito o istituzione venga scoperto. E, aggiungo, veniva perseguito da ben prima che la chiesa, dopo decenni di spostamenti di preti a destra e a manca, si desse certe regole di comportamento che oggi sbandiera come se fossero l'apripista che tutti dovrebbero seguire.

Insomma, almeno su questo Ratzinger dovrebbe avere il buon senso di tacere, visto che sulla suddetta intransigenza la chiesa ha ben poco da insegnare.

Lo dice anche Gad

Alla fine, l'evidenza è stata ammessa anche dal buon Gad Lerner. Ovviamente, qui ci si augura che la sua analisi finale sia sbagliata.

venerdì 25 novembre 2011

Ritenti, sarà più fortunato

Avete presente i famosi vitalizi degli ex parlamentari che sembrava dovessero essere eliminati con un tocco magico dall'oggi al domani? Bene, se ne riparlerà nella prossima legislatura, quando naturalmente nessuno si ricorderà più e tutto resterà come prima (come è già successo per le province e i famosi tagli ai costi della politica, tutto finito nel dimenticatoio).

Il motivo: "non potevamo toccare i diritti acquisiti". Già. Peccato che ai normali pensionati "i diritti acquisiti" glieli tocchino invece ormai da anni.

Le mani nelle tasche

Giusto per chiarire: non è che, visto che adesso al governo non c'è più il teleimbonitore, se ci mettono le mani nelle tasche ce ne stiamo belli zitti. Al contrario.

E allora, visto che ci siamo, cominciamo col riportare i calcoli del Codacons, secondo il quale l'aumento dell'IVA al 23%, come ormai il governo sembra intenzionato a fare, costerà a una famiglia media da 350 a 400 euro in più ogni anno.

A parziale scusante di Monti rispetto al teleimbonitore, c'è il fatto che il primo non ha strombazzato per quasi un ventennio la balla del "non metteremo le mani e blablabla". Anche se questo non so fino a che punto potrà essere di consolazione.

Yoga satanico

Padre Amorth, noto ciarl ehm, esorcista, ha dichiarato: "la cosa che [Satana] desidera di più è che non si creda alla sua esistenza". Insomma, sta a vedere che ho fatto contento pure Satana.

Poi, sulla storia dello yoga stendo naturalmente un velo pietoso.

giovedì 24 novembre 2011

Lanzetta contro tutti


Quando uno legge la vicenda giudiziaria di Marco Lanzetta, uno dei chirurghi italiani più noti e apprezzati nel mondo, istintivamente è portato a pensare che quello che gli è accaduto sia un'eccezione. Anzi, spera profondamente che sia un'eccezione.

No, perché se invece le cose stessero diversamente, se cioè casi come il suo fossero effettivamente la regola, beh, ho paura che non ci sarà più niente in grado di risollevare le sorti di questo nostro disgraziato paese.

Geniale!



(via gizmodo.it)

mercoledì 23 novembre 2011

Opere omnie

Quelli del Giornale si sono dati alla reclamizzazione delle grandi opere letterarie. Roba grossa, eh, mica quisquilie. Nello specifico si tratta dell'Opera Omnia di Bettino Craxi - gli appassionati di letteratura e cultura saranno già lì a leccarsi i baffi.

Chissà se si parlerà anche di tangentopoli, della crisi di Sigonella o dell'andamento del debito pubblico sotto il grande statista?

L'hanno preso da Youtube

Penso che se quelli di Repubblica prendessero un video dal mio canale Youtube, ci mettessero il loro logo, lo pubblicassero come se fosse il loro e scrivessero poi, genericamente, "video da Youtube", un po' m'incazzerei.

Democrazia delle alluvioni


Prima Roma, poi Genova, adesso Messina. I disastri sono geograficamente democratici, verrebbe da dire.

(fonte immagine: ansa.it)

martedì 22 novembre 2011

Umanità (che manca)

Le Lega è pronta - dice - a fare le barricate sulla questione della cittadinanza italiana che si vorrebbe dare ai bambini figli di immigrati e nati in Italia. Non vorrei sembrare superficiale, ma a parte motivazioni di stampo razzista non ne vedo altre che supportino le ragioni leghiste: né pratiche, né culturali, né, soprattutto, umane.

