giovedì 9 luglio 2009

G8: da La Maddalena a L'Aquila (e ritorno?)

Mentre scrivo queste righe, a L'Aquila è appena passato George Clooney a spasso tra le macerie, ultimo personaggio di una sfilza di noti e meno noti, importanti e meno importanti, che a vario titolo sono venuti da quel famoso 6 aprile in "pellegrinaggio" in questa terra. La visita di Clooney non è casuale. Come dice infatti lui stesso:

"Gireremo un film qui alla fine di settembre"
[...]
"Avevamo esaminato le location gia' prima del terremoto - ha spiegato Clooney - e le abbiamo riviste dopo. E' sorprendente vedere una citta' che ha subito tanti danni. Credo che questo sia il miglior modo per dare una mano alla popolazione colpita dal sisma e rilanciare l'economia."

Eh già, è sorprendente - dice lui - vedere una città che ha subito tanti danni. Naturale. Per chi ci sta un quarto d'ora e poi se ne va è naturale che sia sorprendente. Per quelli che invece dal 6 aprile sono ancora lì, magari la sorpresa ha già lasciato il posto a qualcos'altro (speranza? rassegnazione? indignazione?).

Questa uscita del noto attore attore americano, mi ha dato l'occasione per segnalare un'inchiesta di Act!onaid, inchiesta attraverso la quale la nota associazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo cerca di rispondere ad alcune domande, tipo: c'è stato un vero risparmio economico nella decisione di spostare il G8 da La Maddalena a L'Aquila? Le opere iniziate là, e ancora non terminate, che fine faranno? Gli stanziamenti dei fondi per la ricostruzione e per il G8 sono stati gestiti in maniera trasparente? Le popolazioni terremotate, prime beneficiarie della (per ora solo sulla carta) ricostruzione, sono sufficientemente coinvolte in tutto il progetto di ricostruzione o sono costrette a "subire" passivamentele decisioni prese dall'alto (e da altri)? Le popolazioni terremotate hanno avuto un effettivo beneficio, come vanno affermando i media da tempo, dallo spostamento nella loro terra del prestigioso vertice internazionale? Se sì, quale?

LE CREPE NEL G8, l'inchiesta di ActionAid sullo spostamento del G8 all'Aquila. from Alice on Vimeo.

3 commenti:

Fabio ha detto...

C'è una lettera molto interessante a proposito. Il tipo chiede di diffonderla, io lo faccio qui, se non ti dispiace, vista la visibilità del tuo blog :-P . Soprattutto interessante per quelli che ancora osannano il sant...ehm... premier per aver risolto tutti i problemi.
Fabio

Andrea Sacchini ha detto...

Prego, fai pure. Preciso solo che nessuno si aspetta miracoli da questo governo, così come nessuno si aspetterebbe miracoli se in carica ce ne fosse un altro. Non penso insomma che, in generale, gli esiti della ricostruzione dipendano dal colore politico.

Questo governo, però, a differenza di altri, ha a mio parere la capacità di distorcere volutamente la realtà. Così, mentre da una parte abbiamo giornali e soprattutto telegiornali che dipingono una situazione sostanzialmente rosea, dall'altra abbiamo lettere come quella che hai linkato e persone che scrivono sul proprio blog direttamente da quei posti che raccontano un'altra realtà.

adal ha detto...

allora vediamo.

da una parte abbiamo una realtà artificiale, fatta di gente che sorride, di operai, di vigili, di cittadini che beatamente stringono la mano al premier, sempre attorniato da un codazzo di lecchini e guardie del corpo e da qualche sant uomo di dignitario straniero del piffero!

dall'altro abbiamo i cittadini quelli veri, la gente, la popolazione, che si è rotta le scatole di stare a sudare in tenda quando fa caldo, e di finire con l'acqua fino al ginocchio quando piove..

abbiamo quindi una realtà fittizia raccontata da giornalisti servi, e una realtà cruda, raccontata in rete e non visibile nel regime mediatico italiano.

poi c'è la passerella rivoltante di attori, con qualche spettatore pagante, pagato per inchinarsi riverente e plaudire.

e quindi c'è la farsa del g8 in cui 8 grandi (ma grandi in che?) decidono le sorti del pianeta, se non erro composto da 230 stati circa, che non hanno voce in capitolo, insieme a 1 miliardo di persone che muore di fame, e ad un altro milione sottopagato, non contando i milioni di persone che crepano in guerre, carestie varie e colpi di Stato...

insomma non so cosa altro aggiungere. c'è poco da aggiungere.

è da far rivoltare lo stomaco.

mi ero scordato la ministra da calendario e quell'altra scienza infusa della Gelmini...

basta altrimenti vomito