venerdì 24 luglio 2009

Conta qualcosa il parere del CSM?

Trovo piuttosto curioso che molti media, ieri, abbiano dato in pompa magna la notizia della bocciatura tout court, da parte del CSM, della riforma del processo penale messa in cantiere da Alfano e soci. Messa in questo modo, e con questa enfasi, un lettore un po' distratto, o magari non molto ferrato in materia, potrebbe facilmente essere portato a pensare che un parere di questo tipo, formulato dall'organo di autogoverno della magistratura, obblighi in qualche modo Alfano e la sua cricca a fare retromarcia e a rivedere almeno le norme più controverse di tutto il disegno di legge.

E invece no. Quello del CSM è solo un parere, e come tale non vincolante. Il parlamento è (purtroppo, in questo caso) sovrano e il CSM può starnazzare quanto vuole: se il governo decide che intende andare fino in fondo, ci va, fosse pure a colpi di fiducia, come è successo ieri per far passare senza intoppi gli emendamenti al dl anticrisi. Concetto che è stato ribadito pure dal vicepresidente Mancino: «Non è una bocciatura, perché il Csm non approva e non boccia, ma un parere articolato».

E quindi? Tutto questi titoloni per cosa? Va bene, il CSM dice che il progetto di Alfano è in gran parte incostituzionale perché prevede ad esempio che i pm si facciano da parte e lascino alla polizia giudiziaria la titolarità delle indagini (come è noto quest'ultima dipende direttamente dal governo, quindi basta fare 2 + 2), con probabili e significative ripercussioni sull'obbligatorietà dell'azione penale (si teme in pratica che sia il governo a "decidere" chi e cosa indagare), e altre cose su cui non mi dilungo. E adesso che l'hanno segnalato? Alfano si preoccuperà di rivedere qualcosa? Certo, è così preoccupato che due ore dopo il pronunciamento dei rappresentanti dei magistrati ha detto in modo elegante che non gliene frega niente.

Insomma, Repubblica e soci: fare meno titoloni a effetto e spiegare un po' di più non sarebbe meglio?

2 commenti:

andynaz ha detto...

Repubblica e soci: fare meno titoloni a effetto e spiegare un po' di più non sarebbe meglio?

purtroppo pare che non sia questo il loro interesse primario... :-(

Andrea Sacchini ha detto...

Triste ma è così.