Scusate per gli otto anni

Tre simpatici individui vengono condannati a 8 anni di carcere a testa per stupro di una ragazzina di 14 anni. Parenti e amici dei "poverini", incazzati per - a loro dire - l'entità della pena troppo elevata, devastano il tribunale. Alla fine rimediano solo di essere arrestati pure loro. Mi ricorda un po' quei casi in cui i genitori se la prendono coi professori per aver redarguito con troppo impeto i rispettivi "angioletti". L'ho messa un po' sull'ironico, ma c'è ben poco da ridere, purtroppo.

Run, baby run


Belpietro che se la prende con Monti perché a una settimana dal suo insediamento non ha ancora varato una misura economica, è qualcosa che oltrepassa tutti i limiti di immaginazione (e ilarità) che potevamo eventualmente esserci posti.

Il quartier generale racconta/72


Come sapete, a volte sono un po' malizioso. Ma mi stavo domandando se quelli del Giornale avrebbero fatto una prima pagina così se per caso a suo tempo Casini avesse ceduto alle ripetute lusinghe di Berlusconi e ai pressanti inviti a entrare nella maggioranza.

lunedì 21 novembre 2011

Raccolta indifferenziata

L'immagine simbolo di quello che sta accadendo in Egitto sarà, probabilmente, il poliziotto che butta il cadavere di un manifestante tra i rifiuti, come se fosse un normale sacco di immondizia.

Nel frattempo, giusto per la cronaca, la repressione militare ha già prodotto 40 morti e le dimissioni del capo del governo, che ha rimesso il mandato nella mani delle forze armate. Pure le elezioni, già programmate, sono in forse. Non so fino a quando potremo permetterci il lusso di ignorare quello che sta accadendo su quella sponda del nostro mare Mediterraneo.

La Spagna a destra


Capisco bene che la batosta presa dal Psoe possa risultare sgradita a Repubblica. E probabilmente la crisi economica che ha colpito anche la Spagna avrà avuto pure il suo peso in tutto questo. Però, forse, tra quei 4 e passa milioni di persone che hanno voltato le spalle alla sinistra ci potrebbe anche essere qualcuno che non è rimasto contento del governo Zapatero.

domenica 20 novembre 2011

Stai zitto e soffri

Il cardinale Bagnasco, in riferimento al tanto vituperato testamento biologico, ha ribadito ancora una volta, casomai qualcuno se ne fosse dimenticato, che autodeterminazione e libertà non sono compatibili. E che occorre distinguere tra i vari tipi di umanesimo utilizzando come criterio il loro tipo di moralità (indicare quale sia la vera morale, come è noto, è prerogativa esclusiva della chiesa cattolica).

Tutto questo bel giro di paroloni e concetti altisonanti, in realtà ha l'unico fine di ricordare alle tante pecorelle ossequianti, ma non solo a loro, che non è possibile decidere cosa è vita e cosa no. Perché non sta a loro. Quindi, se per disgrazia dovesse capitare di restare immobilizzati in un letto per qualche lustro, magari tenuti in vita solo da una macchina, dobbiamo starcene zitti e buoni perché quella sarà comunque considerata vita, indipendentemente dal nostro punto di vista (anche se in quel letto ci siamo noi).

Non trovate che tutto ciò sia in perfetta sintonia con quanto ha detto ieri il papa, nella sua passeggiata in Africa, riguardo ai governanti che manipolano i propri popoli?

Comandamenti

Feltri, stamattina, consiglia a Monti di rigare dritto, perché è ancora B. che comanda. Poveretto: non ha ancora capito che c'è in gioco qualcosa di più grande delle leve del comando.

sabato 19 novembre 2011

Fine


Scilipoti, l'ex Idv passato con Berlusconi per "senso di responsabilità", vestito a lutto per la morte della democrazia è l'immagine più divertente della disfatta dell'armata brancaleone che ha preceduto l'arrivo di Monti.

Certo, avendo un po' di tempo si potrebbe provare a spiegargli che la nostra è una democrazia parlamentare. Che se il parlamento mi desse la fiducia, pure io potrei fare il presidente del Consiglio. Che non c'è nessun golpe o furto di democrazia perché questo governo ha avuto la fiducia sia alla Camera che al Senato, e questa fiducia è stata votata a larghissima maggioranza dagli stessi parlamentari che hanno vinto le elezioni del 2008.

Ma sarebbe tempo sprecato. E poi c'è pure il rischio che Scilipoti capisca.

(fonte immagine: repubblica.it)

La crema e il tempo

Molto bello il capitolo finale. L'autore racconta di quando si trovò per caso in una grande profumeria di Parigi. Osservando le donne intente a chiedere informazioni alle commesse circa le proprietà e gli effetti dei prodotti esposti, si rese conto che quelle donne non stavano comprando una semplice crema, ma stavano comprando il tempo. Ossia un prodotto che consentisse loro di ingannarlo ancora guadagnando un altro po' di giovinezza. Insomma, stavano cercando di "truffare" qualcosa - il tempo, appunto - che in realtà non si può truffare.

venerdì 18 novembre 2011

Altri pianeti

Certo, avremo in futuro tutte le occasioni per criticarlo, mandarlo a quel paese, specialmente riguardo a quello che vuole o non vuole fare. Però diciamo la verità: si sentiva o no in parlamento la mancanza di una persona spiritosa e ironica ma pacata, mai sopra le righe e mai sguaiata? Beh, io la sentivo.

giovedì 17 novembre 2011

Il senso di Clini per il nucleare

Il nuovo ministro dell'ambiente, Corrado Clini, ha dichiarato che al nucleare si può guardare "a certe condizioni". Nell'attesa di saperne di più riguardo alle suddette condizioni, sarebbe forse il caso di ricordare al neoministro che il nucleare è già stato bocciato dagli italiani da ben due referendum, di cui l'ultimo appena qualche mese fa.

Il quartier generale racconta/71

‎"Il governo dei secchioni", titola stamattina Libero. L'infelice ironia è ovviamente dovuta al fatto che Monti ha scelto di inserire nel suo esecutivo personaggi pressoché sconosciuti, ma con i cosiddetti "attributi". Insomma, gente competente e capace sulla quale, ovviamente, terremo gli occhi bene aperti (vedi Passera, ad esempio).

Probabilmente Belpietro cerca di consolarsi della perdita delle varie Carfagna, Gelmini e compagnia bella ricorrendo all'ironia. Contento lui...

Cellulari peruviani

Il tipo delle cene eleganti, com'era del resto facilmente immaginabile, non ci sta a sparire dalla scena, e adesso che si è un po' rilassato dopo i giorni convulsi delle dimissioni, ha deciso di ripartire in quarta con le solite cretinate che lo hanno reso celebre non solo da noi.

Tra queste - il repertorio è sempre il solito - c'è la mai abbandonata idea di mettere mano alle intercettazioni, cosa di cui a Monti, probabilmente, non frega un fico secco dal momento che non è solito parlare al telefono con faccendieri, spacciatori, zoccole e papponi. In ogni caso, ha detto sempre il teleimbonitore, finché non sarà risolta questa cosa "ho deciso che di non avere più il cellulare".

Quindi, si presume che a Ceron Caceres ridarà la sua scheda sim.

mercoledì 16 novembre 2011

Chi c'è e chi c'era




(via nonleggerlo.blogspot.com)

Coesione territoriale

Leggo adesso la lista dei 17 ministri (quelli di Berlusconi erano 23) che Monti sta per sottoporre a Napolitano. Non conosco neppure un nome. Nessuno che mi riporti alla mente qualcosa. Ma va bene, anzi benissimo.

Noto con un certo divertimento che spariscono, tra gli altri, quello delle Riforme per il federalismo e della Semplificazione normativa, a capo dei quali c'era il leggendario duetto Bossi-Calderoli. E spunta invece il ministero per la Coesione territoriale - non so bene cosa sia, ma sicuramente qualcosa di buono, visto che ha già mandato su tutte le furie Calderoli.

Sono tutti tecnici, nessun politico. E questa dovrebbe essere cosa buona perché si tratta di gente con le "mani in pasta", come si suol dire. Persone esperte che dovrebbere conoscere bene la materia che si apprestano ad amministrare. Insomma, il tempo triste degli Alfano alla Giustizia e dei La Russa alla Difesa dovrebbe essere definitivamente alle spalle.

Forse adesso si potrà ricominciare a parlare di programmi, idee, di politica insomma. Speriamo bene.

martedì 15 novembre 2011

Un reparto psichiatrico?

Vi ricordate Anders Behring Breivik, il fondamentalista cattolico autore della strage a Oslo del luglio scorso? Bene. Il tipo ha dichiarato al giudice di essere un templare, e ha anche rigettato la competenza del tribunale giudicante in quanto espressione del multiculturalismo. Ecco, anch'io penso che per questo tipo non serva un tribunale.

In caso Monti non sapesse da dove cominciare


(via repubblica.it)

lunedì 14 novembre 2011

Promemoria

"Io sono pronto a dimettermi nello stesso momento in cui Berlusconi si dimette da presidente del Consiglio".

Gianfranco Fini, 24 febbraio 2011.

5 in ginnastica

Com'era facilmente prevedibile, gli house organ di casa non sono certo rimasti con le mani in mano. D'altra parte, quello che ha osato prendere il posto del teleimbonitore non penserà mica di cavarsela così a buon mercato? Insomma, qualche scheletro nell'armadio deve averlo pure lui. Per adesso hanno scoperto che aveva 5 in ginnastica.

Ma non vi preoccupate: non è finita qui.

domenica 13 novembre 2011

La gazzarra

Aldo Cazzullo, stamattina, sul Corriere, se la prende con quelli che ieri sera hanno festeggiato dopo le dimissioni del teleimbonitore, accusandoli di irresponsabilità e mancanza di coraggio. Caro Cazzullo, nessuno, tanto meno la maggioranza di quelli che festeggiavano, pensa che con l'uscita di scena di Berlusconi siano finiti i guai. Anzi.

Ma visto che il responsabile principale della situazione in cui ci troviamo è lui, così come lui è stato l'ostacolo principale che ha impedito di provare a porvi rimedio, non ci vedo niente di male a festeggiare la sua uscita di scena come una liberazione. D'altra parte è normale festeggiare quando finisce un ventennio, no?

sabato 12 novembre 2011

The end


Berlusconi si è dimesso. Cosa accadrà ora non si sa bene. E non mi riferisco solo all'immediato (Monti, Dini o qualcun altro), ma al prossimo medio-lungo termine. Quello che si può dire con quasi certezza è che dovrebbe essere finito per sempre il tempo della politica ad personam. Il tempo dei lodi Alfani, dei bavagli, delle salva-azienda, dei processi brevi o lunghi e delle prescrizioni idem.

Così come speriamo sia finito il tempo delle istituzioni vilipese e offese da un capo di governo capace solo di usare un linguaggio da bettola di quarta categoria, probabilmente l'unica cosa che sarebbe in grado di governare; il tempo delle infinite promesse mai mantenute (una rivoluzione liberale e un miracolo italiano strombazzati per 17 anni di cui non è mai vista neppure l'ombra); il tempo delle balle raccontate e urlate a tamburo battente, trasformate in realtà con la complicità dei tanti trombettieri governativi prezzolati. Adesso c'è da recuperare (almeno provare) quella credibilità internazionale che l'ultimo decennio berlusconiano ha portato ai livelli più bassi mai raggiunti dal nostro paese. E soprattutto c'è da sperare che si faccia tesoro di questa triste e tragica epopea, in modo che non si abbia più a ripetere un'esperienza simile.

Non ci resta quindi che provare a cancellare questi anni di dominio del malaffare e cominciare a rimuovere le macerie da questo paese devastato, economicamente e moralmente. E provare un po' alla volta a ricostruire. Con una triste certezza: Berlusconi è finito, ma per il berlusconismo ci vorrà molto più tempo.

Monti fa paura?


Quelli che pensavano che l'annuncio delle dimissioni del tipo di Arcore rappresentasse la sua uscita di scena, si sbagliavano. Basta guardare la prima pagina del Giornale di stamattina per rendersene conto. La giravolta del cavaliere questa volta è stata più repentina del solito. Prima ha finto di avallare un eventuale governo tecnico guidato da Monti, poi, dopo la fila di vertici a casa sua, la retromarcia. Il tutto, come sempre, per non rompere definitivamente con la Lega, che, come è noto, di Monti non vuole proprio sentire parlare.

Ma la vera goccia che ha fatto traboccare il tipo di Arcore è l'umiliazione, dice lui. Insomma, non si può decidere tutto senza che lui abbia voce in capitolo. A questo proposito è abbastanza curioso che il responsabile unico della credibilità italiana colata a picco del mondo venga a parlare di umiliazione. Ma ormai ci siamo abituati. Ed è altresì curioso notare come questi qui siano ancora disposti a giocare sul filo del baratro. Fateci caso: è bastato che cominciasse a circolare la voce di un esecutivo provvisorio guidato dall'economista bocconiano per far volare i mercati e far rientrare lo spread entro limiti accettabili. Nonostante questo, Berlusconi vorrebbe ancora affidare un mandato esplorativo ad Alfano.

Pensate a cosa succederebbe lunedì, alla riapertura dei mercati, se ci trovassimo con Monti in forse e il tipo del lodo bocciato dalla Consulta a spasso nei palazzi per vedere di mettere insieme qualcosa. Intendiamoci: come ho già scritto in precedenza, qui nessuno guarda con eccessiva simpatia a questo Monti, non fosse altro perché è ancora impossibile sapere cosa intende fare. Ma, come scrive giustamente Massimo Franco, stamattina, sul Corriere, il tempo di giocare col fuoco è finito.

giovedì 10 novembre 2011

Alfanate


Il tipo che passerà alla storia come l'inventore dell'omonimo lodo, ha rilasciato la sua app per l'iPad. Mai come in questi momenti sono felice di non aver mai avuto a che fare col gingillo della mela morsicata.

Monti


La probabile, prossima designazione di Mario Monti alla guida di un governo tecnico in grado di traghettarci fuori dal baratro in cui ci siamo infilati, non mi entusiasma, lo dico senza problemi. D'altra parte, l'idea che a capo di un esecutivo ci sia un tecnocrate culo e camicia con organismi finanziari sovranazionali, dovrebbe fare storcere il naso a parecchi. E se si guarda alle reazioni del mondo politico, effettivamente è così.

Se però si guarda in faccia la realtà, si capisce bene come ci siano ben poche alternative. Le macerie e la distruzione lasciati da 10 anni quasi ininterrotti di governo del tipo di Arcore sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna iniziare a ricostruire, e occorre farlo adesso senza fare troppo gli schizzinosi. Sperando di essere ancora in tempo.

mercoledì 9 novembre 2011

L'incertezza politica della... Grecia

Spettacolare articolo dei soliti noti, i quali, analizzando le cause che hanno portato, oggi, alla caporetto della borsa e lo spread oltre la soglia dei 500 punti (560 al momento in cui scrivo), hanno scritto: "Sul mercato pesano diversi fattori, tra cui l'incertezza politica della Grecia".

Sì, avete letto bene. Se la nostra borsa è crollata e il differenziale di rendimento tra i nostri Btp e i Bund tedeschi è alle stelle, la colpa è della Grecia. Ovviamente non una parola sui reali motivi, e cioè le dimissioni "a tempo" del teleimbonitore.

Piccola nota a margine. I rendimenti sui nostri buoni del tesoro, oggi hanno tutti superato per la prima volta la soglia del 7%. Solo tre paesi, finora, all'interno di eurolandia, l'hanno superata: Grecia, Irlanda e Portogallo. Adesso fate un po' voi.

Melina

Non so se vi rendete conto quanto ci sta costando la melina sulle dimissioni del tipo delle cene eleganti.

martedì 8 novembre 2011

Occhio a italia-programmi.net

Ieri mi è arrivato questo commento a un vecchio post che scrissi nel 2007. E' da un po' che non mi occupo più di questo genere di cose, ma la segnalazione mi ha comunque alquanto incuriosito.

Una veloce googlata mi ha permesso di risalire a questo ottimo articolo di Dario d'Elia, dell'agosto scorso. Qui è spiegato molto bene cos'è italia-programmi.net e cosa fa. Vicende come questa dimostrano, ancora una volta, che bazzicare in rete con occhi bene aperti e buon senso è sempre cosa buona.

Licenziato


(via ilmessaggero.it)

domenica 6 novembre 2011

Titanic remake


In queste ore l'Udc sta diventando una specie di arca di Noé. Penso che le dimissioni del tipo non siano, a questo punto, più rinviabili. Domani?

(Ivan Scalfarotto via Twitter)

Ipotesi alternative

Gli illuminati del leggendario Pontifex, quelli secondo cui "la verità è nella tradizione", hanno notato una curiosa coincidenza riguardo a quello che è accaduto a Genova.

Di quale città è il comico Crozza che aveva scherzato con i santi e la Madonna? Di Genova, naturalmente.

Ecco, adesso ognuno interpreti questa cosa come meglio crede.

venerdì 4 novembre 2011

Ristoranti pieni

La storiella dei ristoranti pieni è uno dei luoghi comuni più stupidi e più utilizzati del mondo. Il guaio vero, però, è che scemenze di questo genere, partorite ormai quotidianamente da un tipo che dovrebbe essere un capo di governo, sono ormai entrate nel novero della normalità.

Genova per noi


Mi pare che il commento più azzeccato a quello che sta succedendo a Genova in questi minuti, sia quello di Leonardo. E' anche il più ovvio, lo so, ma ormai abbiamo imparato - purtroppo - che le cose più ovvie sono quelle a cui generalmente si dà meno peso.

(fonte immagine: repubblica.it)

Servizio Pubblico


Tutto sommato mi fa piacere che l'esperimento di Santoro sia andato bene.

martedì 1 novembre 2011

Business internazionale

Mons. Negri, il vescovo di San Marino e del Montefeltro, ha accostato Halloween al satanismo (tanto per essere originale) e al business internazionale. Lasciando perdere la favoletta di Satana e relative, patetiche, implicazioni, c'è da far presente, visto che si parla di business internazionale, che il Vaticano fino al 2002 deteneva titoli americani per 298 milioni di dollari, equamente divisi tra azioni e obbligazioni a lungo termine.

Tutto questo tralasciando certi investimenti di qualche banca cattolica tedesca: armi, tabacco, profilattici, ecc... Così, per dire.

L'angolo del buonumore


(via corriere.it)

lunedì 31 ottobre 2011

Ma dove vanno i partigiani?


Per smontare quello che scrive il Giornale stamattina su Antonio Ingroia, compreso quel capolavoro di ilarità che è il relativo editoriale di Sallusti, non serve molto. Basta riportare le parole esatte del sostituto procuratore della Repubblica di Palermo, che non sono quelle citate da Sallusti, cioè queste:

Un magistrato deve essere imparziale ma sa da che parte stare. Io confesso di non sentirmi del tutto imparziale, anzi, mi sento partigiano.

Ma queste:

...ma io confesso, non mi sento del tutto imparziale, anzi, mi sento partigiano [...] perché sono un partigiano della Costituzione.

C'è differenza? Forse per i lettori del Giornale no. Per quelli che non hanno le fette di salame davanti agli occhi, forse sì.

Crederci ancora

La prima volta che tirò fuori la favoletta del "milione di posti di lavoro" fu durante la campagna elettorale del '94. Poi la tirò fuori di nuovo per la campagna elettorale del 2006. Oggi, siamo più o meno a questo punto.

Guerra e zucche


Devo ancora capire bene se questa guerra della chiesa contro Halloween, che si ripete sempre uguale ogni anno, mi fa più ridere o piangere.

domenica 30 ottobre 2011

Campagna elettorale


Prima le parole del tipo di Arcore sull'euro (immancabilmente ritrattate poche ore dopo: come al solito abbiamo capito male noi). Poi, stamattina, i trombettieri filo governativi che riprendono il teleimbonitore-pensiero a reti unificate (vedi il Giornale qui sopra e relativo, spassosissimo, editoriale di Feltri).

Insomma, per chi non l'avesse ancora capito il cavaliere è in campagna elettorale, e uno dei temi che faranno da colonna sonora sarà proprio l'euro e i suoi disastri. Un tema che fa sempre presa sulle italiche genti: prezzi raddoppiati, potere d'acquisto dimezzato e via a seguire. Intendiamoci, qui nessuno pensa che l'euro non abbia (avuto) le sue magagne, ma queste non vanno addebitate solo a chi l'ha voluto e realizzato, come fanno furbescamente Feltri e compagnia cantante, ma vanno egualmente addebitate a chi in questi 10 anni avrebbe dovuto vigilare e non l'ha fatto (il tipo delle cene eleganti ne ha governati 8). Insomma, per dirla in soldoni, quelli che dovevano controllare che 1000 lire non diventassero un euro.

Ecco, il teleimbonitore farà leva su questo. Ovviamente le cose, come spiega molto bene Mario Monti, stamattina, sul Corriere, sono un filino più complesse di come ce le raccontano loro. Ma allora non sarebbe il Giornale. E non sarebbe campagna elettorale.

sabato 29 ottobre 2011

Spiegazioni


E adesso qualcuno glielo vada a spiegare a Belpietro.

(via corriere.it)

Tra Zelig e la Padania


Cioè, non so se vi rendete conto cosa sono riusciti a scrivere stamattina quelli della Padania. "A Roma come a Bruxelles forse non erano abituati ad avere a che fare con un politico che punta i piedi e non scende a compromessi". Non scende a compromessi! Sì, avete letto bene, hanno scritto proprio così.

E il voto per rifinanziare le missioni all'estero nonostante tutti i bei proclami di Pontida? E il voto contro la mozione di sfiducia a Saverio Romano, ministro siciliano su cui pende una richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa? Devo continuare? Un politico che non scende a compromessi. Ma cos'è Zelig al confronto della Padania? :-)

Chiedo umilmente scusa a Francesco Guccini

venerdì 28 ottobre 2011

Secondo Bersani

La Tav? "Va fatta, è solo una ferrovia". Come no? E' solo una ferrovia che si costruirà dove una ferrovia c'è già; che costerà uno sproposito senza sapere chi la pagherà (anzi, si sa benissimo) e che per costruirla si perforerà per oltre 50 km una montagna piena di amianto e altri simpatici elementi. Però "è solo una ferrovia".

D'altra parte se lo dice Bersani...

Infuriati

Non capisco perché una eventuale prima serata del giovedì a Ferrara (prenderebbe il posto di Santoro) dovrebbe fare infuriare "gli anti Cav", come scrive il Giornale.

Quando il Giulianone nazionale ha iniziato la sua avventura serale post Tg1, prima di essere spostato in altra fascia causa ascolti inesistenti, io non mi sono affatto arrabbiato. Anzi, io spero proprio che gliela concedano una trasmissione tutta sua, il giovedì sera. Certi successi vanno replicati.

Al 5,5%

Indipendentemente dal fatto se piaccia o no, Pd e IdV dovranno farci i conti. E magari chiedersi dove hanno sbagliato.

Licenziamenti facili per cosa?

Sto cercando di capire - senza pregiudizi, come chiede lui - il ragionamento di Sacconi in merito alla questione dei licenziamenti facili, uno dei provvedimenti che l'esecutivo si appresta a mettere nero su bianco per accontentare l'UE.

In pratica, se non ho inteso male, Sacconi dice: se le imprese potranno licenziare liberamente in caso di crisi, saranno più incentivate ad assumere personale con contratti di tipo indeterminato.

Adesso provate voi, sempre senza pregiudizi, a trovare la coerenza in questo ragionamento. Mentre ci pensate, provate a farvi anche un'altra domanda, del tipo: siamo sicuri che questo accanimento verso i lavoratori come reazione alla crisi serva ad aumentare la credibilità del nostro paese agli occhi degli investitori e dell'Europa? Sacconi - ovviamente confindustria sorride compiaciuta sotto i baffi - lamenta una eccessiva rigidità del mercato del lavoro, che non esisterebbe in nessuna altra parte d'Europa.

Facciamo finta che sia vero. Ma questa rigidità, come la chiama lui, c'è da decenni, e mi risulta che la nostra economia, almeno fino alla fine degli anni '80, viaggiasse ai livelli con cui oggi viaggia quella cinese. E allora? E' veramente questo il problema? O forse si è voluto ancora una volta colpire i lavoratori e i pensionati per mancanza assoluta di idee? O magari per evitare di andare a mettere le mani in qualche settore (evasione, per esempio) dove qualcuno avrebbe potuto fare ben più rumore?

Tutta questa vicenda, però, alla fine un lato positivo l'ha avuto. Ha ricordato a Bonanni di essere un sindacalista. E non è poco.

Il ponte delle risate

Non so se avete ben presente la dinamica che ha portato alla soppressione (speriamo definitiva) del progetto del ponte sullo stretto. Ve la riassumo in breve. L'IdV presenta una mozione alla Camera per abolire i finanziamenti previsti per l'opera. La mozione viene approvata sia coi voti dell'opposizione, sia coi voti della maggioranza.

Cioè, se non fosse sufficientemente chiaro, il governo si è schierato contro quell'opera, peraltro prevista nel suo programma, con cui ci ha rotto le scatole a spron battuto fino a ieri. E tutto questo per evitare di andare sotto alla Camera per l'ennesima volta, con tutto quello che ne sarebbe potuto conseguire.

Questo giusto per dire come sono messi.

giovedì 27 ottobre 2011

Sono arido e non lo sapevo

Mons. Betori dice che il diffuso sentimento di "autodeterminazione [...] mal si accorda con la presenza di un Altro" e che la "totale autonomia fa il paio con una sostanziale aridità". In effetti è vero: essere autonomi da qualcosa che non esiste, quindi dal nulla, è sempre abbastanza fastidioso e soprattutto inquietante. E' molto più gratificante sentirsi autonomi da qualcuno o qualcosa di reale.

Ah, dimenticavo; anche il papa, oggi, in gita ad Assisi, se l'è presa con gli atei e gli gnostici. Certo che a quelli della chiesa dobbiamo stare proprio sulle scatole, dal momento che un giorno sì e l'altro pure se la prendono con noi. Ma la cosa non stupisce: da che mondo è mondo, infatti, papi, vescovi e preti hanno sempre visto in cagnesco chi osava mettere in dubbio certe cose e certe "verità".

Per la questione "aridità" vi farò sapere.

Il quartier generale racconta/69

Del resto quello dei baby pensionati in Italia è un vero esercito, all’interno del quale si nascondono molte sorprese. Per esempio Manuela Marrone, la moglie di Bossi, che oggi ha 57 anni, prende la pensione dal 1º settembre 1992, cioè da quando ne aveva 39. L’assegno non è molto sostanzioso (766,37 euro), ma lo riceve regolarmente da 18 anni e mezzo: non male per la compagna di vita dell’uomo che ha dichiarato guerra a tutti gli sprechi, no?

Volete sapere chi ha scritto questa roba qui sopra? Il Giornale, il 2 aprile scorso.

Questa qui sotto è la prima pagina di stamattina, sempre del Giornale, dopo che Fini ha detto in tv le stesse medesime cose.

Riassumendo

Riassumendo il contenuto della letterina, quindi, da una parte si può licenziare senza problemi; quelli che si salvano dal licenziamento devono lavorare di più. Bello...

mercoledì 26 ottobre 2011

Alta politica


Tutto questo mentre 5 persone (per ora) sono morte a causa di un'alluvione e un buffo vecchietto è in giro dalle parti di Bruxelles con una letterina, tipo quelle che si mandano a Babbo Natale, con la speranza di riuscire a rimandare di un altro pochino il definitivo collasso dell'armata Brancaleone.

Condoni

L'ultimo condono edilizio risale al 2003 (II governo Berlusconi). Ma ci hanno provato di nuovo anche nel gennaio di quest'anno, con un emendamento infilato tra le pieghe dell'ultimo milleproroghe. Chissà, se nel corso degli anni si fossero fatte meno sanatorie e si fosse dedicata più attenzione alla cura del territorio, forse non staremmo a contare i morti ogni volta che piove un po' più del solito.